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Il governo porta l’Italia in una spirale di depressione

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Guido Crosetto, deputato economista del Popolo della Libertà, intervistato da Affaritaliani.it, critica il premier e il governo per le parole pronunciate da Monti nella conferenza stampa di fine anno.

“Forse bisogna che il governo e il presidente del Consiglio ritrovino un po’ di verve”, attacca l’ex sottosegretario del Pdl. “Ho l’impressione che, in parte per l’effetto delle manovre e in parte per una tristezza congenita, si stia rischiando di portare il Paese in una spirale di depressione, non solo economica ma anche psicologica. Non sono convinto come Casini che sia sufficiente sedersi ed attendere il verbo. Penso che debba essere responsabilità di tutti i partiti pungolare questo governo, sollecitarlo attraverso proposte concrete che in qualche modo invertano la spirale distruttiva che rischia di paralizzare prima i consumi e poi ogni speranza di crescita”.

Secondo Crosetto “la famosa fase 2 deve partire con proposte serie, innovative, magari mettendo in discussione alcuni interventi della fase 1, i cui effetti deleteri si stanno già manifestando nei consumi. Io sono convinto che il governo Monti, stante la situazione economica internazionale, sia ineludibile ma questo non significa abbandonare ogni tipo di proposta né credere che Monti possa essere possessore del verbo. Ho l’impressione invece che molti politici che lo difendono pregiudizialmente lo facciano per non prendersi la responsabilità di confrontarsi con la realtà e di fare proposte. Monti deve rappresentare per chi crede in un futuro nel Paese non la guida a cui affidare acriticamente la possibilità di salvezza ma uno strumento al di sopra dei partiti e delle diatribe dei partiti a cui affidare idee serie ed il compito di portarle avanti, potendo usufruire di una maggioranza che non ha precedenti nella storia democratica italiana e che probabilmente non esisterà neppure nei decenni avvenire”.

“Ciò che non può mancare in questa fase, però, è la cinghia di trasmissione tra un governo di alto livello ma fatto soprattutto di tecnici, professori e burocrati e il Paese reale fatto di artigiani, operai, agricoltori, pensionati, lavoratori autonomi e subordinati i cui problemi sfuggono a chi non li ha mai vissuti e non li conosce nella realtà. Questo è il compito della politica e dei partiti in questa fase e questa è la risposta a queste attese, a queste domande e a queste speranze è ciò che è mancata nella conferenza stampa di oggi. Una conferenza stampa seria, di alto profilo ma che forse va bene per parlare tra professori universitari o amministratori delegati e non per il significato che può avere per 60 milioni di persone, che necessariamente devono poter avere una visione non negativa sul futuro prossimo ed un minimo di speranza. Perché se così non fosse ci sarebbe una chiusura a riccio di ogni persona, di ogni famiglia, di ogni azienda con l’ovvia conseguenza di aumentare la recessione già in atto”.

ClipFilm Europa Renzo Benvegnu’Fonte: (Affaritaliani.it)

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