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Favolose tinche di Cascina Italia

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Nel 1995 ci si chiedeva chi fosse Giacomo Mosso: un pazzo, un visionario o un idealista. Ora, a distanza di qualche anno, possiamo semplicemente dire che è un uomo che ha saputo credere nei propri sogni e li sta realizzando. Ha creduto nel rilancio della tinca di Ceresole, pesce d’acqua dolce che vive nelle cosiddette peschiere, ed ora, per questa sua illuminata intuizione, è annoverato, nel panorama italiano, tra i produttori leader dei prodotti tipici. Fa parte di quei personaggi cosiddetti puri, sempre in prima linea, che credono nelle proprie idee e che non scendono a compromessi con le leggi di mercato. Il suo entusiasmo ha coinvolto direttamente il Dipartimento di Scienze Zootecniche di Torino che da anni collabora con Cascina Italia per la raccolta di dati su questo pesce, materiale utilizzato successivamente per convegni internazionali sulla tinca.
Da un incontro tra Giacomo Mosso e Carlin Petrini è nata l’idea di inserire la tinca di Ceresole nei Presidi di Slow Food, per riportare in auge questo prodotto che, pur così importante per l’economia del paese in epoche passate e così apprezzato dai fini palati degli appassionati culinari, stava scomparendo. Se di Cascina Italia Giacomo Mosso è la parte visibile, altrettanto importante è la figura di Luca Casale, vero motore operativo in azienda. E’ facile con questi argomenti fare voli pindarici: ecco, Luca, con il suo realismo e la sua passione, ha saputo dar concretezza al progetto.

La storia di Cascina Italia vanta radici profonde nel tempo: costruita nel 1930, Cascina Italia viene affiancata cinque anni più tardi da due peschiere, funzionali alle attività agricole nei periodi di siccità per l’irrigazione dei campi e l’abbeveraggio del bestiame e, nel contempo, utilizzate per l’allevamento delle tinche anche se in una dimensione poco più che domestica.

Peschiere (tampe nella parlata locale) e tinche sono per Ceresole d’Alba un elemento tradizionale e figurano citate in documenti storici fin dal Cinquecento.

Ed è proprio alle dorate tinche di Ceresole che, a partire dal 1995, Cascina Italia dedica rinnovate attenzioni al fine di dare un’impostazione imprenditoriale ad un’attività documentata in zona fin dal Medioevo. Per far fronte alla crescente domanda di un sapore tipico della cultura della tavola del Roero, negli ultimi anni Cascina Italia si arricchisce di altre cinque peschiere, due costruite nle 1997 e tre nel 2001.

Anche se la produzione ittica è notevomente aumentata per far fronte alla richiesta di un prodotto locale difficilmente reperibile sul territorio italiano, ancora oggi in Cascina Italia si adottano, per l’allevamento delle tinche, metodologie tradizionali scandite dall’andamento stagionale associate all’utilizzo di moderne tecniche acquacolturali.

Qui le tinche sono allevate in modo del tutto naturale, limitando al massimo l’intervento dell’uomo: negli stagni artificiali il pesce cresce e si moltiplica procacciandosi da solo il nutrimento dall’habitat che lo circonda. Come nel passato la fase della cattura si articola sostanzialmente in due momenti: lo svuotamento della peschiera per portare alla luce il fondo melmoso e la raccolta a mano delle tinche che richiede abilità per scovare gli esemplari nascosti sotto il fango.

Accanto al tradizionale allevamento di tinche, Cascina Italia è altresì nota per la produzione di gamberi d’acqua dolce.

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