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Il Maestro Raffaello Bellavista: la Musica come talento e innovazione

Il Maestro Raffaello Bellavista: la Musica come talento e innovazione

Ketty Carraffa

 

 

L’intervista al Maestro Raffaello Bellavista, di Brisighella (borgo medioevale in provincia di Ravenna), pianista “cum laude”, baritono, compositore e organizzatore di eventi culturali, spazia da un fronte all’altro rispetto alla Musica, dalla considerazione dei valori antichi e contemporanei del talento e dall’innovazione dell’Arte, in ogni sfaccettatura.

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A Raffaello, che non ha mai smesso di diffondere energie positive, anche durante il periodo tragico della pandemia, chiedo della sua poliedrica attività, che passa dalla partecipazione, all’organizzazione di eventi internazionali e nazionali, divulgando tutta la sua passione per questo meraviglioso lavoro, che lo porta a realizzare mix eccellenti di generi musicali e artistici, attorno alla sua altissima professionalità.
Nelle ultime settimane è stato protagonista di un’avvincente narrazione con tanti racconti diversi: a Brisighella, come Direttore Artistico del Festival che si tiene presso l’Anfiteatro Spada, “I Suoni… le Parole: un simposio informale tra le pietre di Luna”, dove ha portato nel cuore del Parco della Vena del Gesso, in mezzo al borgo incantato, fantasmi e folletti, tradizioni, interventi musicali e letterari, con lo scrittore Eraldo Baldini e, in quel del lungomare di Cesenatico, al Cafè degli Artisti, dove ha partecipato con gli altri protagonisti, a uno degli eventi più attesi della Romagna, il Biker Bikini Benefit, raccogliendo consensi anche in una manifestazione tra rock e motori…
Naturalmente, è stato uno dei protagonisti del Vip Master Tennis di Milano Marittima, appena concluso.
Raffaello Bellavista è un artista “atipico” che propone interpretazioni personali e innovative del repertorio “colto”, sia pianistico che lirico, rielaborando brani celebri e scrivendo composizioni che uniscono sonorità classiche alle atmosfere contemporanee. La sua musica è distribuita in esclusiva sulle principali piattaforme di musica digitale con oltre due milioni di streaming. Tiene Corsi, Masterclass, pubblicazioni e ricopre il ruolo di Direttore artistico per diversi festival patrocinati da prestigiose istituzioni italiane ed iniziative culturali sia in Italia che all’estero, e collabora con personalità dello spettacolo e della cultura.
A soli cinque anni, Raffaello comincia a studiare il pianoforte, con la passione per la Musica, partita sia dall’ambiente familiare, dove si mastica “musica colta”, sia per aver inaspettatamente sentito la canzone de “L’Uomo ragno”, cantata da un ragazzo più grande di lui, che lo ha come messo a confronto con un altro genere di Musica e fatto “rigenerare” la passione.
In famiglia, Raffaello ha respirato sin da piccolo un clima legato alla musica, con i genitori entrambi professori di Italiano, e la mamma, cantante lirica.
La sua filosofia è quella della musica senza confini, dove ci sono le contaminazioni che danno energia e cambiamento.
Ho avuto la fortuna di avere genitori che non mi hanno mai forzato – dice Raffaello – La mia famiglia mi ha sempre incoraggiato e mai costretto oppure obbligato. I risultati sono arrivati perché c’è sempre stato un atteggiamento positivo, faccio questo lavoro per amore, con leggerezza, per dirla alla Milan Kundera de: “L’insostenibile leggerezza dell’essere”…
prosegue: “Come è successo per il periodo della pandemia, la mia caratteristica è di avere sempre una determinazione ferrea, con l’ottimismo dai risvolti positivi. Credo che se le cose non vanno, dovremmo essere spronati a fare sempre di più.
Questa concezione mi appartiene sin da piccolo: quando banalmente i primi esami al pianoforte andavano male e alcuni insegnanti non volevano che continuassi, mettevo in atto il mio “modus operandi”: perseverare. Dal 2020, purtroppo una gran parte degli artisti emergenti ha cambiato lavoro, perché messi in serie difficoltà. Io ho continuato a vivere tutto questo come una sfida e dopo alcuni mesi di “metabolizzazione”, ho pensato di realizzare un concerto/documentario dedicato alla figura di Dante Alighieri, per i 700 anni dalla nascita e realizzarlo in collaborazione con varie e prestigiose istituzioni, tra le quali: la Regione Emilia Romagna, il Ministero Affari esteri, e l’Associazione legata all’Ambasciata di Svezia. Abbiamo fatto le riprese nel silenzio totale e strano di Ravenna (e di tutto il mondo) ed è stato veramente suggestivo ed emozionante fare musica all’interno del Comune di Ravenna o nella tomba di Dante, con un concerto trasmesso in tutta Europa.
Quando poi piano piano si è andati a riaprire, mi sono ritrovato con le persone che avevano visto questo documentario e che volevano ospitarmi per dei concerti, e, nel giro di un’estate ho fatto tantissime cose, con il culmine nella manifestazione al Teatro Alighieri, con il Premio Guidarello, condotto da Bruno Vespa e organizzato da Confindustria, dove ho eseguito una delle composizioni più difficili per pianoforte: la “Dante sonata”.
La resilienza e la voglia di andare oltre, creano Arte e generano Vita. Non avrei mai immaginato, di portare la mia musica al Parlamento o al Vaticano in questo particolare periodo …  Grandi difficoltà e grandi opportunità.
Da gennaio 2022 è partito un periodo bellissimo: il concerto per i 1600 anni di Venezia, che cadevano durante la manifestazione in onore del Corpo Consolare, sul Canal Grande, con personalità da tutto il mondo, dove ho presentato un concerto per pianoforte e marimba, dal sapore orientale. Anche qui, abbiamo raffigurato la commistione tra i generi e sonorità, così come nell’anteprima italiana della Ventiquattrore di Le Mans, con 60.000 persone. Nel più grande raduno europeo di moto, il Biker Bikini Benefit, ho cantato ad esempio “Volare”… dimostrando ancora che la musica non ha confini”.

E parlando di futuro e di giovani, dice: “Verso l’ambiente accademico ho delle criticità: vedo i giovani agli antipodi rispetto alla musica classica, l’ambiente accademico a volte non fa bene al cambiamento dei nuovi musicisti. Ai tempi di Mozart e Beethoven era assolutamente diverso, si potevano ritoccare le partiture e le persone passavano momenti sereni e forse più “democratici”. Io mi rifaccio al ‘700 e stravolgo la forma canonica del “concerto”, anche realizzando eventi in ambientazioni tipicamente accademiche, come la Sala Verdi di Milano, cantando e suonando “Heroes” di David Bowie, rivisitatandola …

La resilienza è anche riportare calore nelle manifestazioni che, causa pioggia, come accaduto a Brisighella, magari sei costretto a spostare il pubblico dall’aperto al chiuso, che viene ancora più coinvolto in una situazione itinerante… La Cultura esiste se parla al cuore delle persone.
Per il futuro spero di poter arrivare al grande pubblico, perchè credo, dopo aver consolidato la mia presenza in ambito classico, di poter portare anche in tv, un sapore di novità, in special modo per valorizzare la grande canzone italiana e napoletana, che ci ha fatto conoscere nel mondo. All’estero tutti sanno, ad esempio, come fa “Volare” sin dal principio del brano… Quindi, senza voler applicare le dinamiche del marketing aziendale sull’Arte, il brand Made in Italy merita di essere valorizzato”. Conclude.
E il Made in Italy, per chi come noi lavora su questo tema con la divulgazione del “brand” indiscutibile e concreto, torna sempre al centro di ogni riflessione, con la riflessione sulla mancanza di valorizzazione, anche nell’omaggio assente per i grandi artisti italiani, alla Musica stessa, alla nostra meravigliosa Storia e tradizione, conosciuta e apprezzata, invece, in ogni parte del mondo.
Solo per accennare alcuni degli eventi del 2022/2021: nel mese di maggio, Raffaello Bellavista è stato protagonista in diretta mondiale dall’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, nel quale ha regalato ancora una volta, una profonda interpretazione del nostro inno nazionale, cantando dinanzi a Michael Fassbinder, due volte candidato all’Oscar; nel mese di marzo, a Venezia, (con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, con Il Comune di Venezia e l’Associazione Internazionale del Carnevale di Venezia, presso Ca’ Sagredo), ha eseguito un concerto al pianoforte, con alcune composizioni dedicate alla città dell’acqua e con brani famosi, da lui riscritti e dedicati a Venezia, per i 1600 anni di storia. Nel dicembre 2021, presso la prestigiosa Sala Verdi di Milano, (seconda solo alla Scala), dove si è tenuto l’evento musicale annuale, il Son et Lumiére, ha aperto con alcune composizioni e ha tenuto, in diverse occasioni, a Ravenna, concerti dedicati a Dante Alighieri, (in occasione dei 700 anni dalla nascita), con il filosofo Diego Fusaro, facendo incontrare filosofia e Musica, omaggiando il Sommo Poeta.
La carriera e la grande disponibilità a percorrere strade nuove, si rispecchia in ogni sua iniziativa, passando con naturalezza ed estro, dalla partecipazione al World Protection Forum all’Ariston di Sanremo (quello del Festival, naturalmente), in difesa dell’ambiente, sino ad arrivare all’Innovation Day, alla Camera dei Deputati, come Value Ambassador, testimoniando la validità della condivisione e dell’approccio attuale rispetto ai cambiamenti nel mondo dell’Arte e della Cultura, che mira a creare nuovi confini, soprattutto per le nuove generazioni di fruitori di Musica, che stanno perdendo le “radici”, soprattutto in Italia.
Raffaello Bellavista, è un artista “classico” dal Diploma di pianoforte accademico, di primo e secondo livello, e “moderno” nello stesso tempo, fuori da ogni schema, che propone interpretazioni tratte dal repertorio “colto”, rielabora brani “pop” e scrive composizioni che uniscono ogni sonorità, anche lanciate al mondo dello streaming, con milioni di visualizzazioni. Ed è in questo contesto, che Raffaello tiene a rivolgersi ai giovani.
Su questo continuo “movimento”, l’ultima emozione in musica, è stato l’appuntamento all’alba di domenica 31 luglio, per le 5,30, presso l’Arena di Rimini Terme, per un grande concerto con brani celebri e rivisitati in chiave colta per pianoforte e marimba (lo strumento musicale che somiglia molto allo xilofono, che ha sempre i tasti in legno, ma che nella parte inferiore, portava delle zucche svuotate che hanno il compito di amplificare il suono), con lo sguardo verso il sole che nasce e le linee del paesaggio di Riccione e Gabicce in lontananza.
“È stata una grande emozione, quasi un’immersione in un rituale”, ha detto il Maestro.
Che dire, svegliarsi in un mondo di note e di acqua, è un inno all’Arte, alla Musica, alla bellezza della condivisione e per tutte le età, i generi e la voglia di divertirsi, con uno scambio di benefici, dell’artista che fa benissimo il proprio mestiere e per chi riceve questi regali …
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