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Ferrari Supercar. Tecnica. Design. Mito

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E’ stata inaugurata al Museo Ferrari di Maranello la mostra Ferrari Supercar. Tecnica. Design. Mito che ospita la nuova “LaFerrari”, appena svelata al Salone di Ginevra, oltre a tutte le vetture speciali in serie limitata che hanno contribuito a creare il mito.

La mostra, inaugurata dal Presidente Luca di Montezemolo, riprende la storia di tutti i modelli delle vetture speciali in serie limitata a partire dalla celebre 250 GTO presente anche nella versione 64, per proseguire con la GTO, la F40, la F50 e la Enzo, fino alla presentazione del nuovo modello, chiamato “LaFerrari” in quanto espressione massima delle eccellenze della Casa di Maranello. Parallelamente alle vetture stradali in serie limitata, sono esposte sia le vetture di Formula 1 che ne hanno ispirato la progettazione nelle diverse epoche, sia le versioni speciali destinate alle corse ed alla pista come la GTO Evoluzione, la F40 Competizione, la 599XX e la FXX
Una grande area della mostra illustra la nascita de “LaFerrari”, raccontandone i contenuti tecnici e la storia dello stile, illustrando nel dettaglio il cammino che è stato percorso dalla prima ideazione fino alla delibera della vettura definitiva, con l’opportunità di vedere anche due modelli in scala reale e le varie fasi di progettazione e sviluppo.
Informazioni
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 30 Settembre tutti i giorni della settimana, dalle 9.30 alle 18.00 e dal 1 maggio fino alle 19. I biglietti possono essere prenotati on-line sul sito www.museoferrari.com, così come le visite guidate all’indirizzo museo@ferrari.com. Il
Museo offre anche l’opportunità di serate per privati e aziende che possono farne richiesta all’indirizzo eventimuseo@ferrari.com.Per questa mostra l’editore Skira ha realizzato un importante e ricco catalogo che si trova in vendita al Museo di Maranello
SCHEDE VETTURE SPECIALI IN SERIE LIMITATA
250 GTO
Forse la più celebre delle Ferrari. Prodotta per la competizione dal 1962 al 1964 in appena 36 esemplari, tutti esistenti, dominò in pista e su strada, aggiudicandosi tre Campionati Internazionali Costruttori GT. La sigla GTO deriva dalla categoria nella quale correva che
richiedeva, per l’omologazione alle gare, un minimo di 100 vetture prodotte in un anno. Quando la Federazione la omologò quale evoluzione della 250 GT passo corto, divenne automaticamente 250 GTO, cioè GT Omologata.
Con il motore V12 di 2953 cc, evoluzione del “progetto Colombo”, con 300 cavalli ed alti valori di coppia già a basso regime e un cambio a 5 marce, cosa innovativa per quegli anni, la vettura risultò imbattibile. A contribuire al successo anche la leggerezza – solo 880 chili a
secco – e l’agilità. Oggi le sue quotazioni sono astronomiche e superano ampiamente i venti milioni di Dollari.
GTO
Ideato per le gare della categoria “Gruppo B”, il progetto della GTO nasce nel 1983. A Maranello si prende come base la 308 lavorando sul telaio, sempre in acciaio ma rinforzato, su passo e carreggiate e sulla dimensione delle ruote. Radicale il lavoro sul motore V8
biturbo, con due scambiatori di calore, come in F1. Perfezionata anche l’aerodinamica con l’aggiunta di generosi spoiler. La vettura fu presentata nel 1984 con destinazione stradale in quanto, nel frattempo, la Federazione non aveva sostenuto le gare in pista per il Gruppo B per il quale era stata ideata. Il suo successo fu immediato: dai 200 esemplari previsti si passò a 272, pochi comunque, cosa che oggi la rende rara e quotata.
F40
L’inatteso successo della GTO, diede a Ferrari l’indicazione del potenziale rappresentato da vetture stradali ispirate alla più avanzata tecnologia delle competizioni. Alla presentazione – Salone di Francoforte 1987 – l’abitacolo spartano propone esclusivamente quanto serve alla guida. Il telaio è in acciaio integrato da materiali compositi e Kevlar. Caratterizzata dal grande alettone posteriore, la carrozzeria stessa è in compositi. Il motore biturbo con ben 478 cavalli, quasi 80 in più rispetto alla GTO, garantisce un’accelerazione da 0 a 100 in 4,1 secondi, valore sconosciuto per l’epoca ed una velocità massima di ben 324 Km orari. Anche se annunciata per appena 400 esemplari, ebbe tale successo da costringere la Ferrari a produrla per cinque anni, in ben 1315 esemplari!
F50
Il numero 50 che caratterizza il modello si lega alla celebrazione del Cinquantesimo Anniversario della Ferrari, nel 1997. Il modello era stato presentato in anteprima al Salone di Ginevra del 1995 ed era nato parallelamente all’ultima Ferrari Sport realizzata a Maranello:
la 333 SP. Per questa nuova pietra miliare della tecnologia Ferrari, l’ispirazione venne dalla F1: abbinamento di una scocca in fibra di carbonio, come la monoposto, a un motore V12 di derivazione agonistica. E, come sulla F1, aveva la funzione portante dell’intero retrotreno. Di stile molto originale, la vettura si presentava con un tettuccio rigido asportabile, alloggiabile a bordo. Con le sue 349 unità la F50 è molto ricercata dai collezionisti.

Redazione online

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