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Tisanoreica: esperti dicono no alla dieta, sulla base di valutazioni nutrizionali

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tisanoreica-affari-italiani-Gli articoli che abbiamo dedicato alla dieta Tisanoreica hanno attirato l’attenzione di Affari Italiani, un sito on line che ha pubblicato un articolo con il titolo “Tisanoreica: guerra tra diete alle porte dell’estate?” in cui si critica il nostro sito per gli attacchi a questo modello di dieta. Nel servizio  si intervista la psichiatra Emilia Costa, direttore del Centro per i Disturbi della Condotta Alimentare del Policlinico Umberto I di Roma, che esprime un giudizio sostanzialmente positivo sul regime di Gianluca Mech, sottolineando gli investimenti in ricerca scientifica e la difesa dell’agroalimentare italiano (anche se è forse opportuno ricordare che  il programma è in gran parte costituito.
La psichiatra si dice sconcertata del fatto «che si tenti in ogni modo di demonizzare con argomenti un’azienda come quella di Gianluca Mech, che (…)  investe costantemente in ricerca e sviluppo».  Per quanto riguarda il test genetico proposto da Tisanoreica, Costa ne ribadisce l’efficacia citando diversi studi, e tacciando Il Fatto Alimentare di «provincialismo» per il giudizio critico emesso nei confronti di Genotech.
Ci è sembrato il caso di tornare sull’argomento intervistando altri esperti. «Non bisogna fare gossip – afferma Pier Luigi Rossi, medico specialista in Scienza dell’alimentazione e  Docente di Scienza della alimentazione e tecniche dietetiche – ma fare riferimento a studi rigorosi e autonomi con criteri di reclutamento obiettivi.  Non si mangia solo per dimagrire. Il limite di diete come queste è quello di mettere l’accento  solo sulla perdita di peso. Dimenticando che una sana alimentazione deve apportare i nutrienti adeguati per rimanere in salute, e fornire un modello alimentare che si possa mantenere per la vita».

SchemaDietaTisanoreicaBMITARossi esprime forti perplessità  nei confronti di  diete chetogeniche come Tisanoreica «Se protratta nel tempo, una dieta di questo tipo crea nell’organismo un’emergenza energetica che costringe il fegato a trasformare gli acidi grassi prodotti dagli adipociti in corpi chetonici. Si può perdere peso, e in chi segue queste diete si può anche generare una sorta di euforia. Ma un picco elevato di corpi chetonici nel sangue è una condizione aggressiva, potenzialmente pericolosa specie per chi soffre di diabete,  malattie renali, steatosi e patologie epatiche, displidemia e osteoporosi».

Dietologi e nutrizionisti possono affrontare il problema del soprappeso in modo più personalizzato rispetto a Tisanoreica,con una spesa minore e risultati sul lungo periodo

«Dall’intervista pubblicata su Affari Italiani – sottolinea Enzo Spisni, docente di fisiologia della nutrizione presso l’Università di Bologna, già interpellato sul tema da Il Fatto Alimentare – sembra che le uniche alternative possibili  per dimagrire siano le diete fai da te, oppure la Tisanoreica. Fortunatamente non è così:  ci sono fior di dietologi, dietisti e nutrizionisti che possono affrontare il problema del soprappeso e dell’obesità in modo certamente più personalizzato rispetto a Tisanoreica, con una spesa minore e risultati sul lungo periodo». Non  basta parlare della validità della ricerca scientifica, insomma,  per avvalorare l’efficacia di una dieta, che oltretutto «spesso non  viene scelta dopo un consulto con un medico specialista – come sembra di capire dall’articolo apparso su Affari Italiani – ma sulla base della pubblicità o del passaparola, o se va bene chiedendo un veloce parere all’erborista e al farmacista». Quanto alla valutazione sulle ricerche scientifiche che sarebbero alla base dei prodotti Tisanoreica «nessuno sostiene che Mech faccia male ad investire in ricerca, mi piacerebbe soltanto leggere qualche articolo scientifico indipendente che analizzi con occhi più obiettivi l’efficacia di questo programma sul lungo periodo.  Quanto alla nutrigenomica – conclude Spisni – non bisogna mettere insieme la ricerca scientifica, che va avanti  ed, entro certi limiti, è promettente, con i test nutrigenomici da “farmacia” che al momento sono una indagine molto  limitata e con efficacia ancora tutta da dimostrare».

Paola Emilia Cicerone Il Fatto Alimentare

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