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Possibili risposte di Mosca alle sanzioni

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L’eventuale applicazione di sanzioni contro la Russia da parte degli USA e di altri paesi dell’Occidente avrebbe un impatto negativo sulla soluzione di tutta una serie di problemi internazionali di importanza chiave. Lo ha riconosciuto il Segretario di Stato John Kerry, intervenendo ai dibattiti nel Comitato per gli stanziamenti presso la Camera dei rappresentanti del Congresso USA, egli ha detto, in particolare.safe_image.php

Cosa aspetta la Siria, l’Iran e l’Afghanistan in caso di peggioramento dei rapporti tra Mosca e Washington?

Secondo Boris Dolgov, collaboratore del Centro per gli studi arabi dell’Istituto di Orientalistica presso l’Accademia Russa delle Scienze, violando le norme internazionali e le disposizioni della propria costituzione e sostenendo la presa del potere per mezzo della violenza in Ucraina, gli USA hanno posto la Russia in una situazione in cui essa si vede costretta ad assumere una dura posizione, a seguire una politica più rigorosa in materia di supporto della soluzione politica della crisi siriana.

Dall’altra parte, Obama ha solo due varianti di sviluppo degli avvenimenti: insieme alla Russia e alla Cina ricercare un compromesso o tentare di rovesciare con la forza il regime di Assad. Nel secondo caso tutti gli sforzi fatti dalla Russia negli ultimi anni risulterebbero inutili e il Paese subirebbe delle immense perdite,- ritiene Serghey Druzhilovsky, titolare della cattedra di orientalistica presso la MGhIMO (Università di Stato per le Relazioni Internazionali del Ministero Affari Esteri di Russia).

Un gasdotto dal Qatar verso l’Europa potrebbe offrire all’Occidente la possibilità di allontanare la Russia dal mercato del gas europeo. Ovviamente per il momento tale gasdotto non esiste ma in caso di accesso ad una Siria rovinata si potrebbe realizzarlo nell’arco di uno – due anni. Inoltre, secondo alcune fonti, al largo delle coste siriane sono stati individuati dei notevoli giacimenti di petrolio il che può essere il vero motivo dell’attacco a Damasco.

Come può rispondere Mosca? Ha una carta vincente – l’Afghanistan! Attraverso il territorio russo viene portata la maggiore parte dei carichi statunitensi verso questo Paese. Durante il ritiro delle truppe americane il transito passerà sempre attraverso il territorio della Russia. Ossia in caso di adozione di sanzioni la Russia può irrigidire la sua politica ai suoi confini meridionali.

Non solo. Mosca può allargare la cooperazione economica e tecnico-militare con l’Iran, cosa che non piace all’Occidente.

Peraltro, come ritiene Serghey Serioghichev, collaboratore dell’Istituto di studi sul Medio Oriente, gli americani preferiranno far paura a rovinare realmente i progetti congiunti per la soluzione della situazione in Siria, Afghanistan, Iran.

Esiste tutta una serie di aspetti che costringe l’Occidente a pensare alla componente internazionale delle sanzioni contro la Russia. Per esempio, non si dimentichi che Mosca di fatto ha dato una mano d’aiuto ad Obama lanciando la proposta di disarmare la Siria e di liquidare le sue armi chimiche,- ricorda Serghey Sereghichev. Distruggere i successi in questo senso sarebbe svantaggioso anche per Washington.

In tale contesto John Kerry è obbligato a fare delle dure dichiarazioni, – ritiene Boris Dolgov. – Altrimenti la dimissionaria Amministrazione democratica degli USA si presenterebbe molto debole agli occhi dei suoi sostenitori ed avversari, e per i democratici sarebbe molto difficile recuperare la fiducia degli elettori. Insomma le dichiarazioni sul tema della Crimea e le minacce di rompere le intese con la Russia sulla Siria e l’Iran sono regole di un gioco rivolto all’opinione pubblica all’interno dell’America stessa.

Fonte RUVR

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