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Pulizia etnica della Palestina….

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Bi’r is-Saba’ – InfoPal. Tre abitazioni sono state abbattute a Tal is-Saba’. Gli edifici erano di proprietà delle famigia Abu Raqiq e Abu ‘Asa.
A Hura, villaggio beduino nel Negev, è stata demolita la casa di Abu Sbeit, e due altre abitazioni della famiglia Abu ‘Asa, nel vicino villaggio di Umm Ritam.

Le notifiche consegnate dagli israeliani ai proprietari delle case abbatture portavano la motivazione “mancanza di licenza edilizia”.

Il piano di Israele è tuttavia, quella della confisca di 800mila ettari di terra nel Negev per insediarvi i propri coloni.
Con quest’operazione di pulizia etnica si rischia l’espulsioe di 30mila abitanti.

Jenin: Israele distrugge i pozzi artesiani palestinesi. Disastro per l’agricoltura
Le autorità di occupazione israeliane questa mattina hanno demolito pozzi artesiani, a sud e a nord della città di Jenin, in Cisgiordania.
In un comunicato stampa, il sindaco Marj ibn Amer ha reso noto che i bulldozer israeliani hanno distrutto più di quattro pozzi idrici artesiani nei villaggi di Deir Abu Da’if e Beit Qada di proprietà di agricoltori palestinesi.
I bulldozer hanno divelto tubature, pombe e pozzi, causando ingenti danni.

Il sindaco ha spiegato che i pozzi artesiani irrigavano centinaia di ettari di terreni agricoli, oltre a rifornire d’acqua le aziende avicole.
Questo ennesimo atto di barbarie israeliana creerà effetti devastanti sulle attività agricole palestinesi.

Aggiornamento dalle prigioni: pestaggi e umiliazioni, detenzioni estese

Abu Daoud Abu Snina, detenuto palestinese nella prigione israeliana, è stato aggredito dagli agenti israeliani e poi confinato in detenzione in isolamento.
Una ventina di agenti israeliani hanno fatto irruzione nella sua cella, picchiandolo anche con l’uso di una spranga di ferro.
Abu Snina è di al-Khalil (Hebron), è stato condannato a 12 anni e 3 mesi di prigione e ne ha scontati 11. Di recente aveva sofferto di problemi ai denti e l’amministrazione carceraria gli ha ripetutamente negato una visita.
Insieme a Sa’adi al-Garabala, detenuto in Gaza da sette anni in isolamento, Abu Snina non era stato incluso nell’accordo di scambio tra Israele ed Hamas del 2011, e nemmeno tra i detenuti in isolamemento da trasferire di cella come accordato nell’ultimo accordo tra Israele e i prigionieri.
Razaq ‘Ali Khader Salah, detenuto proveniente da Betlemme entra oggi al 20° anno di detenzione. Ha 49 anni ed è leader del Movimento dei prigionieri.
Salah è detenuto dal 1993 e sta scontando all’ergastolo con l’accusa di attività della resistenza. Da 4 anni non riceve visite.
Sono 120 i palestinesi che Israele continua a detenere dal periodo antecedente a Oslo. 63 hanno trascorso 20 anni in prigione e sono i ‘decani’, 23 hanno superato i 25 anni di detenzione e sono detti ‘generali’.
Ra’ed Sharif, giornalista di Hebron, è stato condannato da un tribunale israeliano a 10 mesi di carcere. Già otto mesi fa era stato condannato a 10 mesi di prigione, e gli restavano altri due mesi per scontare quel termine. Tuttavia oggi Israele rinnova di altri 10 mesi la sua detenzione.
Attualmente 9 giornalisti palestinesi provenienti dalla Cisgiordania sono detenuti nelle prigioni di Israele per aver svolto il prorio lavoro coprendo le notizie sull’occupazione israeliana. Si trovano tutti in detenzione amministrativa (senz’accusa e prorogabile ad oltranza, ndr).
E anche nei confronti di Wasfi Qibha, deputato ed ex ministro dei Prigionieri, il tribunale israeliano di ‘Ofer ha disposto oggi l’estensione della detenzione amministrativa di altri 6 mesi.

Israele mira a distruggere il sistema educativo palestinese
Il ministero dell’Istruzione palestinese avverte: “Le autorità d’occupazione israeliane potrebbero avere l’intenzione di annientare il nostro sistema educativo in maniera definitiva”.
“Sono crescenti le violazioni israeliane al diritto all’istruzione e gli attacchi a scuole e studenti palestinesi, l’arresto del personale, come è stato in tempi recenti per gli insegnanti Mousa Abu Murir e Hani Mukhamara di al-Khali (Hebron), Khaled Bani ‘Odeh  di Nablus e Ibrahim Mahamid di Betlemme.
“Siamo perseguitati da assalti nelle scuole, mentre campi miltari vengono allestiti nelle vicinanze delle strutture scolastiche al fine di ispezionare studenti e personale, gli impedimenti alle lezioni e agli esami sono all’ordine del giorno”.

Infopal

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