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Morto secondo monaco che si era immolato

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Non ce l’ha fatta Tenpa Thargyal, il monaco di 22 anni che lo scorso 30 marzo si era immolato, dandosi fuoco in segno di protesta contro il dominio cinese sul Tibet, a Barkham (Màerkang in lingua cinese) nella prefettura di Aba. Insieme a lui si era immolato anche Chime Palden, 21 anni, morto quasi subito. Dopo diversi giorni in ospedale il giovane Thargyal, le cui condizioni erano apparse molto gravi sin dall’inizio, è morto. Secondo quanto riferisce il sito di Radio Free Asia, il monaco é deceduto in ospedale sabato mattina alle 9.23. Il suo corpo, come ha comunicato Kanyag Tsering, un monaco in esilio a Dharamsala, dove ha sede il governo tibetano, è stato subito cremato e le autorità si sono rifiutate di consegnarlo alla famiglia o ai monaci del suo monastero. Diversi avevano chiesto alla polizia il corpo del monaco, ma in cambio ne avevano avuto solo rifiuti e minacce. Dopo la consegna delle ceneri, alcuni poliziotti hanno seguito i monaci che portavano l’urna sin dentro il monastero. Con la morte di Thargyal salgono a 25 le persone che sono morte a seguito di immolazioni. Le autorità cinesi intanto proseguono nel tenere sotto stretta sorveglianza i monasteri della zona e hanno arrestato moltissime persone tra cui artisti, dissidenti, scrittori, vicini alla causa tibetana, definendo coloro che si immolano terroristi, criminali e persone mentalmente malate e hanno anche ripetutamente accusato il Dalai Lama di incoraggiarle. Dal 2009 ad oggi sono 33 le persone che si sono date fuoco in nome della libertà per il Tibet e per chiedere il ritorno del Dalai Lama.

Fonte: Partecinesepartenopeo, 10 aprile 2012

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