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Ragazze ritrovate

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SOLO UNA MESSINSCENA, una ragazzata. Non hanno subito alcuna violenza le due sedicenni di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, scomparse lunedi’ scorso e ritrovate intorno alle 23 di giovedì sera a Roma nel quartiere Centocelle da un anziano e dal figlio quarantenne.

PERCHE’ VIOLENZA? Quando sono state viste in strada con macchie di sangue e in apparente stato confusionale, sia i medici, sia i due romani che le avevano localizzate avevano pensato che Agnese e Serena fossero state violentate: “Abbiamo visto due ragazze attraversare la strada barcollanti che chiedevano aiuto, venivano da un giardinetto di fronte ai palazzi- avevano detto i due-. Erano entrambe scalze e sporche, una di loro era macchiata di sangue in faccia e sui polsi. Indossavano pantacollant e magliette. Sembravano in stato di choc, erano molto alterate, sembrava non sapessero neanche di trovarsi a Roma. Ad un certo punto si sono accasciate dietro un cassonetto”. Questo almeno è quanto hanno voluto fare apparire le due ragazze, smentite poi dagli esami medici sostenuti poco dopo al Policlinico Casilino di Roma. Una vicenda andata a buon fine quindi, soprattutto per il clamore suscitato dalla fuga delle due ragazze in un’ Italia ancora sotto choc per la scomparsa della tredicenne bergamasca Yara Gambirasio.

LE RICERCHE. Nella ricostruzione del tragitto delle ragazze, i carabinieri hanno avuto la collaborazione della polizia ferroviaria di Milano e di altre citta’. Agnese e Serena infatti, secondo le indagini, si sono spostate in treno e dopo la loro scomparsa da Reggio Emilia, avvenuta lunedi’ pomeriggio, hanno raggiunto la stazione del capoluogo lombardo. Il loro viaggio sarebbe stato ricostruito anche grazie ad alcune telecamere di sorveglianza.

Gia’ le prime indagini dei militari reggiani avevano permesso di scoprire che Agnese e Serena erano uscite dal centro commerciale ‘I petali’, dove si erano recate per fare shopping e dove erano state viste per l’ultima volta, indossando vestiti diversi da quelli con i quali erano entrate. Da quel momento anche i loro telefoni cellulari erano stati spenti.

IL FIDANZATO CALCIATORE. «Finalmente il magnifico regalo che tanto desideravo per il mio compleanno. Sono al settimo cielo». Le 23 di ieri. Luca Siligardi ha appena saputo dalla madre di Agnese che le ragazze sono state trovate a Roma. Luca Siligardi, apprezzato calciatore del Bologna, è di Campagnola. Da due mesi frequenta Agnese Lasagni. Ha passato quattro giorni da incubo, Luca. Chiedendosi dove Agnese potesse essere finita, cosa le potesse essere successo, in che mani potesse essere finita. Ieri sera sul cellulare del ragazzo è arrivata la chiamata dei genitori: è stata la liberazione, per lui. «Non capisco perchè Agnese sia andata via, non lo so ma non importa – ha detto il giocatore – L’importante è che l’abbiano trovata. Le parlerò prima possibile». Lunedì il forte attaccante dell’Inter in forza al Bologna era stato subito informato della scomparsa di Agnese con la sua amica. In breve era stato sentito dai carabinieri di Correggio: la sua testimonianza poteva essere utile. Luca in teoria poteva fornire indizi decisivi per rintracciarla. Ma non era così: anche lui era stato colto di sorpresa, mai la sua ragazza gli aveva espresso l’intenzione di abbandonare la famiglia. Luca non dimenticherà soprattutto la serata di martedì: in tribuna al San Paolo, mentre la sua squadra giocava gli ottavi di finale di Coppa Italia col Napoli.

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