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Cesare Cremonini, il coraggio di ricominciare: “AMATEUR” nasce a Londra e guarda avanti

Cesare Cremonini, il coraggio di ricominciare: “AMATEUR” nasce a Londra e guarda avanti

Alessandra Berta

Esce il 23 ottobre il nuovo album del cantautore, presentato dal vivo all’O2 Shepherd’s Bush Empire con Salmo, Fabri Fibra e Malika Ayane. Undici canzoni per esplorare nuovi suoni e ritrovare il piacere della scoperta.

A Londra, con la voglia di sentirsi ancora principianti

Ci sono momenti, in una carriera, in cui l’esperienza accumulata lascia spazio al desiderio di sentirsi ancora principianti. Di entrare in una stanza senza avere già tutte le risposte, avvicinarsi a uno strumento e concedersi il tempo di imparare. Cesare Cremonini sembra aver cercato proprio questa possibilità con “AMATEUR”, il nuovo album in uscita venerdì 23 ottobre.

Dopo ventisette anni di musica, il desiderio di scoprire qualcosa di sé continua a muovere il suo percorso. Ogni progetto porta con sé una scelta: raccogliere ciò che si conosce oppure lasciare spazio a un’intuizione ancora da capire. In questo nuovo lavoro, Cremonini sembra voler seguire quella curiosità fino in fondo, accettando anche l’incertezza che accompagna un cambiamento.

Il primo incontro con queste canzoni è avvenuto a Londra. Il 20 ottobre, all’O2 Shepherd’s Bush Empire, Cremonini ha scelto di presentare il disco attraverso un concerto, eseguendo tutte le undici tracce prima della pubblicazione. Un modo per affidare subito i brani alla prova del palco, al respiro degli strumenti e all’attenzione di chi si trovava davanti a lui. A raggiungerlo sono stati Salmo, Fabri Fibra e Malika Ayane, coinvolti anche nell’album.

Per un artista abituato ai grandi spazi, presentarsi con un intero repertorio ancora da scoprire significa chiedere al pubblico un ascolto diverso. Le canzoni devono cominciare a costruire il proprio posto: arrivano senza il sostegno dei ricordi personali che, negli anni, trasformano un ritornello in qualcosa che appartiene anche a chi lo canta dalla platea.

È questo a rendere interessante la scelta londinese. La serata ha messo al centro un’opera nuova, lasciando che fossero la sua sequenza, le sue voci e i suoi passaggi musicali a guidare l’incontro. Per una sera, il pubblico ha potuto accompagnare Cremonini proprio nel momento in cui quelle canzoni iniziavano la loro vita fuori dallo studio. Un primo ascolto condiviso, destinato a cambiare con il tempo e con tutto ciò che ciascuno ritroverà nei brani.

Il suono, gli incontri e la libertà di cercare

Londra appartiene alla storia del disco. “AMATEUR” è stato registrato tra la capitale britannica e Bologna, con una parte del lavoro realizzata nello Studio 13 di Damon Albarn. Cremonini ha raccontato di aver trovato in quella città la libertà di essere una persona meno riconoscibile, lontana dal peso della propria immagine pubblica. Uno spazio nel quale tornare a cercare e lasciarsi sorprendere.

Cambiare prospettiva può significare anche questo: camminare in un luogo che non restituisce continuamente la propria storia, trovare una distanza dalle abitudini e ascoltare con maggiore attenzione ciò che sta nascendo. Nel racconto dell’artista, Londra diventa parte di questa ricerca, un ambiente nel quale concedersi nuove possibilità.

Dalla presentazione emerge un progetto dalla forte componente strumentale e dall’impronta rock. Chitarre, basso, batteria e sassofono partecipano alla costruzione di un suono che dà rilievo alla presenza dei musicisti. Tra loro c’è Donny McCaslin, già al fianco di David Bowie in “Blackstar”, coinvolto anche nello show londinese.

Cremonini, che negli ultimi anni ha iniziato a studiare il sax, sembra riconoscersi proprio nella possibilità di continuare ad apprendere. È una curiosità che offre una chiave per leggere il titolo del lavoro: l’entusiasmo di chi si avvicina a qualcosa perché ne è attratto e accetta di dedicargli tempo, esercizio e attenzione. Anche quando alle spalle ci sono palchi importanti e canzoni entrate nella vita di molte persone, rimane possibile provare il piacere di un piccolo progresso, di una scoperta inattesa.

Sul palco, le collaborazioni hanno scandito alcuni momenti della presentazione. Salmo ha affiancato Cremonini nella title track “Amateur”; Fabri Fibra è entrato in “Paparazzi”, mentre con Malika Ayane è arrivata “Cose molto piccole”. La sua presenza ha riportato al centro anche un’intesa musicale che ritrova spazio a distanza di anni.

Nel corso del concerto sono risuonate inoltre “Walk on the Wild Side” di Lou Reed e, nel finale, “Stand by Me”. Accanto ai brani appena nati, queste canzoni hanno aperto uno spazio di incontro con una memoria musicale condivisa, accompagnando il pubblico fino alla conclusione della serata.

Lasciare spazio al cambiamento, ritrovare il pubblico

Intorno alle canzoni prende forma anche un immaginario visivo. A rappresentarlo è Sig, la figura dal teschio dorato che accompagna il progetto. Nelle spiegazioni di Cremonini, questo personaggio raccoglie l’ambizione, il desiderio e il peso che il successo può lasciare addosso. La riflessione riguarda il rapporto con l’ego, con ciò che aiuta a raggiungere un traguardo e che, a un certo punto, può diventare ingombrante.

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È un tema che attraversa il rapporto tra la persona e l’artista: le aspettative crescono, i risultati diventano termini di confronto e ogni passo può finire per essere misurato attraverso quello precedente. Il nuovo progetto sembra cercare spazio dentro questa tensione, restituendo valore alla possibilità di imparare e di scegliere una direzione perché la si sente propria.

“AMATEUR” si presenta così come un passaggio in cui la ricerca musicale si intreccia a una domanda personale: quanto spazio resta per cambiare, quando si possiede già una storia riconoscibile? La risposta comincia dalla disponibilità a esporsi di nuovo, affidandosi a canzoni che devono ancora trovare la propria strada.

Dopo Londra, il viaggio proseguirà nei palasport italiani. L’“AMATOUR” partirà il 24 novembre da Ancona e porterà questo nuovo capitolo davanti al pubblico. Sarà un altro momento di scoperta, quando i brani avranno già attraversato le giornate degli ascoltatori e torneranno sul palco accompagnati dalle loro voci.

Tra la pubblicazione e i concerti ci sarà il tempo necessario perché ciascuno costruisca il proprio rapporto con il disco. Una canzone potrà arrivare subito, un’altra chiedere qualche ascolto in più; una frase potrà restare in mente e acquistare significato soltanto giorni dopo. È anche attraverso questi incontri personali che un album comincia ad appartenere a chi lo ascolta.

Dal 23 ottobre, intanto, comincerà il tempo degli ascolti ripetuti, delle parole riconosciute poco alla volta, dei dettagli musicali che emergono quando si torna su una traccia. Dopo la prima sera londinese, saranno quelle undici canzoni a continuare il racconto, trovando ciascuna il proprio posto nella vita di qualcuno.

22:04

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