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Caso Magnitskij: Atto ostile nei confronti di Cremlino

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Negli Stati Uniti è stata da poco approvata la legge che vieta ai funzionari russi coinvolti nella morte in carceredell’avvocato Sergej Magnitskij di possedere i benie di entrare negli Stati Uniti. Quale sarà la risposta del Cremlino? Intanto la duma sta creando la lista nera con i nomi di funzionari americani a cui saranno rifiutati i visti e i cui cinti bancari sarnno congelati. Scende quindi gelo fra due paesi e la tensione è a livelli di guardia. La cosa giusta che le autorità avrebbero potuto fare per evitare questa situazione sarebbe statacondurre un’inchiesta approfondita sulla morte di Magnitskij. E anche solo alcune persone coinvolte fossero state oggetto di indagini adeguate, la Russia avrebbe evitato l’approvazione della legge Magnitskij. Ma il Cremlino si è messo in un angolo e intervenire sembrerebbe un cedimento alle pressioni degli Stati Uniti. La legge Magnitskij è un’ingerenza controproducente negli affari interni russi, e gli Stati Uniti sembrano di aver intenzione di umigliare pubblicamente la Russia, che difficile poteva rimanere in silenzio di fronte a una provocazione del genere. Un’inchiesta seria sulla morte dell’avvocato è l’unica reale soluzione per risolvere il problema. Nel frattempo è arrivata la risposta di Cremlino che sta esamenando il disegno di legge che vieta le adozioni alle famiglie americane i bambini russi. L’idea della risposta russa maturava già da tempo. Negli ultimi 20 anni nelle famiglie americane sono tragicamente morti ben 19 bambini russi. I genitori adottivi, colpevoli della loro morte, in molti casi sono riusciti a sottrarsi alla responsabilità. Comunque le autorità russe devono ancora decidere se è questa la strada da seguire sulle legge Magnitsklij.

Sergej Magnitskij era un avvocato che lavorava per Hermitage Capital Management, un fondo di investimenti britannico in Russia. Dopo aver denunciato la truffa organizzata ai danni della Hermitage, a novembre 2008 è stato arrestato con l’accusa di frode fiscale, ed è morto in carcere per un arresto cardiaco. La sua morte ha suscitato sdegno e critiche a livello internazionale. La legge approvata dal senato americano proibisce a un gruppo di sessanta funzionari russi coinvolti nella morte dell’avvocato di entrare negli Stati Uniti. Mosca invece ha regito difinendola un atto ostile e mettendo in cantiere ritorsioni dello stesso spessore.

Yulia Shesternikova

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