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Pyongyang, rinasce l’hotel fantasma

Pyongyang, rinasce l’hotel fantasma

Redazione

Proiettato verso il cielo da 23 anni, l’hotel Ryugyong di Pyongyang si prepara al lancio. Secondo l’agenzia stampa sud-coreana Yonhap, la struttura aprirà parzialmente ad aprile, in occasione del centenario della nascita di Kim Il-Sung.
Il Ryugyong ha la forma di un razzo ed è interamente di cemento. Concepito come simbolo della potenza di un regime, per anni è stato l’emblema del suo fallimento. Era dotato, nel progetto iniziale, di 3mila stanze, e avrebbe dovuto essere pronto due anni dopo l’inizio della sua costruzione, nel 1989, in occasione del Festival della gioventù studentesca. Trecentotrenta metri di altezza per 105 piani. Sarebbe stato l’albergo più alto del mondo. Ma con la crisi, una delle numerose, che ciclicamente mettono in ginocchio l’economia e affamano la popolazione nord-coreana, i capitali si esaurirono e i lavori rimasero fermi, come la gru che per decenni ha stazionato sul vertice della struttura a forma di piramide.
L’apertura è parziale, e inizialmente l’albergo non ospiterà turisti, ma uffici. Ma la notizia rilancia la capacità nord-coreana di farsi pubblicità in modo eclatante per attrarre investimenti esteri. Nel caso del Ryugyong, il sostegno finanziario è arrivato dalla compagnia telefonica egiziana Orascom, che nel Paese sta costruendo una rete di telefonia mobile.
La storia dell’albergo è ricca di aneddoti e costellata di critiche: dalla descrizione della rivista Esquire come della ‘peggiore costruzione nella storia del genere umano’, alla sfida con Seul per le Olimpiadi del 1988.
In occasione di quell’evento, che avrebbe portato investimenti e fama, ma solo ai cugini del Sud, Seul cominciò a costruire infrastrutture, tra le quali un edificio di 63 piani che diventò il più maestoso del continente asiatico. Pyongyang, da molti definita la città più reclusa del mondo, rispose con 40 piani aggiuntivi. All’epoca le due economie non erano così lontane, e il Nord era beneficiario dei finanziamenti dell’Unione Sovietica, il collasso della quale impose ripensamenti strutturali al mega-investimento. Il Ryugyong rimase fermo, con la gru bloccata in vetta, a monito della sua incompiutezza. Nel 2005, la città portuale sud-coreana di Incheon era in procinto di organizzare i Campionati asiatici di atletica. Chiese la partecipazione del Nord, che si dichiarò disposto a mandare atleti in cambio della ristrutturazione del Ryugyong. Ma la spedizione preventiva vide i tecnici rinunciare: l’hotel era un inutile ammasso di cemento, che sarebbe stato meglio abbattere. Nel 2008 gli egiziani proposero un piano di ristrutturazione e cominciarono a mettere i vetri alla struttura.
A metà 2009, la gru scomparve. Testimoni udirono elicotteri avvicinarsi alla sommità dell’albergo, avvolto nella nebbia. Al dissiparsi delle nuvole, la gru non c’era più. Era l’inizio della ‘rinascita’, per l’hotel più discusso del mondo.

Peace Reporter

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