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L’antico arcipelago di Valaam, un angolo di paradiso risorgente

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Il Nord Russo ha un immenso potenziale turistico. È uno splendido ambiente naturale ricco di boschi in cui vivono molte specie di animali inseriti nel Libro Rosso del Paese. Ci sono fiumi purissimi con rumorose cascate, innumerevoli laghi tra cui quelli di Ladoga e di Onega – i maggiori in Europa. Sono rinomati anche i monumenti storico-culturali locali – Kizhi e Solovki. Ma una gemma del Nord Russo è stata sempre considerata l’Isola di Valaam con il suo eccezionale complesso monastico.

L’antico arcipelago di Valaam si trova nel nord del Lago di Ladoga, in Karelia. Secondo la leggenda, l’Apostolo stesso Sant’Andrea il Primo Chiamato, diffondendo la fede cristiana, raggiunse questa zona dal clima rigido e pose sulla principale isola di Valaam una croce di pietra. Da allora l’isola è considerata un angolo di paradiso in terra e l’Athos del nord.

La storia del Monastero di Valaam risale al 14 secolo, quando sull’isola lontana dal continente presero dimora monaci greci – Venerabili Santi Germano e Sergio che fondarono qui il Monastero Spaso-Preobrazhensky (della Trasfigurazione del Rendetore) che fin dal primo momento diventò un centro religioso ed illuministico non solo del Nord Russo ma anche di tutta la Russia. In tutta la storia della sua esistenza fu più volte oggetto di incendi, assedi e saccheggiamenti.

Così durante la guerra sovietico-finlandese degli anni 1939-1940 il Monastero si trovò nella zona di azioni militari e i monaci si videro costretti ad evacuarsi in gran fretta dall’isola. Da allora le mura del monastero sono state usate per gli scopi più vari. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale qui aveva sede una scuola di sottufficiali e cadetti navali che nel 1941 direttamente dall’isola partirono per difendere Leningrado.

Il Monastero di Valaam come centro religioso ebbe una seconda vita solo alla fine degli anni 80 del secolo scorso. Il 13 Dicembre 1989, nel giorno della memoria dell’Apostolo Sant’Andrea il Primo Chiamato sull’isola misero piede primi sei monaci che con il sostegno del Patriarca di Mosca Alessio II, precedente capo della Chiesa Ortodossa Russa, cominciarono a far risorgere il Monastero. Nel 2007 è stato costituito il Consiglio Patrocinante per il ripristino del Monastero di Valaam. In 5 anni trascorsi sono stati ricostruiti molti eremi e chiese dell’isola, ha cominciato a funzionare un ospedale, sono state restaurate le banchine storiche sul lago. L’attuale Capo della Chiesa Ortodossa Russa, Patriarca Kirill si reca in visita a Valaam ogni anno e segue personalmente l’andamento dei lavori di restauro qui in corso.

Attualmente il Monastero della Trasfigurazione di Valaam conta più di 200 frati. Qui è stata ripristinata anche la vita dei monachi in eremi. A Mosca, Pietroburgo, Sortaval e Priozersk sono aperti i complessi religiosi di questo Monastero insulare.
di Milena Faustova

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