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Ennesima immolazione di tibetani e polizia spara su manifestanti uccidendo una donna

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Un uomo si e’ ucciso  (14 gennaio) dandosi fuoco nella provincia cinese del Sichuan per protestare contro le politiche di ”occupazione della Cina nelle zone tibetane, il quindicesimo (sedicesimo secondo altre fonti) negli ultimi dieci mesi. Lo scrive il New York Times on-line, citando attivisti delle organizzazioni umanitarie internazionali ed aggiungendo che diversi scontri si sono verificati tra le forze di sicurezza di Pechino e gruppi di tibetani che chiedevano la restituzione del corpo. Nei tafferugli, proseguono le stesse fonti, una persona e’ morta e un’altra e’ rimasta ferita. A confermare tale ricostruzione il gruppo, Free Tibet, secondo il quale la vittima e’ una donna. Sul suo sito il governo tibetano in esilio (Cta), la cui sede e’ Dharamsala in India, ha affermato che il corpo e’ stato portato via dalla polizia, causando cosi’ gli incidenti. ”Circa 700 persone residenti nella zona hanno circondato il commissariato di polizia reclamando il cadavere – ha affermato il Cta, secondo quanto scrive l’Afp – e al rifiuto delle forze dell’ordine e’ scoppiata una rivolta e un’anziana tibetana e’ stata uccisa”. Kate Saunders, direttore dell’Associazione internazionale Campaign for Tibet (Ict), con sede a Washington, parla dell’immolazione di un ”laico”.”Alcuni abitanti hanno provato a prendere il corpo e la polizia ha sparato”, ha aggiunto Saunders. Un altro testimone ha descritto scene ”terrificanti” e ha denunciato l’uso di un ”gas forte” contro la folla, oltre a numerosi arresti e a diversa gente malmenata dalla polizia. Le violenze sono scoppiate a Aba, Ngaba in tibetano, fulcro della protesta contro quella che i manifestanti definiscono ”l’ occupazione” cinese del loro territorio. Quello di oggi e’ del quindicesimo caso di immolazione nelle aree a popolazione tibetana della Cina negli ultimi dieci mesi. La maggior parte dei casi riguardano monaci e monache buddhisti.

Robert Chang Fonte ANSA

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