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L’olio di palma fa male alla salute. Il CSS del Belgio ne sconsiglia il consumo

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L’olio di palma fa male alla salute. La conferma arriva dal Belgio, dove il suo utilizzo è stato sconsigliato ufficialmente. Il Consiglio Superiore della Sanità belga si è pronunciato a suo sfavore, raccomandando di limitarne l’impiego e l’assunzione. Non si tratta di un obiettivo semplice, poiché l’olio di palma è il grasso vegetale più utilizzato dall’industria alimentare.

Sotto accusa è il suo elevato contenuto di specifici acidi grassi saturi in grado di provocare la formazione di pericolose placche olio_di_palma_salute_belgiosulle pareti delle arterie. L’industria alimentare lo utilizza per la produzione di margarine, creme spalmabili, merendine, crackers, biscotti, grissini e prodotti da forno dolci e salati in generale.
Lo preferisce ad altri oli poiché si tratta di un prodotto versatile e a basso costo. Alla produzione di olio di palma sono purtroppo legati gravi danni ambientali, a partire dalla deforestazione. Ora i suoi effetti negativi sulla salute vengono ribaditi. A differenza di altri oli, l’olio di palma non contiene soltanto i comuni grassi saturi, ma quantità elevate di grassi di tipo AGS-ath (C12, C14 e C16) che sono considerati dei veri e propri nemici per le arterie.
Ecco il motivo per cui il Consiglio Superiore della Sanità belga ha deciso di pronunciarsi contro l’olio di palma e di sconsigliarne l’utilizzo all’interno della catena produttiva alimentare. Suggerisce di utilizzare oli vegetali differenti, ricchi di grassi insaturi e poveri dei grassi saturi più pericolosi per le arterie.
Fino a questo momento, l’olio di palma era stato difeso da alcuni, per via del suo contenuto di vitamina E e di carotenoidi precursori della vitamina A. Secondo il Consiglio belga, le vitamine presenti nell’olio di palma non sono sufficienti a controbilanciare la sua ricchezza di acidi grassi AGS-ath. Viene sconsigliato, inoltre, il consumo e il ricorso ad altri alimenti e ingredienti ricchi di tali sostanze, come il burro e la panna, o gli oli vegetali idrogenati.
Il Consiglio suggerisce di scegliere alimenti preparati con olio d’oliva. Tra le alternative all’olio di palma, indica olio di lino, di mais e di girasole.
Purtroppo, la presenza di olio di palma negli alimenti confezionati non sempre è verificabile. L’ingrediente si nasconde di solito dietro le diciture “oli vegetali” e “grassi vegetali”. Per etichette alimentari più trasparenti, dovremo pazientare fino all’anno prossimo. Da dicembre 2014, l’industria alimentare sarà obbligata ad indicare in etichetta l’origine e la tipologia degli oli utilizzati, secondo le nuove normative europee. Di Marta Albè

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