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Orgoglio arabo è la donna più odiata da Israele

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Difende i diritti delle minoranza araba in Israele.  Come ci si sente a essere il personaggio politico più contestato di Israele? “ Non mi preoccupa affatto”, risponde Hanin Zoabi che punta dritto al nocciolo della questione araboisraeliana. E’ la leader più odiata dalla maggioranza israeliana, ma anche la più amata dalla minoranza araba.
Zoabi ha 43 anni e una corporatura esile. Indossa una giacca nera, pantaloni e scarpe con il tacco alto. Ha dovuto lottare anche per candidarsi alle elezioni del 22 gennaio 2013. Era stata estromessa dalla corsa con l’accusa di aver danneggiato lo stato di Israele. Zoabi viene da una delle famiglie più illustridella società araba israeliana e non ha mai risparmiato gli attacchi al governo.
Nasce a Nazareth in una famiglia musulmana. Studia filosofia all’università di Haifa. Nel 2001 entra nel partito Balad. Nel 2009 viene eletta in parlamento. 2010 partecipa all’iniziativa Freedom Flottiglia. 2012 viene esclusa dalle elezioni del 22 gennaio 2013 e viene rieletta in parlamento del partito di Balad. Critica aspramente Yair Lapid, il leader di Yesh Atid, che ha dichiarato di non voler formare una coalizione con i partiti arabi. Zoabi lo accusa di razzismo.
Quando un giornalista di una tv israeliana le ha chiesto se volesse dire qualcosa di buono su Israele, ha abbozzato un sorriso e ha risposto: “ No, non me la sento”.
Ma non è una sostenitrice del terrorismo e non vuole cacciare gli ebrei dal paese. Rifiuta l’idea di un paese fondato sulla pulizia etnica dei palestinesi, chiede il diritto al ritorno per i milioni di rifugiati palestinesi e per i loro discendenti e vuole trasformare Israele dallo stato ebraico in uno stato egualitario per tutti i cittadini.
Zoabi è una sorta di parafulmine e alo stesso tempo un barometro di questo spirito antagonista che anima il paese. Per la maggioranza ebraica è diventata il nemico pubblico numero uno. Il 31 maggio del 2010, quando salì a bordo della nave Mavi Marmara per guidare la flottiglia che ha provato a forzare il blocco della Striscia di Gaza. Zoabi ha pagato le conseguenze della sua iniziativa anche in parlamento, dove ha perso i privilegi assegnati ai rappresentanti eletti dal popolo israeliano. Le hanno tolto il passaporto diplomatico e di tutti i diritti del parlamento. Il sistema politico israeliano sta diventando sempre più ostile nei confronti della minoranza araba. Negli ultimi anni i coloni israeliani hanno incendiato divese moschee. Il parlamento ha emanato una legge che proibisce ai municipi arabi e ad altre istituzioni finanziate dallo stato i ricordare la hakba, il termine con cui i palestinesi definiscono la catastrofe dell’esilio e della distruzione durante la guerra araboisraeliana del 1948.
Secondo Zoabi, negli ultimi anni l’orgoglio nazionale arabo si è rafforrzato. Ma è anche convinta che all’interno della maggiornaza ebraica le cose stiano peggiornado. “ E stata una campagna ancora più razzista delle altre “, spiega, “ e difficilmente nel prossimo futuro la situazione potrà migliorare per la minoranza araba”

Yulia Shesternikova

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