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Il Presidente della Siria, Assad: questa è una guerra orchestrata dall’esterno

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La Bbc si scusa per la pubblicazione di un’immagine che mostra decine di cadaveri avvolti in lenzuoli bianchi con un bambino che vi salta in mezzo, ritenuti i corpi delle vittime del massacro di Hula una settimana fa in Siria. La fotografia, pubblicata sul sito della Bbc domenica scorsa, non é stata però,(come tante che vediamo ogni giorno su al Jazzeera),scattata in Siria dopo i fatti di Hula,ma una decina di anni prima in Iraq da Marco di Lauro, un fotoreporterche lavora per Getty Images.
“E’ stato un errore,che abbiamo rettificato rimuovendo l’immagine appena ce ne siamo resi conto, e ce ne scusiamo”, si legge in una nota di Chris Hamilton, direttore per i social media. Hamilton sottolinea tuttavia che si era tentato di individuare l’origine dell’immagine diffusa attraverso i socialnetwork a partire da Twitter.
Si era poi deciso di pubblicarla ma precisando che non era stato possibile verificarne la veridicità in maniera indipendente. ”Fortunatamente errori del genere sono rari. La Bbc ha precedenti significativi nell’utilizzo di contenuti provenienti da fonti non tradizionali- spiega ancora Hamilton – ma (questo episodio) mette in evidenza la necessità di maneggiare con cura questo tipo di materiale”.
Il rappresentante della Repubblica Araba Siriana all’ONU volte consegnato materiale falso sulla Siria. “Questa è una guerra orchestrata dall’esterno della Siria”. E’ quanto ha detto il Presidente Bashar Assad nel Discorso, il 3 Giugno per l’insediamento del nuovo Parlamento, parlando di “complotti stranieri contro la Siria” che starebbe fronteggiando un massacro internazionale. La Siria deve confrontarsi con un complotto che mira a distruggere il Paese”.
Afferma il presidente Bashar el Assad nel suo primo discorso al nuovo parlamento eletto all’inizio di maggio, accusa la comunità internazionale per quanto sta avvenendo nel suo Paese. E’ “ormai evidente il ruolo internazionale” nella crisi siriana, per lui il Paese si trova di fronte ad una “guerra combattuta dall’esterno”.
“C’é una escalation di terrorismo nonostante le riforme”, ha aggiunto il Presidente. “Il ruolo della mediazione regionale ha fallito con la crisi siriana”, sottolinea. “Il processo politico avanza,ma anche il terrorismo.”ci può essere dialogo con i terroristi” e che il dialogo politico è stato avviato proprio con lo scopo di bloccarlo,ma al contrario si sta assistendo ad una sua escalation.Il presidente siriano Bashar Assad ha negato il coinvolgimento del governo nel massacro di Hula, che ha definito un “brutto crimine”, ha affermato.

“Se non proviamo il dolore che stringe il cuore,come io lo provo, per le scene truci specialmente dei bambini, allora non siamo esseri umani”,ha proseguito Assad nel suo primo commento pubblico sulla strage di Hula. Poi il presidente ha messo in ridicolo gli oppositori per il loro invito alla libertà:
“Questa libertà che loro chiedono si è trasformata in resti umani dei nostri figli e questa democrazia della quale parlano sta ora annegando nel nostro sangue”. In difesa della Siria scende, oltre la Russia e la Cina, scende l’Iran, accusato Turchia, ArabiaSaudita e Qatar di “servire gli interessi di Israele e Stati Uniti in Siria, avvertendo Ankara su un possibile peggioramento dei rapporti bilaterali.
“Americani, israeliani, alcuni Paesi europei e certi del Golfo hanno incaricato la Turchia di realizzare il loro obbiettivo, che è quello di rovesciare il governo di Bashar al-Assad al fine dipreservare il regime sionista” ha dichiarato il principale consigliere militare dell’Ayatollah Ali Khamenei, generale Yahya Rahim Safavi. Nonostante la Turchia sia “un rivale strategico per l’Iran” le relazioni bilaterali sono “buone”: “Speriamo che l’America e i sionisti non riescano ad alterarle”, ha concluso Safavi.

L’Europa ostile e sostenitrici dei gruppi rivali naviga nell’ambiguità ma riconosce che nessuna soluzione non può essere senza la Russia. Il ruolo della Russia “cruciale” per il successo del piano dell’inviato speciale dell’Onu e della Lega araba Kofi Annan per la pace in Siria.
Lo ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera comunitaria,Catherine Ashton, dopo aver discusso della crisi siriana con Annan, al quale ha ribadito il pieno sostegno dell’Ue. La situazione in Siria uno degli argomenti principali del vertice Ue-Russia in corso a San Pietroburgo, a cui partecipa anche la Ashton.

“Vogliamo lavorare a stretto contatto con Mosca per trovare una via per mettere fine alla violenza e per sostenere il piano in sei punti di Annan”, ha spiegato l’Alto rappresentante Ue. Il quotidiano ufficiale del Partito comunista cinese intervenuto il 3 Giugno con forza contro l’ipotesi di un intervento militare in Siria da parte dei paesi occidentali, confermando che Pechino,come Mosca, non condividono la soluzione bellica nemmeno dopo l’inasprimento della guerra civile nel paese.
“La questione siriana deve essere risolta dalla gente siriana, le forze esterne non hanno il diritto di immischiarsi”:citando il Quotidiano del Popolo,il New York Times spiega che questa posizione rispecchia esattamente quella espressa venerdì dal presidente russo Vladimir Putin, il quale pur rilevando preoccupanti segnali di un’imminente guerra civile, si detto contrario all’intervento occidentale.
Russia e Cina, che si oppongono da sempre a una guerra in Siria, hanno ribadito la loro posizione negli ultimi giorni, anche perché con l’inasprimento delle violenze, soprattutto dopo la strage di Houla, i governi arabi e occidentali sono tornati a discutere con forza della possibilità di ricorrere alle armi per fermare la carneficina.
(Sit)La Siria e lo scudo antimissilistico della Nato hanno rappresentato i due principali argomenti di discussione della visita in Francia ed in Germania, tutto sommato deludente, del presidente russo Vladimir Putin.
Mentre con la cancellierà tedesca, Angela Merkel, Putin ha condiviso la preoccupazione di evitare un intervento militare in Siria, la conferenza stampa tenuta con l’omologo francese, Franois Hollande, ha evidenziato le loro divergenze sulle questioni diplomatiche, sottolinea il quotidiano “Le Figaro”

Il capo dell’Eliseo considera l’allontanamento del presidente siriano, Bashar al-Assad, preliminare a qualsiasi soluzione politica; ma Putin non abbandona l’alleato mediorientale, sottolineando che i regimi imposti dall’esterno creano il vuoto e citando il caso della Libia.
Il leader russo suggerisce di puntare ancora sul piano delle Nazioni unite, ma senza inasprire le sanzioni contro Damasco che, a suo dire, “non funzionano”. Gli ultimi eventi Siria hanno mostrato che non vi sono alternative al piano di pace di Kofi Annan. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, sottolineando che ora “il compito principale e’ quello di consolidare gli sforzi di tutti i partecipanti per una piena applicazione delle proposye di Annan”.
In una conversazione telefonica con l’inviato dell’Onu e della Lega Araba, Lavrov ha detto che Mosca continua i contatti con le autorità siriana e con l’opposizione per facilitare un dialogo politico e, si legge in una nota del ministero degli Esteri, viene chiesto ai paesi che “hanno influenza sui gruppi dell’opposizione siriana” di “agire nello stesso modo”. Inoltre, con un altro comunicato, il ministero degli Esteri russo ha criticato una risoluzione sulla Siria adottata dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu.
“La Russia ha condannato con la massima fermezza il massacro di civili di Hula del 25 maggio” si legge nel comunicato che però afferma che il testo della risoluzione del Consiglio va infatti oltre e contraddice il contenuto della dichiarazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu del 27 maggio” Mosca ha posto il veto sulla risoluzione perché “di parte e non bilanciata: il governo viene dichiaarato colpevole di tutti i crimini commessi in Siria accusato di violazioni dei diritti umani e non vi é nessuna denuncia delle azione di armati, banditi e terroristi”.

Talal Khrais

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