Sanremo2026 Alicia Keys brilla, aspettando le cover
La serata di ieri a Sanremo2026 è stata un passaggio cruciale, un momento in cui il Festival ha cercato di ritrovare la sua anima più autentica attraverso la musica e il mestiere. Il punto di equilibrio, il vero baricentro della serata, è stato senza dubbio Alicia Keys. Con lei sul palco l’Ariston ha respirato l’aria della grande musica internazionale, una professionista totale, una cantante immensa che ha ricordato a tutti cosa significhi “stare” su quel palco con autorità e grazia. È stata la celebrazione della musica pura, quella che non ha bisogno di artifici per arrivare al cuore.
Sul fronte dei giovani, la vittoria di Filippucci è apparsa corretta e meritata, un riconoscimento a un talento emergente che ha saputo convincere. Tuttavia, rimane la sensazione che La Bove meritasse qualcosa di più, la sua performance ha mostrato una ragazza già strutturata, con una vocalità e una presenza scenica che la rendono pronta, senza troppi giri di parole, per il salto definitivo tra i Big.
La serata ha vissuto momenti di grande intensità grazie alle voci femminili, Serena Brancale ha dato prova di una grandissima caratura vocale con un brano intenso e magnetico, mentre Arisa si è confermata, ancora una volta, la nostra interprete più pura, una canzone profonda sorretta da una vocalità intensissima, capace di toccare corde che pochi altri sanno sfiorare. A scuotere l’entusiasmo popolare ci ha pensato Sal Da Vinci, che come previsto ha mosso le folle con il suo carisma mediterraneo, portando una ventata di energia necessaria. Notevole anche il ritorno di Raf, che ci ha cullati con quella melodia che è solo sua, un marchio di fabbrica che non stanca mai e che profuma di classe senza tempo.
Tuttavia, non tutto ha brillato, Leo Gassmann, pur offrendo una buona interpretazione, non ci ha impressionato particolarmente, il suo pezzo è scivolato via senza lasciarci nulla di profondo, un brano iniziato e finito senza lasciare traccia. Anche da una fuoriclasse come Malika Ayane forse ci si aspettava qualcosa di più “centrato” nonostante la sua vocalità resti inconfondibile, il brano è rimasto confinato nella sua solita area di comfort senza osare il salto di qualità.
In questo scenario di fermento, spicca anche la figura di Naif, si conferma un ragazzo dotato di una penna intensa, capace di scrivere testi non banali, e portatore di una musicalità nuova che rinfresca il panorama festivaliero. Un talento da tenere d’occhio con grande attenzione per il futuro. Una menzione speciale va a Luchè, capace di conquistarsi uno spazio trasversale tra giovani e meno giovani, il ritmo accattivante nasconde qualcosa di bello e profondo, una capacità rara di parlare a più generazioni contemporaneamente, confermandosi una delle presenze più interessanti di questo Festival.
Subito dopo, a cambiare marcia alla serata, sono arrivati LDA e H7, il loro è stato un ritmo intenso, una sferzata di energia pura che ha travolto l’Ariston. E’ una canzone estremamente ben studiata, con un’architettura sonora che ci fa ballare e che, siamo pronti a scommetterci, resterà alta nelle rotazioni radiofoniche per molto tempo. È la dimostrazione che si può fare pop di qualità strizzando l’occhio ad un certo tipo di sound senza perdere in sostanza.
Nota di merito per gli ospiti e la comicità, che hanno saputo risollevare le sorti di un ritmo che a tratti sembrava affaticato, in questa gestione di Carlo Conti, si avverte talvolta la sensazione di una “barca che ha mollato gli ormeggi, uno spirito differente certo, ma che rischia di perdere il mordente necessario per un’arena come l’Ariston. Per fortuna, la comicità è intervenuta a gamba tesa sul Festival, riportando l’attenzione e il sorriso proprio dove la conduzione sembrava farsi troppo rarefatta.
Ora lo sguardo è rivolto a stasera, la serata delle cover è da sempre il cuore pulsante di Sanremo, il momento in cui la tradizione si fonde con l’audacia. Ci aspettiamo qualcosa di importante, qualcosa che scuota la superficie di un Festival finora fin troppo “corretto“. Vogliamo il brivido e l’imprevisto.







