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Festa del Pipen 2013

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Torricella del Pizzo – E’ in partenza nel cuore nel paese la due giorni dedicata alla 8ª Festa dal Pipen ( “Festa del Piedino di Maiale Lessato” ) dove le prelibatezze del maiale s’incontrano con storia e tradizione. Una manifestazione in grande crescita che interpreta un connubio tra il recupero delle tradizioni legate alla lavorazione delle carni del maiale e all’esaltazione del prodotto tipico locale, vale a dire il salame con filetto. Un prodotto importante recuperato dalla storia e riproposto in forma rinnovata ed esaltata.
Saranno presenti, bancarelle di prodotti tipici, mostre, degustazioni, convegni.
Sabato 19 serata dedicata alla risata con il comico Max Pieriboni interprete a Colorado Cafè, il gruppo Dedalo che stà spopolando fra i giovani e che anche quest’anno saranno ospiti a Sanremo Talent Up, la regina del Burlesque Francesca Cavallotti.
Domenica 20 (dalle ore 11) apertura cucine con distribuzione del piedino lessato con contorno di salse e mostarde, cotechini, salsicce con polenta, cotiche con fagioli, marubini in brodo ecc ecc…… e dalle ore 16 polenta pasticciata gratis per tutti.
Durante la manifestazione è possibile visitare il Museo di strumenti musicali meccanici dove si potranno ascoltare anche musica legata al Risorgimento Italiano e il Museo di Storia Naturale con fossili, conchiglie e minerali da tutto il mondo
Torricella del Pizzo
Il nome si riferisce alla sua posizione strategica sul fiume: il primo nucleo del paese sorse, alla fine del 1300, come luogo di avvistamento fornito di una piccola torre, su di un isolone del Po (pizzo) saldatosi in seguito alla terraferma. Sono di probabile origine etrusca gli argini che si scorgono dalla strada proveniente dal vicino centro di Motta Baluffi. Anticamente la zona era interamente ricoperta dalla palude creata dalle periodiche inondazioni del fiume, il cui letto scorreva più a nord rispetto all’attuale percorso, lambendo il borgo. Pur avendo tentato per secoli la popolazione di arginare le devastanti piene, nel 1523 la regione rimase vittima di una rovinosa inondazione del Po che, rompendo gli argini nella località di Gussola, abbandonò l’antico alveo. Esistono pochi riferimenti storici riguardanti-CR-LC-LO-MN la località, per via della confusione generata da un’omonimia con un vicino centro parmense; si sa per certo che fino al Congresso di Vienna, tenutosi nel 1815, fu sotto la giurisdizione del ducato di Parma. Nel novero dei monumenti che testimoniano il passato figura la chiesa parrocchiale di San Nicola, la cui posizione è decentrata rispetto al centro abitato per proteggerla dalle frequenti inondazioni. Dalla struttura alquanto lineare, presenta una facciata ad arco arricchita da nicchie e loculi, mentre l’interno è a navata unica sulla quale si affacciano piccole cappelle laterali. L’architettura civile conta una torre quattrocentesca e una cascina fortificata, della fine del ‘700, cui sono state sovrapposte aggiunte di stampo romantico.
Localizzazione
Sorge nella pianura di Piadena, nei pressi della riva sinistra del Po, nella parte sud-occidentale della provincia, a confine con quella di Parma (Emilia-Romagna). È compresa tra i comuni di Scandolara Ravara, Gussola, Sissa (PR), Roccabianca (PR) e Motta Baluffi. A 11 chilometri corre la strada statale n. 343 Asolana; il più vicino tracciato autostradale è quello dell’A 21 Torino-Brescia, cui si accede dal casello di Cremona, posto a 28 chilometri. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea San Zeno-Parma, dista 12 chilometri. Il collegamento con la rete di traffico aereo è dato dall’aerostazione più vicina, posta a 125 chilometri, scalo tra i più importanti sulle rotte nazionali e internazionali. Per i voli intercontinentali diretti si utilizza l’aeroporto di Milano/Malpensa, distante 177 chilometri. Il porto commerciale e turistico è raggiungibile a 206 chilometri.
Storia
Il nome si riferisce alla sua posizione strategica sul fiume: il primo nucleo del paese sorse, alla fine del 1300, come luogo di avvistamento fornito di una piccola torre, su di un isolone del Po (pizzo) saldatosi in seguito alla terraferma. Sono di probabile origine etrusca gli argini che si scorgono dalla strada proveniente dal vicino centro di Motta Baluffi. Anticamente la zona era interamente ricoperta dalla palude creata dalle periodiche inondazioni del fiume, il cui letto scorreva più a nord rispetto all’attuale percorso, lambendo il borgo. Pur avendo tentato per secoli la popolazione di arginare le devastanti piene, nel 1523 la regione rimase vittima di una rovinosa inondazione del Po che, rompendo gli argini nella località di Gussola, abbandonò l’antico alveo. Esistono pochi riferimenti storici riguardanti-CR-LC-LO-MN la località, per via della confusione generata da un’omonimia con un vicino centro parmense; si sa per certo che fino al Congresso di Vienna, tenutosi nel 1815, fu sotto la giurisdizione del ducato di Parma. Nel novero dei monumenti che testimoniano il passato figura la chiesa parrocchiale di San Nicola, la cui posizione è decentrata rispetto al centro abitato per proteggerla dalle frequenti inondazioni. Dalla struttura alquanto lineare, presenta una facciata ad arco arricchita da nicchie e loculi, mentre l’interno è a navata unica sulla quale si affacciano piccole cappelle laterali. L’architettura civile conta una torre quattrocentesca e una cascina fortificata, della fine del ‘700, cui sono state sovrapposte aggiunte di stampo romantico

di Cinzia Veneziano

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