Catiuscia Siddi e Fuoriclasse Talent: quando il talento incontra il cuore
Tredici anni di impegno, sacrifici e opportunità per accompagnare i giovani artisti nel loro percorso.
Ci sono progetti che si riconoscono non soltanto dai risultati raggiunti, ma dalle persone che scelgono di accompagnare. Fuoriclasse Talent nasce e cresce proprio con questo spirito: offrire ai giovani uno spazio in cui mettersi alla prova, esprimersi e trasformare la passione in un’occasione concreta.
A raccontarlo è Catiuscia Siddi, che tredici anni fa ha deciso di credere in questa avventura insieme al marito Ivano Trau. Dietro le esibizioni e le luci del palco ci sono il lavoro di chi organizza, i sacrifici delle famiglie e l’impegno dei ragazzi. Ma soprattutto c’è una visione che mette al centro la serenità, la crescita e il valore umano di ogni giovane artista. In questa intervista, Catiuscia ripercorre le origini del progetto e spiega perché, a Fuoriclasse, il cuore continua a battere forte.
Catiuscia, se oggi potessi dire qualcosa alla Catiuscia che, tredici anni fa, ha scelto di credere in questo progetto, che cosa le diresti?
“Le direi che ha fatto bene a crederci. Tutto è iniziato circa tredici anni fa, insieme al mio compagno, che oggi è mio marito, Ivano Trau. All’epoca ero direttrice del personale e mi occupavo della gestione di diverse persone. Ho scelto di lasciare quel lavoro per intraprendere un percorso completamente nuovo, in un mondo che, fino a quel momento, non mi apparteneva. Ho visto l’entusiasmo di mio marito, la passione con cui credeva in questo progetto e la voglia di costruire qualcosa di importante. Lui era già un artista, mentre per me questo mondo era tutto da scoprire. Eppure, ho sentito che valeva la pena mettermi in gioco. Così gli ho detto: “Sì, ci credo, voglio crederci. Portiamolo avanti insieme”. È stata una scelta di fiducia, non soltanto nel progetto, ma anche nella possibilità di costruire qualcosa di bello per i giovani artisti condividendo lo stesso sogno.”
In tutti questi anni in cui hai ideato e portato avanti questo talent, c’è un ragazzo o una ragazza che ti ha fatto pensare: “Ne vale davvero la pena, fare tutto questo”?
“Di ragazzi talentuosi e meritevoli ce ne sono davvero tantissimi. In tutta Italia abbiamo giovani promesse con capacità straordinarie, e questo è motivo di grande orgoglio. Da circa tre anni, inoltre, abbiamo iniziato a dare ai nostri ragazzi anche l’opportunità di mettersi alla prova e farsi conoscere attraverso diversi programmi televisivi. Oggi cominciamo a raccogliere i primi frutti di questo lavoro e ne sono davvero felice, perché questi ragazzi se lo meritano. Vedere che il loro impegno può trasformarsi in un’opportunità concreta è una soddisfazione enorme e dà ancora più valore a tutto quello che facciamo.”
Nel mondo dello spettacolo siamo abituati a vedere le luci, le esibizioni e il risultato finale di un progetto. Ma quali sono le difficoltà e i sacrifici che si nascondono dietro tutto questo?
“Per noi che organizziamo, la fatica è tanta, ma affrontiamo tutto con grande piacere, perché è un lavoro che amiamo. E così, quando finalmente vediamo i ragazzi salire sul palco, tutta la stanchezza si trasforma in un grande sorriso e in una soddisfazione immensa.
Dietro una canzone di appena tre minuti, infatti, c’è un lavoro enorme, fatto di impegno, sacrifici e anche di spese economiche importanti da parte delle famiglie. I genitori accompagnano i figli in questo percorso e investono tempo, energie e risorse per aiutarli a coltivare il loro sogno. E i sacrifici riguardano anche i ragazzi. A volte devono rinunciare a momenti di svago con gli amici, magari a una festa, per dedicarsi allo studio delle canzoni e prepararsi al meglio. È un percorso che richiede tanta determinazione da parte di tutti. Ma quando poi arrivano sul palco e possono esprimere il proprio talento, quella fatica assume un significato diverso e la soddisfazione ripaga di tanti sacrifici.”
Parlando proprio di giovani, spesso desiderosi di emergere e di trovare il proprio spazio nel mondo dello spettacolo, quanto è importante per voi aiutarli concretamente a costruire un percorso e a cogliere nuove opportunità?
“Noi mettiamo in campo tutto il nostro impegno, le nostre conoscenze e tutte le possibilità che abbiamo per cercare di offrire a questi ragazzi delle opportunità concrete. Cerchiamo di accompagnarli nel loro percorso e di aiutarli a crescere, ma poi sono loro a dover dimostrare il proprio valore e a giocarsi le occasioni che arrivano. Non è sempre facile: per alcuni ragazzi questo cammino può essere impegnativo e richiedere sacrifici importanti. Noi, però, cerchiamo di fare sempre del nostro meglio, perché crediamo in ciascuno di loro. A ogni ragazzo che decidiamo di sostenere dedichiamo lo stesso impegno e la stessa attenzione, senza fare distinzioni. Il nostro obiettivo è dare a tutti la possibilità di mettersi in gioco, consapevoli che il talento ha bisogno anche di occasioni per poter emergere.”
Se un giorno il vostro talent dovesse essere ricordato più per i messaggi che ha trasmesso che per gli artisti che è riuscito a lanciare, quale vorresti che fosse il messaggio più importante?
“Noi diciamo sempre ai nostri ragazzi che ogni volta che salgono su un palco devono, prima di tutto, divertirsi. Non vogliamo che vivano questa esperienza con il peso della gara o della competizione, perché sono aspetti che non ci appartengono. Per noi è importante che possano esibirsi con serenità, tranquillità e con la gioia di condividere ciò che amano. Vogliamo che il palco sia un luogo in cui sentirsi liberi di esprimersi, senza paura e senza eccessive pressioni. È questo lo spirito che cerchiamo di trasmettere a tutti loro. E c’è una frase che ripetiamo sempre e che racchiude perfettamente la nostra filosofia: “A Fuoriclasse, batte forte il cuore”. Perché, prima ancora del talento e dei risultati, vengono le emozioni, la passione e il cuore che ciascun ragazzo mette in quello che fa.”






