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Crema viso karitè con un tocco di petrolio

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L’analisi complessiva di questo prodotto a rivelato la presenza in medie concentrazione di prodotti sintetici, derivati dal petrolio, che potrebbero avere potenzialmente capacità cancerogene.
In minor concentrazione invece presenta diversi ingredienti che,nonostante non siano dannosi per la salute umana, non sono biodegradabili e quindi altamente inquinanti per l’ambiente.

Di seguito la lista degli ingredienti con la loro spiegazione
Ricordo che la “classificazione degli ingredienti è presa dal biodizionario e la loro decrizione invece è stata attentamente ricercata in rete
Acqua
Butyrospermum parkii butter(Shea butter):Normalissimo burro di karitè.L’estrazione del Burro di Karité avviene ancora, nel luogo di origine, con un processo artigianale, dopo la selezione dei semi e la loro frantumazione: si ottiene cosí un prodotto di colore variabile dal verde chiaro al giallino, di odore gradevole e di sapore quasi dolce, che può essere impiegato puro, oppure, vista la sua ricchezza, si può usare come base di molti prodotti cosmetici.gli indigeni lo chiamano “albero della giovinezza” e lo utilizzano ad esempio come balsamo per massaggi contro i reumatismi, gli indolenzimenti, le bruciature, gli eritemi solari, le ulcerazioni e le irritazioni della pelle.
PEG-6 Stearate: è un emulsionante. In generale la sigla PEG e PPG sono indice della presenza di molecole petrolifere. La sigla PEG sta per Polyethylene Glycol, un ingrediente potenzialmente cancerogeno e che diminuisce la capacità della pelle di assorbire umidità e nutrienti. Il numero dopo il PEG indica il suo peso molecolare.
cetyl alcohol: come tutti gli alcoli grassi, viene utilizzato principalmente come emolliente e fattore di consistenza nelle formulazioni cosmetiche. Trova impiego come emulsionante o co-emulsionante, soprattutto nei prodotti per capelli (balsami). Viene impiegato in un ampia gamma di prodotti cosmetici poichè conferisce viscosità al prodotto senza appesantirlo e ne migliora la scorrevolezza e la stendibilità sulla pelle.
Non è tossico per l’acqua e gli organismi acquatici.

Aluminum starch octenylsuccinate: Viene utilizzato per ridurre l’untuosità prodotta dagli oli e dagli agenti occlusivi contenuti nei prodotti cosmetici, per aumentare la viscosità in sistemi non acquosi, come agente di texture.Ad alti dosaggi(>30%)impedisce la formazione di agglomerati di particelle
Viene utilizzato anche per aumentare la protezione di certi filtri solari ma anche nei deodoranti per aumentarne il potere assorbente
Glycol stearate: Appartenente alla categoria degli esteri glicolici, ha proprietà opacizzanti e perlanti. Tale effetto è dovuto alla capacità dei cristalli della sostanza di riflettere la luce, conferendo al prodotto in cui è inserita un aspetto più opaco o più perlato in base alla dimensione dei cristalli stessi.
Il CIR Expert Panel ha considerato il prodotto sicuro nelle normali concentrazioni d’uso.

PEG-32 stearate: è un emulsionante / tensioattivo. In generale la sigla PEG e PPG sono indice della presenza di molecole petrolifere. La sigla PEG sta per Polyethylene Glycol, un ingrediente potenzialmente cancerogeno e che diminuisce la capacità della pelle di assorbire umidità e nutrienti. Il numero dopo il PEG indica il suo peso molecolare.
Glycerine: è un denaturante / umettante / solvente. derivato del glicerolo (ne contiene per circa il 95%), è usato in moltissimi prodotti cosmetici e anche alimentari (sigla E422) . E’ un idratante e solvente usato anche per i saponi. Pura, la glicerina attrae l’acqua, se la mettessimo  sulla nostra lingua la disidraterebbe ma, diluita, rende la pelle morbida. Ci sono ancora studi in corso per capire esattamente come.
Glyceril stearate: Può avere origine animale, vegetale o sintetica. Si trova in forma di solido dall’aspetto ceroso e colore bianco, che fonde a 58°C. Appartiene alla categoria degli emulsionanti lipofili non ionici non etossilati con HLB 3.8.
È considerato sicuro per l’uso cosmetico e non tossico se ingerito (è approvato anche dall’industria alimentare). Non provoca irritazioni sulla pelle. È biodegradabile hydrolyzed grape fruit skin
citrus aurantium dulcis fruit juice: Olio essenziale estratto dai fiori
parfum/fragrance: indefiniti prodotti chimici che donano un buon odore al prodotto.
propylene glycol: ha moltissimi usi che vanno dall’impiego nelle sigarette elettroniche a umidificante e veicolante per oli profumati, da decongelante per aerei a veleno per scarafaggi. Ha un basso livello di tossicità.

Dimethicone: il vero nome è polydimethylsiloxane (PDMS), appartiene al gruppo dei siliconi; è molto usato in alcuni medicinali contro il meteorismo intestinale ma anche nelle lenti a contatto, in alcuni prodotti alimentari (in moltissimi fast food) e  per la cura del corpo perché riduce la tensione superficiale, rompe le schiume. E’ generalmente considerato innocuo per l’uomo ma altamente inquinante per l’ambiente, negli shampoo serve a far diventare i capelli luminosi e lisci perché forma una barriera idrorepellente e lucidante.
Sodium polyacrylate: Si presenta come una polvere cristallina bianca disperdibile in acqua. Ha proprietà gelificanti, stabilizzanti, filmogene ed emulsionanti. E’ in grado di assorbire grandi quantità di acqua all’interno della propria struttura. Impartisce forza di taglio e viscosità alle formulazioni, proporzionalmente alla percentuale di utilizzo.
Studi clinici hanno dimostrato gli acrilati  hanno un basso potenziale di irritazione e sensibilizzazione cutanea.
Phenoxyethanol: è un etere aromatico del glicole etilenico. Il Phenoxyethanol possiede una significativa attività antimicrobica ad ampio spettro. La molecola si lega alla parete dei batteri, bloccando funzioni vitali per la cellula batterica, impedendone la riproduzione e provocandone la morte. È efficace contro batteri gram + e gram -, lieviti e muffe.
Il Cosmetic Ingredient Review (CIR) Expert Panel ha recentemente revisionato questo ingrediente, concludendo che può essere considerato sicuro per l’uso cosmetico alle concentrazioni consentite.
Methylparaben: parabeni sono impiegati come conservanti, il loro spettro d’azione è maggiore nei confronti di muffe e lieviti rispetto ai batteri. Con l’aumentare della dimensione della catena legata all’acido p-idrossibenzoico aumentano sia la stabilità che l’attività antimicrobica di queste moecole. Il Metilparabene è il meno attivo di questa classe di composti, ma compensa questo limite con una maggiore solubilità in acqua. I parabeni sono biodegradabili.
Nonostante una lunga storia di utilizzo ritenuto sicuro, recentemente l’uso dei parabeni è stato messo in relazione con l’insorgenza di tumori al seno. Sembra infatti che queste sostanze penetrino attraverso la pelle ed esplichino una debole attività estrogeno-mimetica che potrebbe essere causa di un aumento dell’espressione genica di fattori tumorali. Questa possibile relazione non è stata tuttavia ancora provata.
Propylparaben: I parabeni sono impiegati come conservanti, il loro spettro d’azione è maggiore nei confronti di muffe e lieviti rispetto ai batteri. Con l’aumentare della dimensione della catena legata all’acido p-idrossibenzoico aumentano sia la stabilità che l’attività antimicrobica di questi composti.I parabeni sono biodegradabili.
Nonostante una lunga storia di utilizzo ritenuto sicuro, recentemente l’uso dei parabeni è stato messo in relazione con l’insorgenza di tumori al seno. Sembra infatti che queste sostanze penetrino attraverso la pelle ed esplichino una debole attività estrogeno-mimetica che potrebbe essere causa di un aumento dell’espressione genica di fattori tumorali. Questa possibile relazione non è stata tuttavia ancora provata.
Imidazolidinyl urea: L’Imidazolidinyl Urea è una polvere bianca di origine sintetica, solubile in acqua.
L’Imidazolidinyl Urea viene utilizzata come antimicrobico, sia nei confronti dei batteri Gram negativi che di quelli Gram positivi: evita dunque la contaminazione accidentale del prodotto finito durante il suo utilizzo. Il suo impiego in associazione con altri conservanti, come i parabeni, ne potenzia l’efficacia.
Quando la concentrazione nei prodotti cosmetici supera lo 0,05%, l’Imidazolidinyl Urea può cedere formaldeide, una sostanza potenzialmente cancerogena, irritante sulla cute e che può dare delle reazioni di sensibilizzazione.
BHT: Il BHT è un antiossidante primario, cioè un donatore di idrogeno che agisce interrompendo la reazione a catena innescata dai radicali liberi che porta alla degradazione degli acidi grassi. Questa caratteristica gli permette, in combinazione con antiossidanti secondari (sequestranti e filtri UV), di ritardare l’irrancidimento degli olii vegetali.
Il Cosmetic Ingredient Review (CIR) ha stabilito dei limiti di dosaggio per questa sostanze ( 0,5 % max) a causa del suo dubbio profilo tossicologico e del potenziale potere irritante su cute e mucose a concentrazioni più elevate.
Disodium EDTA: La funzione principale del Disodium EDTA consiste nel chelare i cationi metallici (calcio, magnesio, ferro), formando con essi un complesso anionico stabile: in pratica è in grado di inattivare i cationi metallici, impedendo che questi possano legarsi con altri ingredienti della formulazione cosmetica e minare la stabilità del prodotto stesso. Il Disodium EDTA può, inoltre, potenziare l’azione antimicrobica di alcuni conservanti, soprattutto contro i batteri Gram negativi. Rispetto agli altri sali sodici è il più utilizzato e più efficiente.
Non sono stati rilevati effetti di irritabilità o sensibilizzazione cutanea, ma è scarsamente biodegradabile e la sua persistenza nei mari può determinare una diminuzione di flora e fauna marine.

Redazione online

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