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UNIFIL: il ruolo di deterrenza continua ad essere centrale e importantissimo

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Generale Maurizio Riccò Comandante della Joint Task Force Lebanon

Shama – Libano. Il Libano continua ad essere il perno del medio Oriente, la crisi siriana determina in qualche modo anche qui cambiamenti percepibili, anche se non sono riscontrabili particolari difficoltà. Quello che sta accadendo al nord del paese potrebbe creare

Generale Maurizio Riccò Comandante della Joint Task Force Lebanon
Generale Maurizio Riccò Comandante della Joint Task Force Lebanon

ripercussioni anche qui al sud, perché il conflitto tra le varie fazioni rischia di essere esportato e giungere, attraverso le trame sociali, anche qui. Tutto ciò rende la popolazione più tesa e preoccupata, la paura che la situazione possa degenerare fa nascere il sospetto verso gli “stranieri” anche se questi da anni vivono con loro. Questo atteggiamento non è rivolto verso i contingenti UNIFIL in maniera specifica, presenti al sud, ma si estende ad ampio spettro. Queste le parole del Generale Maurizio Riccò Comandante della Joint Task Force Lebanon su base Brigata “Granatieri di Sardegna” che abbiamo incontrato presso la Base Millevoi di Shama’ ove ha sede il Sector West – HQ, che inoltre sottolinea il fatto che questo paese ha una lunga tradizione di coabitazione multi confessionale dove tutti gli attori si parlano e da sempre convivono in assoluta tranquillità.

Per quanto riguarda il ruolo dell’Italia nel Libano del sud, al confine con Israele, il ruolo di deterrenza continua ad essere centrale e importantissimo, risulta chiaro che i due paesi non hanno alcun interesse o desiderio a riaprire un confronto diretto che causerebbe gravi conseguenze sia all’interno dei loro paesi che in tutta la regione. Anche l’ultimo avvenimento accaduto, in cui un militare israeliano è

Ambulatorio UNIFIL
Ambulatorio UNIFIL

rimasto ucciso lungo la linea di confine, non ha causato conseguenze solo grazie all’immediato intervento del Force Commander e alla collaborazione delle LAF stesse che hanno immediatamente rilasciato una dichiarazione di estraneità, sottolineando che si era trattato di una iniziativa privata da parte del soldato libanese provvedendo ad arrestarlo immediatamente. Anche se in un primo momento vi è stato uno scontro a fuoco è bastato l’avviso dell’arrivo della forza multinazionale per fermare ogni ostilità. Questo fa comprendere quanto questa presenza multinazionale sia importante per l’equilibrio non solo del confine, ma anche di tutta la regione. I due paesi, grazie agli incontri tripartito, siedono allo stesso tavolo cercando nel comune interesse le soluzioni. UNIFIL continua ad avere un ruolo che sta davvero al di sopra delle parti, di interposizione per limare ogni possibile confronto e stabilire una convivenza tra due contendenti che non hanno mai voluto parlare di effettivi accordi di pace. L’uscita di scena della missione in questo momento causerebbe quasi certamente la caduta della situazione di stabilità e rischierebbe di far riaprire ferite mai chiuse, la consapevolezza della necessità della pace non è ancora radicata per riuscire da soli a sedare un possibile conflitto.

Clown terapia con bambini libanesi
Clown terapia con bambini libanesi

Oltre a ciò proseguono le varie attività di sostegno alla popolazione; in visita ad al-Mansuri abbiamo potuto seguire il lavoro di Medical Care del nostro contingente. In un ambulatorio messo a disposizione dal sindaco uno staff di medici e infermieri, insieme alle scorte previste, hanno prestato la loro opera dando assistenza medica di primo soccorso. Questa è una delle tante attività previste all’interno dei pilastri fondamentali su cui si fonda la missione UNIFIL. I rapporti interpersonali costituiscono un valore aggiunto al successo della missione dei caschi blu italiani, che operano ormai da tanto tempo in assoluta imparzialità nel rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’Ufficiale medico, il dottor Pietro Mutolo, ci ha permesso di seguire il suo lavoro di assistenza specificando che purtroppo non si può coprire sempre tutto il territorio e non si riesce sempre a soddisfare le tante esigenze della popolazione. Tra le malattie più diffuse, nei bambini troviamo quelle stagionali, infezioni polmonari e da raffreddamento, o quelle legate alle cattive condizioni igieniche come appunto la gastroenterite; sugli adulti si riscontrano dolori articolari e lombalgie etc. in queste giornate si riescono ad effettuare dalle 50 alle 80 visite purtroppo però, alle volte, la carenza di medicinali non copre le tante necessità.

La presenza del nostro contingente riesce, anche in un momento di crisi economica e la riduzione degli stanziamenti previsti a dare la reale dimensione della straordinaria capacità di intervento e collaborazione, caratteristiche importanti che contraddistinguono da sempre l’Italia all’estero, che spesso esula dal contesto prettamente economico

Alessandra Mulas e Yulia Shesternikova

 

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