Giovanni Falcone: per amore di giustizia.
Oggi ricorre il 34° anniversario della Strage di Capaci ed è vivo più che mai il ricordo del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, uccisi nell’attentato di stampo mafioso che sconvolse l’Italia il 23 maggio 1992.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha scritto: “La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione, provocando volontà di giustizia e di legalità”.
La mafia non aveva previsto ciò che il loro assassinio avrebbe provocato nella nostra società. I valori e gli ideali di uomini come Falcone e Borsellino sono sopravvissuti alla loro morte, rafforzandosi, diffondendosi e mettendo radici nelle coscienze e nei cuori delle persone oneste.
Guardo una foto che ritrae Giovanni Falcone e sua moglie con i volti sorridenti e penso che il loro sia stato un amore coraggioso, oltre ogni limite.
Mi soffermo poi a leggere la frase che Francesca Morvillo scrisse su un cartoncino bianco come dedica al marito: ‘Giovanni amore mio, sei la cosa più bella della mia vita. Sarai sempre dentro di me così come io spero di rimanere viva nel tuo cuore. ‘
Parole di una donna che andò incontro al suo destino per amore di un Uomo.





