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Il Theatrum Naturae di Attilio Stocchi. A Milano allestisce un CuoreBosco

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Fiat lux et lux facta est
(Gn I, 3)

La luce come flusso introspettivo che anima il corpo della materia: questo è l’archetipo di ricerca dell’Archistar veneziano Attilio Stocchi, attualmente coinvolto nelle installazioni sperimentali del Fuorisalone, per la settimana milanese del design.
Rielaborando il concetto di architettura attraverso l’apporto di multisensoriali stratificazioni di “microcosmi” differenti – associando cioè la matematica alla melodia, alla letteratura ed al teatro, all’etimologia, allo spettro cromatico dell’iride – i progetti di Stocchi assurgono ad entità ancestrali da ri-vivere e ri-misurare, esperienze edificanti attraverso le quali accedere al senso d’una Creazione ancora in divenire; a generare stupore è la sinestesia percettiva che suscitano le installazioni realizzate, il fascino supremo degli elementi naturali inevitabilmente associati alla funzionalità dei materiali artificiali, la sensibilità artistica dell’artefice, capace di plasmare un “nuovo mondo” ancestrale attraverso il rispetto ed il culto della Natura.

In “Aurea” (2001) – progetto di riqualificazione ambientale elaborato con Gualtiero Oberti – lo spazio di Piazza Mauro Codussi a Lenna diviene preludio architettonico alla fisionomia delle montagne: nel cuore di una corona naturale, le pietre sono parole che sussurrano al paesaggio; il serpentino, l’ardesia porfiroide, i pali d’acciaio che affiorano dal suolo come simboli d’accesso alla vastità, creano dati coloristici mimetici e metafisici che si scindono ‘emotivamente’ – per poi ricomporsi in una identità razionale – come un sistema di equazioni lineari. Funambolismi percettivi fra materia, luce e sentimento, contraddistinguono inoltre il ‘Loft sospeso’ creato da Stocchi nel 2002 in provincia di Bergamo: l’ambiente di “Trafitta” è irraggiato da una nuvola in rete metallica, sostenuto, scandito – trafitto, appunto – e ricreato da alabarde sottili in acciaio; medesime coordinate per “Fluxum” (2003), allestimento cromatico-dinamico creato per ‘inondare’ di Blue Klein i fotogrammi dell’esposizione milanese “Acqua”, tenutasi a Palazzo Reale.
Notevoli i progetti dell’Archistar, scelti da Luca Molinari per il Padiglione Italia nella XII Biennale di Architettura a Venezia: è un suggestivo diamante in calcestruzzo smaltato d’argento, custodito in un palazzo d’epoca, la costruzione ipogea di “Bulbo” (2008); in “Fuso” la luce è piuttosto miraggio e nostalgia per le nebbie lagunari.

Fino al 17 Apriledalle ore 20.00 alle 23.00, da non perdere è l’installazione multimediale voluta dal Cosmit – in occasione di Euroluce 2011 e per celebrare il 50° anniversario del Salone Internazionale del Mobile – curata da Laura Trovalusci con la collaborazione di Laura Crespi ed Enrico Prato: CuoreBosco”, allestisce Piazza San Fedele a Milano. Ritroviamo i simboli privilegiati dall’artefice ed un nuovo coinvolgente Theatrum Naturae concepito al fine di rievocare le origini ancestrali di Milano. Realtà urbana a due cuori – il primo un tempo sacro ai Celti, il secondo corrispondente ad un antico foro romano nei pressi della Pinacoteca Ambrosiana – la nostra città può ancora palpitare, schiudere un incantevole mondo sonoro e cromatico, avvolgere di luce primordiale e lambire con foglie di rami segreti i suoi abitanti. Milano è un’opera d’arte concettuale, ed uno dei suoi cuori è ancora un Bosco sacro.

www.attiliostocchi.it

www.saette.it

Giada Eva Elisa Tarantino

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