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I bambini possono mangiare alimenti da adulti e a partire da quale età?

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Risponde Gianni Bona, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università del Piemonte Orientale di Novara:
9d477a8953f33d8cafc9b7fc254187aaIn passato la tendenza dei pediatri era quella di dare il via libera a un alimentazione ‘da adulti’ subito dopo lo svezzamento, a partire già dal primo anno di età. Oggi si è più prudenti e si raccomanda ai genitori di prestare particolare attenzione alla composizione e provenienza degli alimenti nella fascia da 1 a 3 anni, soprattutto quando si scelgono prodotti confezionati e inscatolati.
Dal sesto mese di età il neonato è pronto dal punto di vista psicologico, motorio e digestivo ad alimenti che integrino il latte materno, come pasta, pane, carne, latticini, frutta e verdura. Si deve sempre ricordare, però, che il bambino non è un piccolo adulto ed è più sensibile all’eventuale presenza di contaminanti tossici nei cibi, derivati dai processi industriali: questi hanno un impatto sulla salute in tutte le fasce di età, ma sono ben più pericolosi nei primi anni di vita in cui l’organismo cresce rapidamente e si sviluppa da un punto di vista funzionale. bambini-mangiano-dolci-20Le normative europee che regolano la produzione di alimenti confezionati destinati alla prima infanzia sono molto più restrittive in termini di sicurezza delle materie prime rispetto a quelle generali. Si dovrebbe evitare di esporre il bambino a un effetto ‘accumulo’ di questi contaminanti tossici, mettendo in tavola piatti già pronti o prodotti confezionati tutti i giorni e per tutto l’anno. In genere si consiglia, quando possibile, di selezionare prodotti destinati alla fascia di età dell’infanzia, più sicuri, e soprattutto variare frequentemente gli alimenti proposti al bambino, sia per origine che per composizione.
Un’ampia varietà di scelta degli alimenti consente anche di limitare gli errori nutrizionali. Non è semplice per un genitore stabilire in autonomia una dieta quotidiana che soddisfi i fabbisogni del bambino, dal punto di vista calorico e nutrizionale, seppur si seguano le raccomandazioni del pediatra o del nutrizionista. In generale, il buon senso può orientare nella scelta dei pasti e a mantenere il corretto equilibro tra carboidrati e proteine, limitando però la carne nell’arco della settimana, sostituibile con pesce o legumi. Per raggiungere un apporto sufficiente di micronutrienti, sali minerali e vitamine il consiglio è di utilizzare frutta e verdura, possibilmente crude.
E’ bene sottolineare, infine, che l’alimentazione infantile, già dai primi mesi di vita, ha una valenza educativa: studi scientifici confermano che le corrette abitudini a tavola, consolidate fino al terzo anno di età, avranno un impatto determinante anche sulla salute e costituzione del futuro adulto.

Redazione online

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