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I gusti delle emozioni interiori

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Le persone che fanno il lavoro intellettuale e devono riflettere molto, sono attratti molto spesso dai cibi salati e piatti forti. L’individuo molto conservatore, ha una predilezione per i cibi in scatola, in particolare affumicato e preferiscono tè forte senza zucchero (in genere, sono alimenti ricchi di acido tannico). Coloro che amano i cibi piccanti denotano il desiderio di nuove emozioni, sono persone che amano le sfide, anche se si lamentano che quel piccante fa loro male mangiano lo stesso, è più forte di loro, diametralmente opposti a quelli che si limitano a mangiare cose morbide: senza sale o spezie. Queste persone evitano tutto ciò che è nuovo, non provano interesse nelle sfide e temono alcun confronto. Questa paura può essere accentuato fino a farli adottare un regime di alimentazione da ospedale (mangiare tutto in bianco senza condimenti), come lo stomaco del paziente o malato. La prima zona del sapore è dolce, perchè è l’affetto il motore delle nostre emozioni, dopo viene la zona del salato, quindi dell’interesse e le motivazioni, poi il gusto si avvia all’interno della lingua per reggere il sapore acido, la sfida, l’avventura, i problemi, e infine la poste profonda e posteriore della lingua la zona amara, la frustrazione, la crisi, la delusione, il dolore…. quindi in base ai sapore che ci chiede il nostro palato possiamo determinare una guida per percepire lo stato d’animo delle nostre emozioni.

Yulia Shetsernikova

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