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Chirurgia: no a interventi sproporzionati da ‘accanimento estetico’

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Sono inaccettabili gli interventi di chirurgia estetica “sproporzionati, in quanto eccessivamente invasivi o inutilmente rischiosi e inadeguati rispetto ai possibili benefici richiesti dal paziente, ovvero che si traducono in una sorta di ‘accanimento estetico’ o in mero sfruttamento del corpo”. E’ quanto sostiene il Comitato nazionale di bioetica (CNB), nel parere ‘Aspetti bioetici della chirurgia estetica e ricostruttiva’, coordinato e redatto dai professori Lorenzo d’Avack, Laura Palazzani e Giancarlo Umani Ronchi
“Nella prima parte del documento – riporta una nota – il CNB riflette sui limiti della legittimità di richieste di chirurgia estetica, in continuo aumento, in specie nel rapporto che intercorre tra il paziente e il medico, nel contesto della discussione sui molteplici fattori etici, sociali e culturali che influiscono sulla mutazione di atteggiamento nei confronti del corpo e di una dilatazione del concetto di salute in senso soggettivo.
Il Comitato, trattandosi di un intervento non strettamente terapeutico, richiama i criteri deontologici che regolano la prassi medica, a volte trascurati, in questo ambito specifico, a favore di una accondiscendente esecuzione della richiesta espressa dagli individui”.
“Il CNB ritiene, inoltre, che la liceità dell’intervento sia subordinata ad alcune condizioni e priorità, quali: il bilanciamento dei rischi e benefici deve essere commisurato alle condizioni psico-fisiche del paziente, con riferimento anche alla percezione che il paziente ha del proprio corpo e dei risultati che si attende dall’intervento; la funzionalità degli organi interessati deve avere la priorità sul risultato estetico; l’informativa al paziente deve essere completa, con una adeguata consulenza anche psicologica”.

Yulia Shesternikova Fonte Adnkronos

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