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Usa, la coppia di spie che rubava

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San Francisco, i due americani hanno operato per dieci anni.
In una elegante villetta in mattoni grigi in un sobborgo a 40 chilometri da San Francisco ha vissuto e operato per dieci anni una coppia di americani che in realtà erano agenti segreti di Pechino. La loro scoperta solleva il dubbio che la Cina disponga negli Stati Uniti di una rete di 007 camuffati da normali famiglie, proprio come aveva la Russia grazie al network di Anna Chapman, smantellato dal controspionaggio nel giugno del 2010.

Walter Liew e la moglie Christina avevano una vita simile a tante famiglie nell’area di San Francisco. Lui, americano di origine malese, aveva lavorato a un impianto locale della DuPont, il gigante dell’industria chimica, per poi mettersi nel privato. Lei, con una parte della famiglia in Cina, era conosciuta per essere una casalinga di Orinda premurosa nella cura della villetta con giardino. La comunità asiatico-americana in questa regione è molto numerosa, come assai diffusi sono gli impieghi nell’industria e nell’alta tecnologia e dunque per i vicini i Liew erano una coppia come tante altre.

Da qui la sorpresa quando, a luglio, alcuni agenti dell’Fbi hanno bussato alla loro porta per rivolgere domande apparentemente banali. I Liew li hanno fatti accomodare in salotto e hanno offerto del tè, rispondendo con calma e sorrisi a ogni quesito. Ma quando uno dei federali ha chiesto, in maniera distratta, di una cassetta di sicurezza a loro intestata in una banca cittadina, Walter ha sussurrato a Christina una frase in cinese: «Vai a svuotarla». Ciò che i Liew non sapevano era che gli agenti dell’Fbi facevano parte di una particolare unità che richiede la conoscenza del mandarino. Così sono arrivati alla cassetta di sicurezza in anticipo su Christina, trovandovi dentro i documenti su dieci anni di operazioni di spionaggio che alzano il velo sul modo di operare delle spie di Pechino. Non si tratta infatti di 007 al servizio dell’intelligence della Repubblica popolare – come Anna Chapman dipendeva dall’ex Kgb – ma di civili reclutati da una grande azienda cinese pubblica che ha versato 12 milioni di dollari in cambio di segreti industriali della DuPont sul processo di lavorazione del titanio. Una parte di questi soldi tornava in Cina, con versamenti che Christina faceva ad alcuni familiari.

Per l’Fbi è stato anche sorprendente riscontrare che le informazioni scientifiche e i disegni di macchinari relativi al trattamento del titanio riguardavano una tecnologia vecchia di oltre mezzo secolo, non considerata un segreto industriale negli Stati Uniti sebbene per la Pangang – il conglomerato industriale pubblico che pagava i Liew – evidentemente lo fosse. «Ciò che abbiamo imparato dalla fine della Guerra Fredda è che altri Paesi, avversari o amici, ci spiano sulla base dei loro interessi economici» spiega al «Wall Street Journal» Frank Figliuzzi, vicedirettore per il controspionaggio alla Fbi, richiamandosi in particolare alla penetrazione cinese attestata da numerosi episodi avvenuti negli ultimi quattro anni: nel 2008 Xiaodong Sheldon Meng viene condannato per spionaggio ai danni dell’azienda militare Quantum 3D, nel 2010 Dongfan Greg Ching è arrestato perché tenta di impossessarsi di tecnologia spaziale di Boeing, nel 2012 David Lou prova a vendere a Pechino segreti commerciali di Dow Chemical e Hanjuan Jin ammette di aver spiato ai danni di Motorola. Tali episodi hanno in comune con i Liew il fatto che le spie sono cittadini – o residenti permanenti – americani di origine asiatica, che i segreti obiettivo dello spionaggio sono industriali e che vengono venduti a Pechino attraverso grandi corporation pubbliche cinesi. spiega Lisa Monaco, assistente procuratore per la sicurezza nazionale: «Ci troviamo di fronte a un tentativo su larga scala di rubare informazioni su ricerca e sviluppo, tecnologia avanzata, scambi commerciali e materiali economici» che a volte hanno anche «aspetti militari».

Sebbene l’ambasciata di Pechino a Washington e i portavoce di Pangang smentiscano con fermezza ogni responsabilità, l’Fbi ha fatto tesoro del caso Orinda nella convinzione che potrebbero esservi in America molte altre coppie simili ai Liew.

Mauruzio Molinari SpyBlogNews

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