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Giappone, situazione fuori controllo. A rischio anche l’Italia

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Il disastro nucleare giapponese avrà un impatto anche sulla salute della popolazione europea e di quella italiana, anche se si tratta di un impatto non ancora calcolabile. Da un lato, infatti, sappiamo già che Fukushimala nube radioattiva si è spinta fino in Europa, dall’altro c’è il rischio legato al “cibo globalizzato”. Sono in molti, oramai, ad esserne convinti, specialmente dopo che le autorità giapponesi hanno confermato di aver innalzato al livello massimo di 7 la classificazione dell’incidente nucleare provocato dal terremoto e dal successivo tsunami dell’11 marzo scorso in Giappone. Si tratta dello stesso grado di gravità che fu stabilito per Cernobyl. Tra i commenti allarmati quello di Sergio Ulgiati, professore di Chimica dell’Università Parthenope di Napoli, e membro del Comitato scientifico di Wwf Italia. Secondo l’esperto “L’ipotesi peggiore da scongiurare è un’esplosione di idrogeno con l’immissione di forti quantitativi nell’atmosfera”, che comporterebbe elevati “rischi di contaminazione della catena alimentare. Pericolo legato soprattutto al commercio globalizzato del cibo”. La contaminazione passa anzitutto per “il rilascio dei radionuclidi di media e lunga durata nell’atmosfera e nell’acqua”, cui consegue una grave compromissione della catena alimentare. Il rischio coinvolge anzitutto le aree geografiche limitrofe, come Cina e Corea, ma considerando il commercio globalizzato del cibo, non ha confini.

“Sappiamo inoltre – continua Ulgiati – che la nube radioattiva è già arrivata in Europa anche se di bassa radioattività. Questo significa solo che il numero delle persone che sarà colpito da un cancro per radioattività sarà inferiore a quello del Giappone, dove sono stati calcolati circa 4mila morti di cancro entro il 2050 a causa dell’incidente di Fukushima”. Dunque effetti certi anche per il nostro paese: “possiamo dire che, anche per l’Italia, è impossibile prevedere gli effetti dell’incidente nucleare in Giappone – conclude il chimico – ma possiamo affermare che sul lungo termine di sicuro ci saranno”. La situazione è come quella di Cernobyl, secondo Legambiente, che denuncia le reticenze e la disinformazione successive al disastro.
Cupe le previsioni sul futuro di Fukushima e della salute globale in seguito al catastrofico evento, secondo il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza: “il territorio gravemente contaminato, una dieta zeppa di radionuclidi, l’abbandono totale della ricerca e degli aiuti per le popolazioni vittime del disastro, una crescita esponenziale delle patologie legate alla contaminazione, che aumenteranno sempre più col passare dei decenni”.

 Yulia Shesternikova

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