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Diritti animali in Cina

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I mass media presentano l’immagine di una Cina in crescita economica e invece pochi sanno che la dittatura comunista cinese sfrutta il proprio popolo a vantaggio di una ridotta nomenclatura di partito. Nell’aprile di quest’anno, il governo ha pubblicato il ‘Piano d’azione statale sui diritti umani 2009-2010, dove si afferma che dalla fondazione della Repubblica popolare cinese, sotto la guida del Partito comunista cinese, la Cina si è impegnata indefessamente per promuovere e

tutelare i diritti umani. Amnesty International ha apprezzato il Piano ma ha sottolineato che il suo successo dipenderà dalla sua effettiva attuazione. Nonostante queste premesse, nell’ultimo anno il rispetto dei diritti umani in Cina non e’ affatto migliorato. Al contrario, il governo ha intensificato la repressione nei confronti dei difensori dei diritti umani in occasione della pubblicazione

della ‘Carta 08’ (una petizione che chiede riforme legali e politiche) e poi delle ricorrenze del 50° dell’anniversario dell’inizio dell’esilio del Dalai Lama e del 20° anniversario di Tiananmen. Non si rispettano neanche i diritti degli animali in Cina. Nella mia carriera di giornalista non ho mai visto una mostruosa efferatezza verso gli animali. Adesso che abbiamo le prove, vorrei rendere nota a tutti questa orribile realtà. La totale assenza di qualsiasi forma di rispetto per gli animali e la pratica di scuoiarli vivi. Volpi rosse, artiche, procioni, visoni, conigli, cani e gatti sono tra le specie più allevate in una miriade di piccole e grandi aziende spesso finanziate da investimenti esteri. Un famoso regista cinese Guo Ke ha presentato alla fine di luglio a Pechino il suo primo documentario sul consumo della carne dei cani e gatti con lo scopo di «fare in modo che la gente sappia la verità».

Migliaia di cani e gatti vengono macellati ogni anno in tutti i mercati della Cina per essere mangiati . Compressi insieme in piccole gabbie senza cibo, acqua e ombra, cani e gatti vengono uccisi picchiandoli fino alla morte oppure bolliti vivi nell’erronea credenza che questo metodo “preservi il sapore delle loro carni”. A Canton, capitale della provincia sud orientale cinese del Guangdong, molti ristoranti sono rinomati per le ricette a base di carne di gatto. Gatto in umido con

salsa di soia, un piatto combinato di carne di gatto e carne di serpente, gatto bollito, sono tra quelle più richieste. Secondo le fonti locali, in città vengono cucinati e mangiati mediamente 10.000 gatti e cani al giorno, soprattutto durante la stagione invernale. Per molti cinesi cibarsi della carne di gatto o di cane è una cosa normale. «Noi amiamo le carni dei cani e gatti – hanno dichiarato tranquillamente due clienti di un ristorante nel documentario – e per noi mangiarli è una cosa totalmente normale. La cosa è diversa per le nuove generazioni che iniziano ad amare i piccoli animali domestici da quando sono piccoli. Noi avevamo un tipo di educazione diverso». La Cina non ha una legislazione specifica in tema di protezione degli animali e in pochi anni è diventata il paese più ricercato anche dalle case di moda mondiali grazie al basso costo delle pellicce che fanno bella mostra di se nelle boutique delle grandi città e nascondono spesso una storia di sofferenze e di crudeltà contro gli animali che sono serviti per produrle. Animali non solo allevati e cresciuti con lo scopo di fornire materia prima all’industria pellicceria. Ma sottoposti anche a crudeltà e sevizie. Fino all’estremo della scuoiatura da vivi. E questo avviene soprattutto in paesi, come la Cina, dove non esistono troppi controlli sulle modalità di produzione. Violenze lontane migliaia di chilometri ma che servono comunque per alimentare anche il mercato italiano ed europeo. Il Paese asiatico produce più di 1 milione e mezzo di pelli di volpi e visoni l’anno, equivalenti al 11% della produzione mondiale di visoni e al 27% della produzione mondiale di volpi, mentre il numero di procioni allevati e uccisi in un anno è di oltre 1 milione e mezzo. Più del 95% dell’abbigliamento prodotto in Cina è venduto in particolare a Europa e Italia, USA, Giappone, Corea e Russia, con l’80% di pellicce esportate da Hong Kong verso Europa, Stati Uniti e Giappone. Milioni anche i cani e i gatti uccisi per essere consumati nei migliori ristoranti cinesi.

Un disegno di legge proposto alcuni giorni fa, il primo e l’unico nel suo genere nella Repubblica popolare, intende infatti vietare il consumo e il commercio di carne di gatto e cane.

SE QUESTO DISEGNO DI LEGGE PASSA SARA’ DAVVERO UNA RIVOLUZIONE NELLE USANZE ALIMENTARI DEI CINESI.

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