Cortina 2026 e Il battito che non sapeva aspettare
“Alcune canzoni che non appartengono al tempo, ma lo attraversano fino a diventarne il battito. Da una notte solitaria a Settignano fino ai riflettori mondiali delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la storia di un genio, di una famiglia e di un grido d’amore che non smette di correre.”
Vi raccontiamo l’anima di un successo che oggi è l’energia pura del sogno olimpico.
Spesso le parole che arrivano con un passo antico e non hanno nessuna fretta perché sanno di dover restare come accadde quella notte a Settignano mentre Firenze guardava dall’alto e dentro “La Cingallegra” il tempo si fermava per trasformare una villa nel quartier generale di una vita intera, quella di Giancarlo Bigazzi insieme a sua moglie Gianna e ai figli Giovanni, Leonardo e Laura, un nido dove per trent’anni la musica è stata l’unica legge e da dove sono partiti brani che ancora oggi non smettono di girare il globo.
Giancarlo quella notte non stava scrivendo una hit ma stava seguendo un’urgenza che gli si era infilata addosso poche ore prima a teatro, un ritmo che sapeva di fatica e di gente che lava i panni al fiume, e rimase inchiodato a quel pianoforte dai tasti ingialliti dal fumo senza fame e senza sete finché la sera dopo si alzò solo per chiamare Umberto Tozzi e dirgli senza nemmeno salutarlo: «Umberto! Ho partorito un brano che farà cantare il mondo! Hai ventiquattro ore per tornare qui!».

Tozzi arrivò con una Fiat 127 senza sapere che stava entrando in un sodalizio che avrebbe generato capolavori come Gloria o l’attualità de Gli Altri Siamo Noi, un legame che oggi vibra ancora mentre Umberto affronta il suo ultimo tour in un momento musicale che sa di celebrazione, portando con le le note quel geniaccio capace di spaziare dall’ironia degli Squallor al Premio Oscar per Mediterraneo, un artigiano col dono della sintesi capace di piazzare immagini folgoranti dove meno te lo aspetti.
Anche se Giancarlo se n’è andato nel 2012 le sue canzoni restano “un’energia sempre rinnovabile nel tempo” come dice suo figlio Giovanni Bigazzi ed è per questa loro carica vitale che il CIO ha scelto “Ti Amo” come cuore della campagna ufficiale delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, una scelta potente perché lo sport olimpico non è fatto di sogni leggeri ma di una resistenza ferocissima che somiglia all’amore, dove il ghiaccio è duro e ogni millesimo di secondo costa anni di sacrificio e dedizione totale.
Hanno scelto questo brano perché il Comitato Olimpico cercava una connessione emotiva profonda che parlasse la lingua della passione che si fa disciplina, la stessa che Bigazzi metteva nel non alzarsi da quel pianoforte e che oggi accompagna nel cortometraggio mondiale gli atleti che stringono i denti e i cuori che esplodono di fatica prima del via, dimostrando che l’italianità è universale quando parla al ritmo del battito cardiaco di chi cade e sa rialzarsi.
Mentre il mondo guarda i campioni sfidare il gelo del 2026, quel ritmo nato nel fumo di Settignano ci sbatte in faccia la realtà più cruda, siamo tutti guerrieri fatti di carta igienica, pronti a scioglierci sotto la pioggia, eppure capaci di restare integri nel fuoco di una passione che ci spinge a bussare ancora una volta alla porta della vita per dirle, semplicemente: Ti amo.“

grazie a
Comunicazione GB Music
Bruno La Corte – Elena Torre







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