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Un sogno, un mistero, una leggenda alimentata dal mito dell’irraggiungibilità

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E’ il regno del turismo estremo e di estermo lusso….. Kamchatka, una regione alla fine del mondo dove sarebbe bello poter andare, ma dove quasi impossibile arrivare.
Ci sono solo quattro posti sulla terra  simili a Kamchatka e si trovano in Islanda, in Nuova Zelanda, in Cile e nel Wyoming.
Nel tardo autunno e in inverno avviene qualcosa di incredibile: il costo di un volo fino alla Kamchatka si abbassa a un prezzo umano. Il viaggio fino alla fine del mondo diventa una realtà. Dov’è l’inghippo? Cosa si può fare in Kamchatka d’inverno?
La Kamchatka, non a caso, è definita un territorio per il turismo estremo. E’ piena di vulcani, più di mille,  che sono una delle principali attrazioni locali. Poi si va dalle innocue gite su slitte tirate da cani, al fuoripista lungo i pendii dei vulcani, passando per eliski, la discesa con gli sci di un pendio della montagna. Avacha è il vulcano più alto e pericoloso della penisola e ragiunge quasi 2000 metri di altezza. Salire sull’Avacha e come salire sul Vesuvio, d’inverno per questo percorso ci vuole una preparazione speciale. Nel 1989 c’è stata una eruzione. Dopo questo evento è cambiato tutto. Si è formato il lago color turchese brillante al posto del ghiacciaio. Mentre lungo le pareti del vulcano ci sono bocche da cui esce ancora oggi il fumo. E’ sempre uno spettacolo incredibilmente bello, ancora oggi si vedono i fiumi di lava.
La Kamchatka offre opportunità illimitate agli sciatori d’alta quota, dove la neve dura da dicembre a giugno. Le valanghe però, sono il principale pericolo per gli amanti dell’eliski e del fuoripista. Anche i piloti degli elicotteri devono conoscere bene le valanghe. Attraversando un pendio si può facilmente causare la valanga ed essere travolto. Anche d’estate in Kamchatka il clima può disorientare. A giugno spesso nevica e splende il sole. D’inverno può accadere che il tempo blocchi i treni anche per settimane, ma appena il tempo migliora comincia il periodo delle escursioni in motoslitta con la quale si sale  lungo il pendio del vulcano fino a raggiungere il cratere. E’ una emozione indimenticabile. Oppure arrivare alle fonti calde di Naluchevo e rifugiarsi tra le acque calde della località vulcanica.  La Kamchatka è la mecca del turismo estremo independente e di lusso. Ci sono molte persone che acquistano costose motoslitte giapponesi per esplorare nuovi percorsi della penisola. Tra i ristoranti più gettonati della capitale ci sono il sushi bar e diversi ristorantini tipici giapponesi che offrono la cucina internazionale. Il piatto prelibato della capitale e quasi introvabile è il gigantesco granchio della Kamchatka, che ha una carne prelibatissima e può arrivare a misurare fino a un metro e mezzo da chela a chela. Il gigantesco crostaceo sopravvive ancora nelle ricette tradizionali della Kamchatka, come la frittata di granchio. Un piatto semplice invece è la cotoletta di pesce grasso, come l’ippoglosso. Un’altra ricetta popolare del posto è l’insalata a base di haringa, patate, pomodori, carote, cipolle, uova e mirtilli rossi. Insomma se desiderate a provare le emozioni uniche ed estreme, vale la pena di fare un salto di lusso nel regno alla fine del mondo dove il sogno diventa realtà…

Yulia Shesternikova

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