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Europa contro Mikheil Saakashvili

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In Belgio e’ stato preparato un processo contro Mikheil Saakashvili, promosso da un gruppo di attivisti dei diritti umani fuggiti dalla Georgia. Il presidente georgiano sara’ citato per i crimini contro l’umanita’, la falsificazione dei risultati delle elezioni presidenziali del 2007 e la guerra contro la Russia del 2008.
Il processo contro Saakashvili potra’ iniziare a Bruxelles entro un mese. Tutti i documenti sono pronti, l’istanza e’ stata accettata, gli avvocati stanno lavorando sodo. La legge belga consente di procedere contro cittadini stranieri, quando si tratta di genocidio, crimini di guera o crimini contro l’umanita’. Ai colpevoli il Belgio chiude l’ingresso nel proprio territorio, chiude  cioe’ l’accesso alle istituzioni dell’Unione Europea che si trovano a Bruxelles e al quartier generale della NATO. Iniziare un processo di questo tipo non e’ difficile. Molto piu’ difficile e’ vincere e far si’ che i risultatati del processo incidano sulla vita reale. Secondo Ian Amelin, esperto di questioni caucasiche e analista del Centro di studi sui paesi esteri, e’ poco probabile che Saakashvili possa essere condannato, ma gli attivisti dei diritti umani possono attirare attenzione sul problema.

Quello che ci pare abbastanza ovvio, per esempio, il fatto che sia stato proprio Saakashvili a iniziare la guerra nel 2008 e a perseguitare la liberta’ di parola, si presenta in maniera completamente diversa, quando occorre dimostrarlo in tribunale, lontano dalla Georgia dove si trovano la maggioranza dei testimoni e delle prove. Invece, questo processo ha senso per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Ultimamante i vecchi alleati del presidente georgiano, l’Unione Europea e la NATO,  stanno prendendo le distanze da Saakashvili. Il presidente continua a ripetere che fra non molto saranno aboliti i visti tra Georgia e Unione Europea, che l’UE e la NATO chiederanno alla Georgia di aderirre a queste strutture. I leader dell’Europa e degli USA non commentano queste dichiarazioni. L’unico cenno di solidarieta’ con la Georgia e’ stato il non riconoscimento, da parte dell’Unione Europea, dei risultati delle elezioni nell’Ossezia del Sud. Si potrebbe pensare che Saakashvili sia stato abbandonato dai suoi alleati. Eppure, secondo l’esperto Felix Stanevskij, dell’Istituto dei paesi CSI, Europa e America continuano ad averne bisogno.

Saakashvili si e’ compromesso.  L’opinione pubblica e i politici non solo lo vedono con freddezza, ma ne hanno anche una visione negativa. L’Europa sarebbe felice di vedere un altro al suo posto, ma non puo’ scegliere una figura qualsiasi. All’Europa in Georgia serve non semplicemente un altro presidente, ma qualcuno che sia disposto a continuare la linea diretta all’adesione della Georgia alla NATO e negativa nei confronti  della Russia. L’Occcidente ne ha bisogno, perche’ la Georgia e’ un suo alleato nel Caucaso, zona strategicamente importante. Quindi, Saakashvili non sara’ abbandonato.

C’e’ da osservare che gia’ alcune volte i processi internazionali, svolti a Bruxelles, hanno  portato a importanti risultati. Nel 2003 in Belgio e’ stato processato l’ex presidente del Ciad Hissène Habré, oggi agli arresti in Senegal. I palestinaesi sono riusciti a far conannare il primo ministro israeliano Ariel Sharon. Mentre il processo era in corso, e quando la difesa cercava di contestare il verdetto, Sharon ha dovuto annullare alcune importanti visite a Bruxelles, il che ha inciso negativamente sulla sua carriera politica. Gli attivisti georgiani sperano di poter impedire i contatti ufficiali  dell’UE e della NATO con Saakashvili. Sperano anche che dopo lo scandalo Saakashvili decida di non ricandidarsi alle presidenziali.

Fonte: La voce della Russia

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