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Ritiro Barak, segno della sconfitta sionista contro Gaza. Bruciano bandiere di Usa e Israele.

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GAZA – Hamas e la Jihad islamica esultano a Gaza dopo l’annuncio delle dimissioni a sorpresa del ministro israeliano della guerra Ehud Barak.
L’annuncio del ministro della Guerra israeliano Ehud Barak di lasciare la vita politica e’ il primo sintomo della sconfitta del regime sionista dopo il conflitto armato lanciato contro Gaza. Secondo l’agenzia di stampa Fars News, Barak, è “la prima vittima degli attacchi” contro la resistenza islamica palestinese, Hamas. Il presidente dell’Ufficio politico di Hamas, Khaled Mashaal, visiterà la Striscia di Gaza il prossimo mese. Si tratterebbe della prima visita. Mashaal spera di presenziare alle celebrazioni del 25° anniversario del movimento, a Gaza e ha ribadito il sostegno del movimento alla richiesta di Abu Mazen (Mahmoud Abbas) per il riconoscimento della Palestina come Stato non membro all’Onu.
Il leader dell’Anp presentera’ ufficialmente la domanda al Palazzo di Vetro il prossimo 29 novembre. In un comunicato Hamas ha precisato che Meshaal ha avuto una conversazione telefonica con Abu Mazen
“Dopo la sua fallimentare guerra a Gaza, il regime israeliano ora ci pensa due volte prima di lanciare un attacco contro l’Iran”. L’ha detto il numero due di Hamas, Mahmoud al-Zahar. “Gli ebrei ci penseranno due volte prima di voler attaccare l’Iran”. Anche Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha telefonato al premier di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh, per congratularsi per la “vittoria” della resistenza palestinese contro Israele e per confermare il sostegno dell’Iran.
Diverse migliaia di studenti universitari hanno manifestato oggi in Afghanistan contro la recente offensiva israeliana a Gaza, bruciando bandiere di Usa e Israele.

di Yulia Shesternikova

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