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Formaggi vegetali di tutti i gusti, da oggi si può

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529959_140147456113420_113024910_nMentre alcune persone non vogliono sostituire un prodotto di origini animale come il formaggio con qualcosa che sembri e/o ne abbia un sapore molto simile, altre la trovano un aggiunta utile ed interessante alla loro dieta.
Nessun sostituto privo di sostanze di origine animale comunque può imitare con precisione i prodotti lattiero-caseari.
Questo perché è la proteina principale presente nei formaggi tradizionali, la caseina, che impartisce le caratteristiche uniche di fondibilità e elasticità.
Comunque, se siete amanti del formaggio, i nonformaggi vi faranno girare la testa.
Sono quanto di più vicino ai formaggi “veri” si possa realizzare senza l’utilizzo di prodotti di origine animale.
Ancor meglio, sono preparati con ingredienti sani e naturali, e in questo modo potrete gioire senza sensi di colpa mentre ne assaporate ogni fetta.
Il formaggio caseario, per sua stessa natura è ricco di grassi animali, colesterolo, proteine del latte, caseina, lattosio, calorie, e sodio e i nonformaggi replicano tutto ciò che del formaggio è più amato sforzandosi di eliminare molti dei suoi difetti.

E’ stato pensato e concepito tradizionalmente proveniente da latte animale; negli studi scientifici fatti nelle decadi passate il latte di origine animale si è dimostrato essere nocivo per una buona salute oltre che crudele. Quindi perché consumiamo latte e formaggi da fonti di origine animale?! E’ solo per gratificare un gusto acquisito? Se si, perché non diamo al nonformaggi una chance?

I Nonformaggi sono prodotti da ingredienti esclusivamente vegetali. Questo è un modo grandioso per godersi il sapore del formaggi senza estorcere ad altre madri animali il loro latte, concepito, solo per i loro cuccioli. I nonformaggi inoltre dimostrano una questione basilare ovverosia che non c’è una sostanza straordinaria nel latte che conferisce un sapore formaggioso al formaggio. Sono piuttosto il procedimento e la lavorazione ad essere determinanti e sufficienti.
Per produrre il formaggio il latte animale può essere sostituito con ingredienti ottenuti da fonti di origine vegetale.

I Nonformaggi non vogliono imitare il sapore e la consistenza dei formaggi a base animale, ne avere un contenuto nutritivo simile e anziché essere imitazioni opache come detto ora dei loro cugini a base lattiero-casearia catapulteranno di sicuro le vostre papille gustative verso stimolanti nuove avventure fornendo nel mentre il comfort della familiarità.

Ho cominciato a creare i nonformaggi, stimolato dalla lettura di blog, articoli e libri, in risposta alle innumerevoli persone che mi dicevano che non sarebbero mai riuscite e a rinunciare e a vivere senza il formaggio. Maestra è stata in ogni caso l’americana Jo Stepaniak, con il suo Uncheese Cookbook.

Volevo dimostrare che non solo è possibile vivere senza il formaggio ma che può essere fatto deliziosamente.

I nonformaggi sono realizzati e concepiti con la consapevolezza che il formaggio è un alimento familiare, confortevole e gratificante, e che cambiare la propria dieta è una decisione molto personale ed emotiva. Non è semplice separarsi da cibi che evocano i nostri ricordi più cari, cibi che abbiamo conosciuto e amato fin dall’infanzia e che semplicemente hanno un buon sapore.

Molti nonformaggi sono le versioni vegetali di quei cibi ben noti e confortanti altri sono nuove creazioni che spero diventeranno classici nel vostro repertorio culinario.

Tutti i nonformaggi sono completamente senza colesterolo, lattosio e non contengono in alcun modo prodotti di origine animale.

Tenete inoltre presente che i nonformaggi sono destinati a essere consumati come condimenti. Dovrebbero cioè aumentare sapore e sostanza ai piatti ma non rappresentare il piatto stesso. Se completerete i vostri piatti con frutta, verdure, legumi, e cereali integrali, il consumo complessivo di grassi rimarrà nei limiti salutari anche con l’integrazione di queste deliziose alternative non casearie al formaggio.

Tutti i grassi provengono unicamente da fonti vegetali. Non ci sono grassi animali che aumentano colesterolo alla vostra dieta, grassi idrogenati o saturi, sostituti sintetici dei grassi, ne esaltatori di sapore e nessun colorante artificiale.

Se vi manca il formaggio, i vostri desideri sono stati esauditi.
Tuffatevi e proverete l’estasi suprema del nonformaggio!

– Sin da quando gli animali sono stati tenuti in cattività e si è cominciato ad allevarli per sfruttarne le loro risorse le civiltà di tutto il mondo, raggiunto un certo livello di agiatezza, hanno intessuto una vera e propria relazione sentimentale con il formaggio facendolo diventare un vero e proprio alimento di culto.

Ne è una prova infatti, ritornando ai giorni nostri che le persone spesso dicono: Potrei rinunciare facilmente ai latticini tranne che ai formaggi.
E’ comprensibile! Quei sapori unici e quel sapore caratteristico penetrante
sono difficili da abbandonare.
A causa del suo magnifico sapore, della grande adattabilità, e dei modi insidiosi di appagare le smodate voglie di sale e grassi, il formaggio è stato elevato ad una posizione di alta nobiltà.
L’infatuazione per il formaggio, ha generato alcune affascinanti creazioni culinarie, e ha affermato la sua influenza in ogni categoria di menu, dalle zuppe, ai pani, dai piatti principali ai dolci.
E’ più di un semplice condimento o di un componente di una ricetta, il formaggio è ufficialmente sinonimo di tradizione.
Ma a dispetto della passione che la nostra cultura ha per le sue idiosincrasie
culinarie, siamo stati obbligati a confrontarci con le serie ripercussioni di queste abitudini dietetiche: Il latte e i prodotti da esso derivati sono ricchi di grassi, colesterolo e proteine, e sono completamente privi di fibra alimentare.

Esiste un numero crescente di persone nel mondo che crede che non solo bere il latte di un’altra specie sia aberrante, ma che l’utilizzo di alimenti animali di ogni tipo  inevitabilmente porti ad abusi della salute, dell’ambiente, degli stessi animali
Gli abusi della salute sono dovuti all’ingestione di alimenti che sono ricchi di grassi, colesterolo, e proteine, difficili da digerire e che contengono quantità significative di batteri, ormoni e antibiotici.

Abbiamo quindi ragioni convincenti per cercare delle alternative. Per alcune persone, queste ragioni riguardano l’allergia, o l’intolleranza alimentare; altre sono preoccupate del modo in cui i vitelli e le mucche vengono sfruttate per la creazione del formaggio.
Alcune, consapevoli del danno fatto dall’industria casearia al suolo, all’acqua, e all’aria, scelgono di minimizzare la propria impronta sull’ambiente.
Altre ancora sono preoccupate dell’elevato contenuto di grassi dei latticini come il formaggio e degli effetti dei vari componenti del latte vaccino sulla loro dieta.

Il latte i prodotti da esso derivati infatti sono stati implicati come una causa o come un fattore esacerbante in una miriade di disturbi: disordini gastrointestinali, inclusa la diarrea cronica, mal di testa, malattia coronarica, allergie, problemi respiratori, alcuni cancri, anemia da deficienza da ferro, artrite reumatoide, osteoporosi e obesità. E, a dispetto del fatto che molte persone in altri paesi nel mondo non bevono latte dopo lo slattamento e raramente soffrono di queste condizioni mediche, l’industria casearia continua a bombardarci con pubblicità che asseriscono che il latte è un alimento salutare e una necessità per soddisfare i fabbisogni di calcio. Un’altra ragione per limitare l’assunzione di latticini è che il latte vaccino è molto carente di ferro e può inibire l’assorbimento del ferro da parte di  altri alimenti del 50 percento o più. Invece di diminuire l’assorbimento del ferro, i nonformaggi aggiungono ferro alle vostre diete.

Date un occhio qui: per sapere dove le/i vegan* assumono il ferro http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/vrg/ferroveg.html#stato

Poi sono da elencare gli abusi che vanno oltre la mera sfera personale:
Il danno ambientale è causato da un numero di processi comuni nella società
moderna:

1 ) La produzione e l’utilizzo di fertilizzanti chimici e pesticidi usati nella produzione di cibo per animali
2) tossine emesse nell’atmosfera durante il trasporto di animali e prodotti animali
3) l’uso inefficiente di terra, acqua, energia, e altre risorse usate in
zootecnia

A livello globale, gli abusi della superficie terrestre includono l’erosione del suolo, e l’irreparabile sfruttamento ambientale delle foresta pluviale e altri habitat che sono stati rasi al suolo per fornire colture e terreni da pascolo per sostenere numeri esorbitanti di animali.
Poi esistono naturalmente gli abusi sugli animali stessi
Una delle ragioni per cui anche molti vegetariani esitano ad intraprendere la via verso il veganismo, è proprio il formaggio. Più in particolare, non vogliono smettere di mangiare il formaggio e gli orrori sono meno evidenti con i prodotti lattiero-caseari rispetto a quelli con la carne.
Ma forse però ci si dimentica del caglio e della sua provenienza. Infatti il caglio di origine animale è estratto dai vitelli o ovicaprini non svezzati, ed è utilizzato proprio per la produzione del formaggio.
Siamo stati persuasi inoltre a pensare che il latte sulle nostre tavole venga fornito da una mucca felice proveniente da un’idiliaca fattoria.

Quello che non ci è stato detto è che la fattoria idilliaca è in realtà una fattoria che si dedica completamente ad un unico scopo: massima produzione di latte al costo più basso possibile.
Alla mucca è stata negata la sua vita naturale e il piacere di foraggiare, ruminare e prendersi cura dei propri cuccioli. é stata allevata, medicata, impiantata di ormoni, inseminata artificilmente e tenuta in maniera perpetua gravida per fornire un unica cosa – la produzione continua di latte per il
profitto. La sua vita sarà confinata in un angusta e stretta stalla di cemento per circa 10 mesi incatenata al collo e incapace di camminare o rigirarsi.
Due o tre volte al giorno verrà attaccata ad una macchina elettrica per il latte proprio come un rotella in una catena di montaggio di una fabbrica.
Come risultato di essere spinta a produrre tre o quattro volte più latte di quanto normalmente ne darebbe ai suoi cuccioli, sarà a rischio costante di numerose malattie, infezioni, molte delle quali fatali. Sopravviverà a soli quattro anni di questa crudele, vuota vita mentre sotto condizioni naturali potrebbe viverne dai 20 ai 25. Quando infine non sarà in gradi d rispondere al livello di produzione di latte richiesto, affranta ed esausta verrà imballata su un camion affollato per trasportarla alla sua destinazione finale-l’industria della carne.

Non solo è possibile vivere senza formaggio, ma può essere fatto come detto in precedenza in modo salutare e inequiparabilmente godurioso!

Fonte formaggivegani.it

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