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Primavera ucraina sotto il codice “Delta”

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Delta

È uno dei capi militari della «rivoluzione ucraina» anche se, come lui stesso dichiara, non si considera ucraino. Racconta la storia l’agenzia di stampa ebraica Jta con sede a New York
Delta è un veterano dell’esercito israeliano, specializzatosi in combattimento urbano nella brigata di fanteria Givati, impiegata nell’operazione Piombo Fuso e in altre azioni contro Gaza, tra cui il massacro di civili nel quartiere Tel el-Hawa. Arrivato qualche anno fa in Ucraina come l’uomo d’affari, ha formato e addestrato insieme ad altri ex militari israeliani il plotone «Caschi blu di Maidan», applicando a Kiev le tecniche di combattimento urbano sperimentate a Gaza.
Il suo plotone, dichiara alla Jta, è agli ordini di Svoboda, ossia di un partito che dietro la nuova facciata conserva la sua matrice neonazista.

Delta
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Proprio per tranquillizzare gli ebrei ucraini che si sentono minacciati dai neonazisti, Delta sottolinea che l’accusa di antisemitismo nei confronti di Svoboda è una «stronzata». La presenza in Ucraina di specialisti militari israeliani è confermata dalla notizia, diffusa dalla Jta e altre agenzie ebraiche, che diversi feriti negli scontri con la polizia a Kiev sono stati subito trasportati in ospedali israeliani, evidentemente per impedire che qualcuno rivelasse altre scomode verità.
chi ha addestrato e armato i cecchini che, con gli stessi fucili di precisione, hanno sparato in piazza Maidan sia sui dimostranti che sui poliziotti, quasi tutti colpiti alla testa. La regia è di Usa/Nato, attraverso la Cia e altri servizi segreti che per quasi 20 anni preparavano tutto quello che successo oggi in Ucrain. Sono stati per anni reclutati, finanziati, addestrati e armati i militanti neonazisti che a Kiev hanno dato l’assalto ai palazzi governativi, e che sono stati poi istituzionalizzati come «guardia nazionale».
Il colpo di stato non avrebbe potuto riuscire se la Nato non avesse legato a sé gran parte dei vertici militari ucraini, formandoli per anni nel Nato Defense College e in «operazioni per la pace» a guida Nato. E non è difficile immaginare che, sotto quella ufficiale, sia stata costruita una rete segreta. Le forze armate ucraine hanno così obbedito all’ordine della Nato di «restare neutrali», mentre era in corso il golpe. Dopo, la loro direzione è stata assunta da Andriy Parubiy, cofondatore del partito socialnazionalista ridenominato Svoboda, divenuto segretario del Comitato di difesa nazionale, e, in veste di ministro della difesa, da Igor Tenjukh, legato a Svoboda.
Yulia Shesternikova Fonte Voltairenet

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