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“Il Porto Sepolto” nel cuore della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano

“Il Porto Sepolto” nel cuore della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano

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Quando trovo/ in questo mio silenzio/ una parola/ scavata è nella mia vita/ come un abisso
(G. Ungaretti, Raccolta de Il Porto Sepolto, 1916)

Nel cuore dell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, per tutto il mese di Maggio, tornerà a palpitare la sinfonia: “Musica in Galleria…Romanticamente a Milano” – evento nato dalla collaborazione tra il Comune, Alessandro Rosso Group ed il Seven Stars Galleria – proseguirà dunque il proprio ciclo di concerti serali di pianoforte, concepiti al fine di allietare l’itinerario turistico e mentale di chiunque gli si appressi. Dalle 18.00 alle 19.30, nel fulcro dell’eclettico progetto architettonico del Mengoni, le suggestioni d’un affascinante pianoforte a coda erigeranno un luogo di note e d’introspezione, un ‘microcosmo’ di accordi, “silenzio” e passioni vegliato dalle quattro allegorie musive dei continenti: alla preziosa cupola della Galleria non s’irradierà allora solamente lo sguardo, ma anche le emozioni.

L’espressività dei giovani musicisti sarà il più puro dei diamanti, poichè alla luce del proprio “abisso” ci consentirà di percepire le scale tonali della musica: Maria Antonietta Incardona, musicologa nonché pregevole artista del Conservatorio G. Verdi di Milano, eseguirà con passione l’amato repertorio romantico i giorni 1, 4, 11, 12, 18, 25 di Maggio; Roberto Barrali proporrà invece prestigiose pagine del pianismo virtuosistico classico, offrendo al pubblico – il giorno 5 – l’ardore e l’esperienza che si confanno al protagonista di una serie di Concerti e Opere tenuti in vari paesi Europei. Entrambi brillantemente diplomati al Conservatorio di Milano, Sonia Vettorato e Thomas Scardolini regaleranno pregevoli sfaccettature emotive: se la prima artista – all’opera i giorni 8 e 29 del mese – riverserà il proprio talento nell’interpretazione di colonne sonore e brani particolarmente evocativi, il secondo giovane pianista orienterà piuttosto l’animo degli spettatori verso la musica sacra e sinfonica – nei giorni 6, 20, 27 – schiudendo progressioni cromatiche e simmetrie alla luce dei suoi studi universitari in Fisica e conservatoristici in Organo e Composizione Organistica; anch’essa diplomata al G. Verdi, Silvia Cattaneo suonerà con profonda sensibilità nei giorni 19 e 26, regalando in concerto – con duo violino – le musiche di Mozart, Tatini e Beethoven. Il salernitano Rossano Torre, infine, giovane allievo del Maestro F. Pinna e poi autodidatta, pianista accompagnatore e solista, proporrà il repertorio classico napoletano in quanto esito ‘coloristico’ alto, da accostare con sagacia alle prestigiose rappresentazioni musicali dei grandi compositori del Romanticismo (7, 14, 21, 28 di Maggio).

Allocromatico sarà dunque il repertorio in programma: come in un componimento della lirica moderna, le “trascendenze verbali, i teoremi matematici e la parola come arte” (G. Benn) delle coinvolgenti progressioni cromatiche e delle simmetrie di Johann Sebastian Bach, schiuderanno le polifonie dell’anima con opere di profonda e grandiosa sperimentazione quali le “Variazioni Goldberg” – architettura modulare di 32 brani, composta fra 1741 e 1745 – per poi scindersi nei “germ-motives” di Ludwig van Beethoven e quindi ricomporsi nella propria complessità sonora intrisa di spiritualità fino alle più estreme possibilità funzionali della tastiera; l’analogia musicale con i principî kantiani d’attrazione e repulsione genererà il conflitto dei temi – una “tensione da dissonanza”, secondo la definizione coniata da Hugo Friedrich, ne La struttura della lirica moderna (1966), al fine di analizzare la poesia del XX secolo – che ad ogni modo come magico accordo inonderà tutto il cuore sfociando nell’atmosfera crepuscolare e poi negli accordi arpeggiati dell’ “Harmonies du soir” in Re bemolle maggiore di Franz Liszt – che alla poetica del De Lamartine si era ispirato per la sua composizione, ed al quale si rifarà Baudelaire ne “Les Fleurs du Mal” – ed infine nel “diario intimo” (M. Pollini) dei “Notturni” di Chopin. L’analogia, la “fantasia dittatoriale” (H. Friedrich) insita nelle suggestive sovrapposizioni ritmiche di Johannes Brahms, rivelerà al ‘microcosmo’ degli spettatori che “Ogni parola è un incantesimo” (Novalis), che ogni nota è tenerezza lirica ed espansione vitale – come in Schumann, che rappresenta nel tessuto sinfonico il germogliare della Primavera stessa (“Prima Sinfonia” in Si bemolle maggiore) e delle proprie passioni – che il pulsare di un’emozione sarà uno scacco allo schema ontologico di Mallarmè, una stella che sboccia infine dal buio (Debussy, “Claire De Lune”) per far cantare il silenzio.

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