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Carmela Caracozzi, ritratto Selvaggio

Carmela Caracozzi, ritratto Selvaggio

Alessandra Berta
Selvaggia Educata

Carmela Caracozzi, o Selvaggia Educata non ha fondato semplicemente un brand, ha creato un linguaggio, un modo di stare nel mondo che tiene insieme istinto e forma, verità e rispetto, corpo e pensiero. Oggi, oltre a essere l’anima di Selva Academy è anche alla guida delle Donne di APA Confartigianato, dove lavora per costruire un Movimento che non separa passato e futuro, ma li fa camminare insieme.

In Italia è la prima a dare vita a un’Accademia di Sartoria con un’anima sociale, un luogo in cui non si impara solo a cucire, ma a rileggersi, a riconoscersi, a rivendicare spazio. La sartoria diventa strumento di rinascita, non di perfezione e la moda non veste ma abbraccia, ricuce e restituisce dignità.

Il nome Selvaggia Educata non è una provocazione estetica, ma una dichiarazione d’identità. Selvaggia come istinto, come origine, come verità, Educata come visione, come responsabilità, come scelta consapevole, due opposti che non si combattono, ma nascono insieme.

Quando le abbiamo chiesto chi è Carmela, prima di tutto questo, la risposta è arrivata senza sovrastrutture: “Tante personalità in contrasto” Ed è forse proprio da lì che nasce la sua forza, dall’accettazione del conflitto come spazio creativo, non come difetto da correggere.

Ogni secondo conta

Il tempo, per Carmela, non è una linea rassicurante diventa un campo fragile. “Ogni secondo conta”, dice perché ci sono istanti capaci di ribaltare visioni, amori, certezze. La malattia di una persona amata le ha insegnato il valore reale del tempo e l’ha trasformata in una visionaria che non fugge la paura, ma la attraversa e ogni volta che la sente, la affronta e così quella paura diventa possibilità.

La sua comunicazione, sui social e nella vita,  non segue strategie e non cerca scorciatoie, è diretta, vera, a volte scomoda. Non parla a un pubblico, ma a una comunità gentile, fatta di corpi diversi e pensieri liberi, in un sistema fondato sull’apparenza, Carmela sceglie un altro lusso, la profondità.

sartoria

L’Accademia nasce da una domanda semplice e radicale, ”se sai fare qualcosa, perché tenerlo per te?” Per Carmela, il sapere che non si condivide diventa ego, inutile e quasi superfluo, ma il sapere che circola, invece, costruisce relazioni, scambio, futuro e possibilità.

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La sua missione è chiara, unire passione e rinascita perché non si lavora solo per business. Si lavora per uno scopo e, se possibile, anche per divertirsi, per tornare a vestirsi di ciò che si è, senza chiedere permesso. La battaglia che oggi la accende è una sola e netta, la violenza sulle donne.

Una ferita collettiva che richiede educazione, responsabilità, alleanza anche e soprattutto  con gli uomini e con i più giovani.

 

“Dove c’è una visione, c’è un futuro cucito a mano.”

Quando si guarda allo specchio, Carmela, ci racconta, di non cercare conferme lei vede errori, possibilità, limiti, desideri. Ogni giorno in modo diverso, perché la creazione, per lei, non nasce nella testa, ma nasce nella pancia e poi passa per il pensiero. E infine arriva alle mani. Nulla è un caso e questo diventa il suo manifesto di pensiero, che trasmette ogni giorno e in ogni suo progetto con passione e consapevolezza.

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