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I rifugiati siriani: a chi interessano i loro problemi? Russia dona 10 mln. di dollari per rifugiati in Libano e Gordania

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Dove si dirigono i rifugiati siriani in fuga dal conflitto? Secondo le previsioni dell’ONU, nel 2014 già più di quattro milioni di persone si vedranno costretta ad espatriare dalla Siria a causa del conflitto interno scoppiato nel marzo 2011. Intanto, le quote mondiali ufficiali per i rifugiati siriani sono di 10 mila persone.Hundreds of Migrants rescue close to Catania's coast

I rimanenti saranno alloggiati in campi di fortuna allestiti nei paesi confinanti. Si consideri che l’aumento non controllato degli immigrati implica inevitabilmente l’insorgenza di nuovi problemi nella regione.

I rifugiati siriani in fuga si dirigono in Turchia, Libano, Iraq, Giordania, e più oltre – verso l’Europa. Ma il loro arrivo suscita poco entusiasmo all’estero,- dice Elena Suponina, capo del Centro per lo studio dell’Asia e del Medio Oriente presso l’Istituto Russi di Studi Strategici:

Per gli immigrati diventa sempre più difficile stabilirsi all’estero. Se nei primi mesi di conflitto i paesi limitrofi ospitavano i rifugiati siriani con entusiasmo, ora la situazione è diversa. Ai confini è stato appesantito il controllo. Una serie di paesi è chiusa ai siriani. Per esempio, è estremamente difficile per loro trasferirsi in Egitto, solo su inviti speciali.

Un esempio caratteristico in questo senso è la Turchia che sin dall’inizio sostiene attivamente le forze che conducono in Siria la lotta armata contro le autorità. Nel suo territorio è comparso uno dei primi campi per i rifugiati siriani che ora, stando ai dati ufficiali, sono più di 500 mila. Ancra ha deciso di chiudere l’afflusso di rifugiati. A questo scopo nei pressi della città confinaria di Nusaibin è stata avviata la costruzione di un muro di pietra alto due metri, con il filo spinato e video camere di sorveglianza. Secondo le previsioni, simili barriere appariranno anche in altri tratti della frontiera turco-siriana lunga 900 chilometri.

Il confine della Siria con il Libano è di gran lunga più corto – 356 chilometri. Ma lì trova rifugio una grande parte dei profughi. Solo stando ai dati ufficiali in Libano ne sono stati registrati più di 700 mila. Per un paese con la popolazione di 4 milioni di abitanti sono prove dure!,- dice Joel ID, segretario del servizio stampa dell’Ufficio di rappresentanza dell’ONU per i profughi in Libano:

Francamente, sono prospettive poco confortanti. Non accenna ad esaurirsi l’afflusso di rifugiati verso il più piccolo paese di quelli che confinano con la Siria. A questo punto va constatato che i libanesi locali sono costretti ad aiutare i rifugiati siriani anche se essi stessi hanno una posizione economica poco stabile.

La Russia ha già concesso 10 milioni di dollari per i rifugiati siriani in Libano e in Giordania. Anche l’Iraq richiede assistenza finanziaria in relazione al continuo aumento dell’afflusso di profughi.

Martedì i Ministri della Giustizia e dell’Interno dell’Unione Europea hanno discusso la tragedia avvenuta nei pressi di Lampedusa dove il 3 ottobre è affondata una natante con a bordo rifugiati provenienti dall’Africa. Di 1500 passeggeri sono sopravvissuti solo 155. L’Ue ha deciso di trarne una lezione e ha dichiarato di intendere creare un apposito servizio che avrà il compito di pattugliare l’area d’acqua tra Cipro e la Spagna, di intercettare le navi con rifugiati diretti verso l’Europa. Non è prevista nessun’altra modifica nella politica dell’Ue nei confronti dei rifugiati. “Non ce n’è bisogno!”,- ha dichiarato a tale proposito il titolare del Ministero dell’Interno della Germania Hans-Peter Fridrich.

Il capo del Comitato Internazionale della Croce Rossa Peter Maurer, invece, sostiene che tale bisogno esiste. Egli esorta a fornire assistenza più consistente ai vicini della Siria, che stanno tentando di far fronte all’immenso afflusso di gente che arriva da questo paese. Anzi, insiste sulla necessità di fornire assistenza medica ed alimentare ai rifugiati che restano in Siria. Tanto più che sono il doppio di quelli che hanno lasciato la Siria, ma a causa delle sanzioni economiche internazionali stanno versando in condizioni veramente spaventose. Lo ha indicato più volte la Russia. Ci si aspetta che il problema sarà sollevato alla prossima conferenza internazionale Ginevra-2, che nella migliore delle ipotesi si potrà svolgere a metà novembre. L’obiettivo dei promotori della conferenza è trovare le vie politiche della soluzione del conflitto in Siria. In caso contrario, il numero dei rifugiati continuerà ad aumentare destabilizzando ineluttabilmente la situazione nei paesi confinanti e minacciato di gravi problemi tutti gli altri.

Redazione online Fonte La voce della Russia

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