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Primavera è tempo di depurazione

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L’inverno è alle nostre spalle, ma ci ha lasciato un pesante fardello, fatto di una buona dose di tossine in corpo e qualche chilo di troppo.
Il risveglio primaverile della natura non influisce solo sulle nostre energie psichiche, ma anche sulle nostre forze vitali e cambia notevolmente i processi organici. Così si possono presentare disturbi caratteristici come stanchezza, svogliatezza, depressione, tensione muscolare, dolori articolari e alla schiena, bruciori di stomaco e senso di pieno, gonfiore e mal di testa.
limoni_depurazione_fegatoCerchiamo di trovare un buon equilibrio tra la soddisfazione delle nostre esigenze più importanti e l’assolvimento dei compiti che la vita ci affida. Dopo le feste natalizie e il Capodanno, con tanti buoni ricchi pasti, ma poco movimento durante i mesi invernali, nell’organismo si sono formate delle scorie. Come facciamo la grande pulizia primaverile in casa, è necessario fare una depurazione generale del nostro organismo, per godere meglio delle bellezze che la primavera ci regala.
La depurazione di primavera si realizza con un regime alimentare adatto. Per un lasso di tempo abbastanza lungo (la durata potrebbe essere di quaranta giorni, come per la Quaresima) è consigliabile ridurre al minimo il consumo di prodotti animali (niente carne o, tutt’al più, una volta alla settimana; lo stesso vale per uova, formaggi e pesce). Con questo regime si evita che nuove tossine si aggiungano a quelle accumulate in inverno e che l’organismo continui ad acidificarsi.
Le sostanze acide che si formano fisiologicamente dal metabolismo cellulare e dall’alimentazione, vengono neutralizzate nel sangue e nei tessuti da sostanze basiche (carbonato e bicarbonato) ed eliminate. I sistemi regolativi propri dell’organismo (funzione di tamponamento) controllano e regolano il bilancio acido/basico in modo che ogni organo abbia il suo pH ottimale (pH 1 = molto acido, 7 = neutro, 14 = molto basico) per garantire un buon funzionamento. Nello stomaco, per esempio, gli acidi sono in maggioranza, per scindere meglio le sostanze nutritive. Nell’intestino l’ambiente è basico, per favorire l’assorbimento di sostanze importanti per il corpo. Nel sangue il pH deve essere rigorosamente stabile poiché l’assorbimento dell’ossigeno nei polmoni, il suo passaggio alle cellule ed altri processi vitali dipendono dal giusto pH (7,35 – 7,45).
L’acidità cronica dei tessuti è una condizione patologica che può provocare cattivo umore, disturbi di irrorazione sanguigna, allergie, eczemi, pressione sanguigna alta, artrite, gotta, reumatismo.
Perché si formano gli acidi?
1. L’acidità eccessiva può essere causata da nervosismo, paura, preoccupazioni, stress continuato, ecc., condizioni che ci inducono a JGP0041-Version-2-365-of-5331mangiare male, in fretta, non masticare bene…
2. Per favorire l’espulsione degli acidi e delle tossine attraverso i reni e la pelle, occorre stimolare la respirazione e la circolazione. Appena alzati facciamo per qualche minuto esercizi respiratori alla finestra aperta, se possibile in posizione eretta: prima espirare a fondo e poi inspirare piano, con la bocca chiusa.
3. Per stimolare gli organi purificatori (fegato, reni, intestino): – bere 1 bicchiere d’acqua tiepida prima di colazione; – bere almeno 1 litro d’acqua al giorno (preferibilmente lontano dai pasti); bere 1 litro di tisane (ortica, finocchio, salvia, timo, anice, foglie di betulla, biancospino, ecc.)
4. Ci sono cibi e altri fattori che nel metabolismo fanno aumentare o diminuire l’acidità. Aumentano l’acidità carni e pesci, formaggi e uova, zuccheri e tutti prodotti di cereali raffinati (dolci, pane, pasta, ecc.), alimenti conservati in scatola, bevande gassate, caffè, tè, alcolici, fumo, stress, l’inquinamento ambientale
Il regime di depurazione si basa poi sul consumo quotidiano di frutta e ortaggi freschi (le classiche 6 porzioni della piramide alimentare). Questi alimenti sono indispensabili in tutte le stagioni per il loro apporto di nutrienti e sostanze salutari.
Durante la depurazione primaverile sarebbe ideale raggiungere una proporzione di circa ¼ dei cibi acidificanti e ¾ del gruppo che favorisce la basicità nella dieta e continuare poi, per il resto dell’anno, riducendo la quantità giornaliera dei cibi acidificanti a 1/3 a favore di 2/3 dei cibi che possono compensare l’acidità.
Yulia Shesternikova

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