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I “Suoni silenti” della domus antica. La Storia riecheggia e si rinnova al museo Archeologico di Milano.

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“[…] questo tempo sbandato/ questa notte che corre/ e il futuro che viene/ a darci fiato
(Ivano Fossati, Una notte in Italia)

Prosegue l’itinerario storico-percettivo che idealmente congiunge la coscienza collettiva alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia: il caleidoscopico susseguirsi d’eventi legati alle memorie ed al divenire del Tricolore, dona nuove ’sfumature e tracce di Storia’ alla città di Milano, perchè possa riscoprire e valorizzare la propria identità: ad attenderci, questa volta, è un nuovo Museo Archeologico.
A partire da oggi, infatti, mercoledì 20 Aprile 2011, dalle 9.00 alle 17.30 – ingresso gratuito fino al 19 Giugno – lo storico polo espositivo di Corso Magenta riapre con una superficie raddoppiata, in maniera apprezzabile plasmata dall’armonioso progetto architettonico di Andrea Bruno: l’unità originaria dell’area – estremamente suggestiva nella sua ‘pluralità storica’ poiché incastonata nell’ex convento del Monastero Maggiore di San Maurizio (XVI secolo), edificio che addirittura ingloba un monastero risalente al VIII secolo d.C., a sua volta costruito sopra le rovine del circo romano e delle mura urbiche – è finalmente ripristinata grazie all’apertura al pubblico della palazzina di via Nirone, ala ristrutturata dal settore Cultura del Comune di Milano nell’ottica di una riqualificazione archeologica attesa fin dal 1965.

Si articola verticalmente il percorso espositivo, originato dal chiostro secentesco dell’edificio di Corso Magenta; le splendide testimonianze dell’architettura religiosa e civile del Mediolanum (I secolo a.C. – IV secolo d.C) introducono il tema della prima sezione museale: la “Milano Antica” palpita ancora nelle proprie vestigia, si rivela al nostro animo con le suggestioni del materiale epigrafico, la varietà dei reperti custoditi ed il fascino delle torri massimianee del Monastero, la raffinata fattura delle pavimentazioni musive appartenenti a domus romane del II e III secolo d.C.
Se il piano rialzato, riservato alle mostre temporanee, è attualmente dedicato ai “Suoni silenti” della Storia – le melodie del mondo antico – ed al percorso tematico “Nutrire il corpo e lo spirito” – che intende piuttosto approfondire il significato simbolico del cibo, in vista dell’Expo 2015 – il piano interrato ospita invece le sezioni permanenti di “Cesarea Marittima”, ovvero Israele, e di “Arte del Gandhara” (I-VI secolo d.C.).

Dal chiostro interno del Museo, passando per la Torre di Ansperto – la torre poligonale romana che al pian terreno ultimamente custodisce, avvolta dalla ‘linfa vitale’ di un ciclo d’affreschi risalenti all’età carolingia, la “Dormiente(2008) di Mimmo Paladino, opera donata dal Maestro al Museo – si accede quindi alla nuova palazzina di via Nirone, attraversando una funzionale passerella: le sezioni permanenti dedicate all’ “Alto- Medioevo lombardo”, all’ “Arte Etrusca” ed all’ “Arte della Grecia e della Magna Grecia” – schiudono per nuclei tematici ‘microcosmi’ stupefacenti di civiltà radicate alla nostra e preannunciano le letture diacroniche offerte dalle collezioni Egizia, Preistorica e Protostorica, tuttora esposte nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco.

Di grande valore è inoltre il progetto realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano: al Museo come anche all’Urban Center del Comune, è possibile reperire il ‘programma di marcia’ per un edificante itinerario tra monumenti ed aree archeologiche di epoca romana, con particolare attenzione alla Milano Imperiale del IV secolo d.C.: sette chilometri da percorrere, quattordici complessi archeologici di particolare rilevanza da ‘rivivere’, memoria e futuro da congiungere nella cartina del Tempo.

Giada Eva Elisa Tarantino