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Il mondo del cinema? Il modo più diretto per non fare l’impegato

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Qualche battuta con Romolo Eucalitto, fotografo di scena

 

Ha lavorato con i grandi del nostro cinema, da Carlo Verdone a Ferzan Ozpetek. Ma nessuno gli ha lasciato un segno particolare. I segni, semmai, li ha lasciati lui, che con il suo lavoro di fotografo di scena ha immortalato l’altra faccia del cinema italiano, quella dei momenti di pausa, degli scatti rubati e non ‘ufficiali’. È Romolo Eucalitto, che ci regala qualche battuta senza prendere nulla troppo sul serio… tranne la sincerità, naturalmente.

 

Alcuni dei più recenti scatti di Romolo Eucalitto stanno già facendo storia: sono quelli catturati sulla scena del film del regista turco-italiano Ferzan Ozpetek ‘La magnifica presenza’, un dramma commedia uscito nelle sale lo scorso marzo. Ma Romolo ha lavorato anche con Carlo Verdone, con cui condivide la passione per la fotografia, oltre che con tanti altri miti del cinema. Di tutti quelli che ha conosciuto, Romolo non ha cercato l’amicizia, ma ha provato a capirne l’anima attraverso i suoi scatti.

Nelle tue fotografie ci sono tutti i personaggi più celebri del cinema italiano: c’è qualcuno che ti ha lasciato un segno diverso dagli altri?

A dire il vero, no. Proprio no. È difficile che i rapporti sul set lascino un segno. Può nascere simpatia, amicizia; si può andare a cena insieme. Può perfino nascere un feeling particolare. Ma nulla di più. E poi, sul set non sono in cerca di amici, ma di persone che alimentino le mie fantasie.

Il mondo del cinema è stato una scelta casuale o voluta?

Una scelta voluta. Da bambino ero affascinato dal mondo del cinema e dello spettacolo. In fondo, il cinema è il modo più diretto per non fare l’impiegato. Detto questo… ero appassionato di Kubrick, Fellini e Hitchcock e lo sono ancora oggi.

Come è nata la tua passione per la fotografia?                                                                                                                                                              

Eravamo un gruppo di amici che in comune avevano la passione per la fotografia. È nata così: la sera uscivamo e facevamo foto di tutti i tipi, poi le sviluppavamo.  Per quanto riguarda i miei studi: la strada, è lei che mi ha insegnato tutto.

Hai un legame speciale con Ferzan Ozpetek: cosa avete in comune?

La passione per il bello e per la fotografia, che condivido anche con Carlo Verdone. Carlo fotografa i cieli. Sembra strano, ma in ogni cosa c’è la sua bellezza. Ozpetek e Verdone sono due grandi registi: tra noi c’è una stima reciproca.

Hai viaggiato molto anche nei paesi arabi. Cosa pensi del mondo dell’islam personalmente? Ti sembra che sia rappresentato correttamente nella stampa del nostro paese?

Sul campo, nei paesi arabi, ho sempre avuto l’impressione di una religione ‘buona’, aliena dalla violenza. Sono sempre gli uomini a interpretare male le religioni per i loro interessi. Non saprei dire se la stampa rappresenti l’islam in modo corretto. Di sicuro c’è che gli arabi sono mal considerati in occidente e che le loro donne non vivono bene perché sono emarginate dalla nostra della società.

MONICA MISTRETTA

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