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Coca-Cola aprirà 2.000 eco-chioschi in 20 Paesi per fornire acqua potabile, elettricità, internet gratis, farmaci

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I chioschi dovrebbero fornire acqua potabile, corrente elettrica, connessione gratuita a internet, farmaci e vaccini
I chioschi dovrebbero fornire acqua potabile, corrente elettrica, connessione gratuita a internet, farmaci e vaccini
I chioschi dovrebbero fornire acqua potabile, corrente elettrica, connessione gratuita a internet, farmaci e vaccini

Forse per migliorare l’immagine intaccata dalle frequenti accuse di pubblicità ingannevole e di responsabilità nell’aumento dell’obesità soprattutto infantile, la Coca-Cola ha annunciato un programma mondiale che prevede, entro il 2015, la costruzione di 1.500-2.000 Ekocenter in 20 Paesi. Si tratta di chioschi monomarca che offrono molto più della semplice bibita gassata. Le rivendite dovrebbero fornire acqua potabile, corrente elettrica, connessione gratuita a internet e, potenzialmente, anche farmaci e vaccini nelle giuste condizioni di conservazione; il tutto in condizione di massima sostenibilità. Non solo: a gestire gli Ekocenter dovrebbero essere quasi solo donne o piccoli imprenditori locali di Africa, Asia, Sud America e Nord America. L’Europa per ora è escluda dal programma, che ha lo scopo di favorire la crescita economica e migliorare le condizioni igieniche e le comunicazioni dei Paesi in via di sviluppo.
L’iniziativa rientra nell’ambito del programma 5by20 (nato per contribuire a migliorare la condizione di cinque milioni di donne nel mondo entro il 2020). Coca-Cola ha presentato il progetto  nei giorni scorsi a New York in collaborazione con diversi partner. La lista è molto lunga e comprende: (UPS per la logistica, Deka per l’approvvigionamento alle comunità locali di acqua purificata con il sistema Slingshot, IDB per l’implementazione in America Latina, McCann Health per il modello di micro-business da sviluppare nei diversi paesi, cui potrebbe essere associato un programma di educazione sanitaria, NRG per i pannelli solari da impiantare al fine di rendere i chioschi il più possibile autosufficienti dal punto di vista energetico, Qualcomm Technologies per le reti wireless e la connessione, IBM per il progetto globale e l’eventuale piano di riutilizzo delle acque, TechnoServe per la visione strategica di tutto il programma e per la formazione del personale locale, oltre ad alcune organizzazioni non governative. Nei primi due anni gli Ekocenter dovrebbero fornire acqua potabile a 45.000 persone.

Coca-Cola ha lanciato un piano per l’installazione di pannelli solari in oltre 2.000 rivendite del Kenya, per favorire la diffusione dei telefoni cellulari, dei computer, della radio e di internet
Coca-Cola ha lanciato un piano per l’installazione di pannelli solari in oltre 2.000 rivendite del Kenya, per favorire la diffusione dei telefoni cellulari, dei computer, della radio e di internet

Il primo prototipo di chiosco è già stato installato a Heidelberg, in Sud Africa, e altri sono stati sperimentati nell’ambito del programma 5by20 in alcune comunità rurali di Haiti e di altre località in Africa. L’azienda dovrebbe scegliere i siti, e poi gestire e finanziare l’installazione e il mantenimento delle strutture, arruolando forza lavoro locale. Inoltre ha già lanciato un piano per l’installazione di pannelli solari in oltre 2.000 rivendite del Kenya, per favorire la diffusione dei telefoni cellulari, dei computer, della radio e di internet.
Ma l’esperimento forse più originale è quello realizzato tra India e Pakistan, dove i chioschi sono diventati vettori di pace tra i due paesi ostili da decenni e spesso in guerra. In due grandi centri commerciali di New Delhi e Lahore sono stati installati grandi schermi touch studiati per far sì che i clienti di un paese possano dialogare in diretta con quelli dell’altro. I pannelli, chiamati Small World Machines, sono realizzati in modo che l’immagine, tramite una webcam, emerga in 3D, per dare una sensazione il più possibile vicina alla realtà. In questo modo si vuole contribuire a migliorare i rapporti tra i due paesi nati dalla partizione del 1947, ma in realtà abitati da due componenti religiose dello stesso popolo, che mantengono grandi affinità e passioni comuni come quella per i film di Bollywood, il cricket, la musica.

La responsabilità sociale d’impresa del colosso di Atlanta, così difficile da scorgere nelle politiche di marketing e di espansione commerciale, sembra quindi essere più presente in questo tipo di iniziative: non sarebbe male se la stessa sensibilità verso il benessere dei propri clienti venisse fuori a tutte le latitudini e in tutti i progetti.

Agnese Codignola di IlFattoAlimentare

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