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Tisanoreica, l’ultima bocciatura arriva da Altroconsumo

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Regime alimentare squilibrato e prodotti troppo cari. L’ultimo giudizio negativo sul programma dietetico Tisanoreica arriva da Altroconsumo. L’associazione di consumatori ha esaminato nel dettaglio lo schema della dieta e i prodotti, formulando un giudizio negativo sull’intero programma di cui noi de Il Fatto Alimentare ci siamo più volte soffermati.

I punti critici sono soprattutto tre:

– è un regime alimentare diseducativo perché basato su alimenti ”finti”;
– è squilibrato e prevede un consumo eccessivo di proteine che provoca nell’organismo uno stato di affaticamento di fegato e reni,
– è piuttosto costoso; in effetti i prodotti firmati da Giancluca Mech, necessari per seguire la dieta, risultano particolarmente onerosi.

NuovoLibroGM-300x258GIanluca Mech, fondatore di Tisanoreica

Siamo di fronte a una dieta dichiaratamente sbilanciata pensata “con lo scopo di mandare in tilt l’organismo”. Secondo Altroconsumo  questa definizione è stata data dallo stesso    Gianluca Mech, fondatore di Tisanoreica, che però non risulta essere né un medico, né un nutrizionista, ma un imprenditore che propone una dieta iperproteica non particolarmente originale.

Il programma di Mech è affiancato da quattro libri, un sito, una rete di centri e soprattutto tantissimi prodotti. L’imprenditore parla di “chetosi verde”, un modo gentile per dire che si tratta di una condizione dell’organismo caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di corpi chetonici nel sangue in seguito a un’alterazione del metabolismo degli zuccheri e dei lipidi, come avviene nel digiuno prolungato e nel diabete.

L’attenzione di Altroconsumo si concentra soprattutto  sui prodotti e più in generale sul business abbinato al progetto. Per seguire la dieta bisogna sostituire buona parte della propria alimentazione con porzioni di preparati ispirati alla pasta e al riso composti da  polverine proteiche che permettono di ottenere bevande al gusto di cappuccino, frutta o yogurt, zuppe e perfino omelettes alle erbe o al formaggio.

Prodotti di questo tipo hanno poco in comune con l’educazione alimentare che dovrebbe invece costituire la base di qualunque dieta, e spesso contengono, oltre a un mix di erbe (papaia, ananas, anice stellato, malva, finocchio, carciofo, tarassaco, senna), una lunga fila di aromi e additivi in modo da simulare il gusto degli alimenti.

87452883-300x214Ed è proprio su alcune di queste sostanze che la rivista punta il dito: il colorante giallo tartrazina, aggiunto al preparato-bevanda gusto pesca e mango,  può indurre reazioni allergiche; la Carta degli Additivi dell’associazione, inoltre, sconsiglia l’impiego sia del diossido di titanio presente nella zuppa, sia del dimetilpolisilossano, un antischiumogeno presente in commercio come farmaco e utilizzato nella composizione di alcune bevande. Altroconsumo chiude perciò l’inchiesta con un giudizio negativo e sconsiglia il metodo di Mech “perché ci sono molti dubbi sulla sua sicurezza”.

Sul fronte dei costi, seguire il programma comporta una spesa di circa 16 € al giorno, senza considerare gli altri alimenti che pur si debbono acquisare. Il conto è presto fatto: una bevanda al cappuccino oppure una porzione di crema al cioccolato o di zuppa costano 4 €, mentre servono  3,20 € per 50 g di “pasta”  o “riso”. Le virgolette sono d’obbligo perché si tratta di alimenti proteici che ricordano la pasta e il riso, ma non lo sono propriamente. Per Altroconsumo,  sarebbe illegale definire riso “un prodotto che del riso ha solo la forma”.

Tisanoreica propone un regime squilibrato: la strada per stare bene, ricordano gli esperti, è fatta di cibo naturale, semplice e vario, attività fisica e stile di vita sano. Qualsiasi altra soluzione è solo temporanea: seguire per breve tempo i consigli di Mech non dovrebbe causare problemi di salute, ma c’è il rischio che queste indicazioni così poco salutari entrino a far parte dello stile di vita quotidiano.

Noi abbiamo interpellato il centro studi Tisanoreica per avere alcuni chiarimenti sulla dieta, ma la risposta è stata negativa; anche per questo motivo, i dati riportati nelle tabelle sottostanti sono stati desunti da alcuni siti che vendono on line (come Ipump e Farmajet) e che potrebbero presentare imprecisioni.

Paola Emilia Cicerone Il Fatto Alimentare

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