Fuoriclasse Talent, il palco come punto di partenza
La dodicesima edizione del progetto fondato da Ivano Trau e Catiuscia Siddi mette al centro la preparazione dei giovani artisti. Alla presentazione di Anzio, istituzioni e professionisti hanno discusso di partecipazione, esperienza e accesso a un settore musicale sempre più impegnativo.
Il momento dell’esibizione dura pochi minuti, la preparazione comincia molto prima. È nel tempo trascorso a esercitarsi, accogliere un consiglio e tornare davanti al pubblico che un giovane interprete può capire quale rapporto desidera costruire con la musica. Il Fuoriclasse Talent lavora su questo spazio, offrendo occasioni per misurarsi con il palcoscenico e imparare a frequentarlo. Arrivata al dodicesimo appuntamento annuale, l’iniziativa di Ivano Trau e Catiuscia Siddi conta, secondo le cifre illustrate dagli organizzatori, oltre 7.000 partecipanti nel corso della sua storia. Una crescita che porta con sé una domanda: come si accompagna una capacità artistica quando è ancora agli inizi?
Se ne è parlato durante la conferenza ospitata dal Comune di Anzio e coordinata da Trau, alla presenza dei giudici Alex Lai, Umberto Canino, Massimo Calabrese e Marco Rinalduzzi, insieme a Valentina Corrado, assessore al Turismo, Spettacolo e Politiche giovanili. Marco Santarelli, direttore responsabile di Rete NeTVision, ha raccolto le testimonianze dei protagonisti, approfondendo il rapporto tra educazione musicale, inclusione e prospettive professionali. Un’attività nata da una rinuncia Per comprendere l’impegno di Trau bisogna risalire a un periodo difficile della sua vita. Una patologia alla gola lo aveva costretto a interrompere l’attività artistica, dopo un percorso che, stando al materiale di presentazione, comprendeva esperienze internazionali e due Oscar europei.
«Ho inventato Fuoriclasse nel momento in cui, per motivi di salute, ho dovuto smettere di fare l’artista».
La decisione di occuparsi dei più giovani è maturata dopo un anno segnato dalla depressione. Trau lo racconta senza separare la nascita del contest dalla propria vicenda personale.
«Dopo un anno di profonda depressione, è scattata una molla: ho deciso di dedicarmi ai giovani. Così è nato Fuoriclasse, inizialmente con appena 16 bambini».
Da quel piccolo gruppo ha preso forma un’attività che lui considera il proprio «figlio». L’esperienza accumulata da interprete è diventata una risorsa da condividere, mentre il progetto si allargava a nuovi partecipanti e a differenti linguaggi musicali.
«A Fuoriclasse non ci sono limiti ai generi musicali: tutti possono trovare il proprio spazio ed esprimersi liberamente».
Il calendario copre il periodo da ottobre ad agosto, passando dalle sale teatrali nella stagione fredda agli appuntamenti nelle piazze durante l’estate. Questa alternanza consente ai ragazzi di affrontare pubblici e situazioni differenti, sviluppando una maggiore confidenza con l’esecuzione dal vivo. Nelle parole di Trau, la preparazione deve precedere l’esposizione televisiva. Un’opportunità importante richiede anche gli strumenti per sostenerla, dalla disciplina alla capacità di gestire la propria presenza sul palco.
«Collaboro con professionisti dello scouting Rai e Mediaset, che vengono a cercare talenti proprio perché sanno di trovare da noi un livello artistico molto alto».
Il fondatore dichiara che 56 ragazzi sono arrivati in televisione nell’arco di tre anni e annuncia altri 22 partecipanti destinati alle prossime edizioni di The Voice Kds e Io Canto. Risultati che attribuisce alla costanza del percorso e alla cura della preparazione.
«A parità di bravura, è il dettaglio a fare la differenza».
L’attenzione a quel dettaglio si costruisce attraverso le prove e il confronto, imparando a riconoscere ciò che funziona e ciò che ha ancora bisogno di essere affinato. La partecipazione culturale entra nella vita della città L’intervento di Valentina Corrado ha spostato lo sguardo sulle responsabilità delle amministrazioni locali. Mettere a disposizione appuntamenti artistici significa creare occasioni di aggregazione, avvicinare i cittadini alla cultura e consentire ai giovani di contribuire alla vita del territorio. «Il Fuoriclasse Talent va oltre lo spettacolo: offre a ragazzi di tutte le età la possibilità di esprimersi liberamente attraverso la propria arte e di contribuire, con le proprie capacità, alla crescita del settore dello spettacolo».

Tra le attività richiamate dall’assessore compare «Un Mare di Emozioni», un programma di 150 eventi che comprende musica, arte e spettacoli dal vivo, con ricadute anche sulla promozione turistica di Anzio. Nel dialogo hanno trovato posto il disagio giovanile e il bisogno di inclusione. Corrado considera le iniziative culturali un mezzo per favorire il coinvolgimento dei ragazzi e rafforzarne il legame con la comunità.
«Il Comune di Anzio crede molto in questo percorso e lo dimostra attraverso iniziative come il Fuoriclasse Talent e il Think Tank Art Festival, che coinvolge anche il Liceo artistico Picasso».
L’impegno deve però confrontarsi con i fondi disponibili. Da qui la richiesta di un supporto regionale più consistente, che permetta di consolidare la programmazione e darle continuità «Stiamo investendo e continueremo a investire sulla cultura». Il prezzo di una carriera musicale
Alla possibilità di esibirsi si affianca una questione decisiva: reperire le risorse necessarie per sviluppare un progetto professionale. Marco Rinalduzzi, musicista, autore, arrangiatore, produttore e talent scout, ha descritto un settore nel quale una parte crescente dell’investimento ricade sugli stessi emergenti. «Ho lavorato per vent’anni nel settore discografico e ho sempre investito personalmente sui talenti. Oggi, invece, chi vuole emergere deve spesso sostenere da solo i costi del proprio percorso artistico».
Secondo la sua analisi, la riduzione degli introiti provenienti dai supporti fisici e i guadagni spesso modesti della distribuzione digitale hanno modificato le possibilità di sostenere nuovi artisti. L’autoproduzione diventa quindi, per molti, una necessità economica oltre che una scelta creativa. «Oggi il sistema discografico tende a investire quando un artista ha già dimostrato di avere un potenziale successo».
Chi si affaccia a questo mercato deve così arrivare con una preparazione adeguata e, spesso, con risultati già riconoscibili. I percorsi di esperienza e confronto possono aiutare a orientarsi, anche se non eliminano le difficoltà finanziarie e professionali. Capire quale strada si vuole percorrere Dalle testimonianze raccolte ad Anzio emerge un’esigenza condivisa: dare ai giovani il tempo e le condizioni per conoscere le proprie possibilità. La partecipazione a un contest può servire anche a questo, a comprendere quanto impegno richieda la musica e quale posto si desideri darle nella propria vita.
Il Fuoriclasse Talent propone un percorso nel quale esercitarsi, incontrare figure del settore e affrontare il pubblico. La notorietà rimane uno degli esiti possibili, mentre la formazione riguarda tutti coloro che scelgono di partecipare. Per qualcuno sarà l’avvio di una carriera, per altri un’esperienza da portare con sé. Poter scegliere con maggiore consapevolezza il proprio futuro è già un risultato che merita attenzione.






