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Un giorno con i Vigili del Fuoco di Santhià

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Le prime notizie circa una concreta organizzazione comunale del servizio antincendio si hanno con una delibera del 16 maggio 1829, quando l’allora consiglio comunale promosse l’acquisto della sua prima tromba ad acqua per un valore complessivo di circa 300 lire.
Dopo vent’anni, nel 1850, il comune acquistò una nuova tromba ad acqua da affiancare alla precedente e il gruppo di Pompieri Volontari si allargò raggiungendo le trenta unità operative.
Nell’aprile del 1928, Il consiglio comunale di allora ed il Podestà decisero di sciogliere la compagnia dei pompieri volontari e di ricostituirla sulla base di un regolamento composto da 35 articoli. I Vigili Volontari erano composti da 12 unità e vennero affiancati dalla prima autopompa in servizio era una FIAT 503 F con serbatoio di 1.300 litri e pompa FIAT MPI 103 al traino, il tutto acquistato dal Podestà per un totale di 71.851 lire.
Pochi anni dopo, nel 1935, vi fu la prima riorganizzazione pompieristica voluta da Mussolini a livello nazionale, con la nascita del Corpo Nazionale e il passaggio della gestione Provinciale di locali, automezzi, attrezzature e formazione di personale permanente e volontario.
I principali interventi a cui erano chiamati ad intervenire i Vigili del Fuoco Volontari di Santhià, anche nei comuni limitrofi essendo ben costituiti, erano imponenti incendi di cascine che spesso costringevano i pompieri a lottare con le fiamme anche per oltre venti ore di fila
Nel 1942 il distaccamento di Santhià si mise a completa disposizione del Comando di Vercelli per fronteggiare le conseguenze dei bombardamenti della seconda guerra mondiale intervenendo nell’area santhiatese per incendi e crolli.
Dagli anni ’50 ad oggi i Vigili del Fuoco di Santhià intervengono quotidianamente in tutti gli scenari come prima squadra nei territori di competenza e sono intervenuti in situazioni molteplici e drammatiche come i vastissimi incendi di filature degli anni ’80 e ’90. Non sono mancati disastri ferroviari come il deragliamento di un treno merci nel 1978 che, nei pressi dell’abitato di Livorno Ferraris, ha scatenato un grossissimo incendio di un vagone trasportante carburante.
Il distaccamento ha anche dovuto affrontare tragici incidenti stradali come nel 1987 in cui in seguito ad un ribaltamento, si incendiarono 30 mila litri di benzina di un autocisterna, oppure il maxi-tamponamento del febbraio 1993 che proprio tra i caselli autostradali di Santhià e Carisio vide coinvolti oltre 200 veicoli con un furioso incendio cui morirono 7 persone.
Senza dimenticare tutte le occasioni in cui calamità naturali
hanno messo a rischio l’incolumità dei cittadini vercellesi, come l’alluvione del 1994 e 2000 dove i Vigili Volontari della caserma di Santhià sono intervenuti nei principali centri abitati lungo le sponde del fiume Po, come
 Trino e Crescentino.
In tempi recenti il distaccamento santhiatese ha preso parte anche al
drammatico incidente del pullman a Stroppiana che, nel 2007, purtroppo ha visto coinvolti numerosi bambini, e alla tragedia dell’esplosione della bombola di GPL durante i preparativi per una sagra nell’estate del 2010 a San Germano Vercellese.
Si ringraziano i Vigili del Fuoco di Santhià e il loro Capo Distaccamento Mirko Decaroli.

Redazione online  di Beppe Puglisi

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