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Esame del Dna fetale al posto dell’amniocentesi?

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donna-incinta-balla-tuttacronacaAbbiamo chiesto al Dott. Carlo Gastaldi , Responsabile dell’U.O. di Ginecologia e Ostetricia dell’Istituto Clinico Città di Brescia , se per le donne che non volessero sottoporsi all’amniocentesi è possibile eseguire altri esami, ugualmente attendibili ma meno pericolosi, per scoprire se il bambino è sano.
“L’amniocentesi è un esame prenatale che permette di fare la mappa cromosomica del feto attraverso l’analisi del liquido amniotico. Questa indagine verifica che non ci siano alterazioni che possono essere responsabili di malattie genetiche caratterizzate da ritardo mentale o psicomotorio.
Si tratta, comunque, di un esame invasivo, generalmente suggerito alle over 35 più a rischio di malattie genetiche, perché prevede un prelievo nell’addome che, nello 0,5/1% dei casi, può causare un aborto spontaneo”.
Quali sono, allora, eventuali soluzioni alternative?
“Oggi, per esempio, viene proposta la villocentesi, un esame analogo che si può fare alla 12^ settimana, o optare per un prelievo di sangue, chiamato esame del dna fetale, eseguibile tra la 9^ e la 10^ settimana di gravidanza. Non è, però, rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale e ha un costo di 700 euro“.
Redazione online

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