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LA SPEDIZIONE “JOURNEY OF DISCOVERY” PROSEGUE IL SUO VIAGGIO DOPO MILANO, SALISBURGO, BUDAPEST E KIEV, E’ARRIVATA A CHERNOBYL

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La spedizione “Journey of Discovery” continua la sua marcia d’avvicinamento a Pechino. Dopo aver lasciato Milano, ha toccato Salisburgo dove, presso il centro Land Rover Experience, il team ha tenuto una sessione d’allenamento specifico in vista degli impegnativi percorsi che li attenderanno nella seconda parte del percorso.Infatti, la spedizione “Journey of Discovery” incontrerà ogni genere di terreno si possa immaginare, dalle pianeggianti arterie cittadine ai solchi ed alle profonde buche dell’Ucraina, dai passi ghiacciati delle Alpi e della catena dei Carpazi alle pianure selvagge del Kazakistan.

Proprio la consapevolezza di dover affrontare condizioni di marcia tanto variabili ha suggerito al team della spedizione di effettuare una sosta in Austria, appena fuori Salisburgo, per provare insieme agli istruttori del Centro Land Rover Experience la guida in condizioni molto impegnative, avvalendosi così della loro competenza e di eventuali suggerimenti.Lasciata Salisburgo, la spedizione ha poi toccato Vienna, Budapest, e Kiev ed è arrivata a Chernobyl. Sono trascorsi più di 25 anni dalla tragedia di Chernobyl, il peggior disastro nucleare del mondo, ed ancora nessuno ha ottenuto il permesso di entrare con un veicolo privato all’interno della zona proibita, quella dei 30 chilometri che circondano il reattore numero quattro. Fino ad oggi.

La spedizione “Journey of Discovery” incontrerà ogni genere di terreno si possa immaginare, dalle pianeggianti arterie cittadine ai solchi ed alle profonde buche dell’Ucraina, dai passi ghiacciati delle Alpi e della catena dei Carpazi alle pianure selvagge del Kazakistan.Proprio la consapevolezza di dover affrontare condizioni di marcia tanto variabili ha suggerito al team della spedizione di effettuare una sosta in Austria, appena fuori Salisburgo, per provare insieme agli istruttori del Centro Land Rover Experience la guida in condizioni molto impegnative, avvalendosi così della loro competenza e di eventuali suggerimenti.Lasciata Salisburgo, la spedizione ha poi toccato Vienna, Budapest, e Kiev ed è arrivata a Chernobyl. Sono trascorsi più di 25 anni dalla tragedia di Chernobyl, il peggior disastro nucleare del mondo, ed ancora nessuno ha ottenuto il permesso di entrare con un veicolo privato all’interno della zona proibita, quella dei 30 chilometri che circondano il reattore numero quattro. Fino ad oggi.“Journey of Discovery” ha incontrato le case in rovina nelle foreste e la città fantasma di Pripyat, un tempo residenza di 50.000 giovani professionisti che lavoravano a Chernobyl, oggi desolata e fatiscente, l’immagine di una vita distrutta.Le operazioni di bonifica dureranno ancora molti anni, prima che questo luogo torni sicuro, eppure la gente riprende ad infiltrarsi nella regione circostante e, in virtù dei piani che prevedono la costruzione di un nuovo sarcofago intorno al reattore, si fa strada la speranza che un giorno la città possa ritornare a vivere.

Il passaggio in questo distretto deserto fa stridente contrasto con le vedute spettacolari dei giorni scorsi, quando la spedizione “Journey of Discovery” ha lasciato le luci di Milano, diretta a Salisburgo, Vienna, Budapest, Leopoli e Kiev, scandendo le 8000 miglia del tragitto verso Pechino.Dopo aver attraversato il traforo del Monte Bianco, aver affiancato la squadra anti-valanghe di Pila ed aver incontrato i rappresentanti della Federazione Internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC), – destinataria del milione di sterline che la spedizione si propone di raccogliere – “Journey of Discovery” ha scoperto la doppia anima geografica dell’Austria, con le vaste pianure della sua zona orientale. Dopo Vienna, ha raggiunto il confine con l’Ungheria.Precedute da moto della polizia, le quattro Discovery 4 sono state scortate attraverso il centro di Budapest. Sono bastati due battistrada in motocicletta, con sirene e luci lampeggianti, per creare una corsia preferenziale al convoglio, trattenendo il traffico agli incroci e dividendo gli ingorghi come le onde bibliche del Mar Rosso. Questa è stata l’esperienza ideale di guida in città, che ha portato il team alla sessione fotografica in Piazza degli Eroi, punto di riferimento di Budapest, dove le statue dei padri fondatori dell’Ungheria fiancheggiano il gigantesco Monumento del Millenario.Abbandonata la scorta, le Discovery hanno lasciato la città, dirigendosi verso una zona incolta, disseminata di profonde piste di sabbia, estese per miglia in ogni direzione, che hanno consentito una perfetta dimostrazione della versatilità delle Land Rover, nel passare dalla giungla urbana di Budapest ad un terreno particolarmente difficile, appena fuori città.ttraversato il confine con l’Ucraina, la spedizione ha raggiunto rapidamente la successiva avventura urbana: Leopoli, superando strade dissestate e traffico di ogni genere, inclusa una carrozza a cavalli.Dopo Leopoli, e più oltre Kiev, la spedizione si è addentrata in Ucraina, per la visita ad una base segreta di sommergibili, una volta frontiera della Guerra Fredda, ed un centro dove si conservano alcune dei più esclusivi reperti storici legati al mondo dell’auto in Russia, prima di dirigersi alla volta di Mosca.

Seguite la spedizione Journey of Discovery, e aiutateci a raggiungere il nostro obiettivo. Ulteriori informazioni su:

www.landrover.com/million

testo raccolto da Silvia Terraneo

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