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La crisi in Siria voluta da Israele

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“Israele trae vantaggio dalla crisi in Siria e da altri sviluppi della regione e gli stessi responsabili di questo regime ammettono di voler ostacolare la vittoria della resistenza”.

aleppo_siriaQueste le parole di mercoledì sera del Ministro degli Esteri siriano Walid al Muallem in una conferenza stampa in cui ha aggiunto: “Israele e’ entusiasta di assistere all’incremento della attività terroristiche nella regione, alla distruzione delle infrastrutture ed all’indebolimento di Siria, Iraq ed Egitto e vorrebbe che la regione intera piombasse nella distruzione e nel caos”. Egli ha poi ricordato che oggi due gruppi si trovano schierati uno contro l’altro nel mondo arabo, da una parte un gruppo nazionalista, amato dal popolo e progressita e dall’altro un gruppo caratterizzato dall’estremismo e dall’asservimento a nazioni straniere come Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Stati Uniti e Israele. Al Muallem ha spiegato che Israele è una delle parti in conflitto in Siria dato che già tre volte ha bombardato il suolo siriano e cura ufficialmente i mercenari nei suoi impianti sanitari quando questi si rifugiano nel Golan per scampare ai combattimenti. Al Muallem ha ricordato che Israele è complice dell’Alleanza dei gruppi ribelli residenti all’estero; egli ha anche condannato l’ostruzionismo di Washington dinanzi alla tenuta della conferenza di pace Ginevra 2 ricordando che ciò dimostra che la Casabianca non è  interessata alla risoluzione pacifica del conflitto ma solo a salvaguardare gli interessi e a soddisfare le preoccupazioni di Israele. Per quanto riguarda l’Europa al Muallem ha spiegato che nella posizione dei paesi europei ci sono stati “timidi cambiamenti” che comunque sono ancora insufficienti per poter essere giudicati soddisfacenti.

Redazione online ( IRIB )

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