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ROMA – Ha fatto parecchio rumore l’intervento del segretario di Stato vaticano cardinal Bertone dopo le rivelazioni sul caso Ruby: la Chiesa invita tutti, specialmente chi ha responsabilità pubbliche, a una maggiore moralità, giustizia e legalità, richiamando la domanda di esemplarità da parte delle famiglie e dei giovani. Bertone ha ricordato infine la pubblicazione, sull’Osservatore Romano, della nota del presidente Napolitano che esprimeva turbamento. Parole che hanno subito suscitato molte le prese di posizione del mondo politico. Le opposizioni ne traggono un segnale per tornare a chiedere le dimissioni del premier Berlusconi. Ma la maggioranza chiede di non strumentalizzare le parole del cardinale.

Il punto sull’indagine

Intanto spuntano nuovi documenti bancari tra il materiale, definito “molto interessante”, sequestrato nel corso delle perquisizioni di venerdì scorso nell’ambito dell’inchiesta della Procura milanese sul caso Ruby, nella quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è indagato per concussione e prostituzione minorile. Documenti che si aggiungono a quelli già raccolti da inquirenti e investigatori relativi alle ‘ricompense’ da parte del premier, tramite il suo uomo di fiducia, Giuseppe Spinelli, e la consigliera regionale Nicole Minetti, alle ragazze ospiti alle numerose serate nelle sue residenze, da villa San Martino ad Arcore, ma anche villa Certosa in Sardegna e villa Campari, sul lago Maggiore.

Niente interrogatorio

Oggi la difesa di Berlusconi farà arrivare in Procura una nota in cui si spiegherà che il capo del governo non si sottoporrà all’interrogatorio fissato o per sabato o, in alternativa, per domenica o lunedì perché la competenza ad indagare non è dei pm milanesi ma del tribunale dei ministri, investigatori e inquirenti stanno passando sotto la lente di ingrandimento tutto quanto posto sotto sequestro la scorsa settimana a casa e nell’ufficio del consigliere Minetti – finita sotto inchiesta insieme a Lele Mora ed Emilio Fede per induzione e favoreggiamento della prostituzione – e nelle abitazioni di 10 delle tante ragazze che avrebbero movimentato le feste del cavaliere.

Si indaga sui trasferimenti di denaro

Oltre alle analisi tecniche sui pc e sui cellulari, le indagini si stanno concentrando anche sulla nuova documentazione rinvenuta. Di documenti bancari si parla anche nell’invito a comparire a carico del premier trasmesso alla Camera: in particolare, si fa riferimento a due bonifici effettuati direttamente dal presidente del Consiglio a favore della ex ‘meteorina’ Alessandra Sorcinelli, che ha partecipato alle feste nelle sue ville, la cui abitazione è stata perquisita venerdì scorso.

La showgirl, in una telefonata intercettata il 14 settembre scorso, ricorda a Spinelli di un “bonifico” che le deve arrivare. Dagli accertamenti, come si legge nelle ‘carte’, sono stati trovati “due bonifici in entrata: 16.07.2010 e 17.09.2010 entrambi dell’importo di 10.000 euro” effettuati da Berlusconi a favore della Sorcinelli.

Negli atti, inoltre, si parla del “denaro” che Berlusconi “consegnava” ad alcune delle giovani che prendevano parte ai ‘festini’: lo testimoniano, secondo l’accusa, alcune intercettazioni tra cui quella tra Nicole Minetti e Barbara Faggioli, dopo la “serata” del 5 settembre ad Arcore.

La nota degli avvocati

Intanto gli avvocati e parlamentari del Pdl Niccolò Ghedini e Piero Longo hanno ultimato la “nota” da inoltrare ai pm di Milano – per ora pare non si tratti di una richiesta di trasferimento per competenza funzionale e territoriale al tribunale dei ministri in base all’articolo 54 quater del codice di procedura penale – con la quale comunicano i motivi, già anticipati ieri nel videomessaggio ai promotori della libertà, per cui Berlusconi non si farà interrogare.

Al di là del fatto che la difesa ritiene insussistenti le accuse, per i due legali le indagini sono di competenza del tribunale dei ministri in quanto, quando la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi il premier telefonò in questura per ottenere il ‘rilascio’ di Ruby, ha agito nell’esercizio delle sue funzioni. La Procura di Milano ritiene invece di essere titolare del procedimento in quanto il premier, quella sera, avrebbe esercitato pressioni con abuso della “qualità” di capo del governo, ma non nell’esercizio delle sue funzioni. Visti i due pareri contrapposti, molto probabilmente i pm milanesi andranno avanti e a breve inoltreranno al Gip la richiesta di giudizio immediato per Berlusconi.

Sulla questione della competenza, non è escluso che la battaglia tra magistrati e difesa possa portare alla fine quest’ultima a sollevare un conflitto di attribuzione.

Sfrattate le ragazze di via Olgettina

Intanto la rabbia dei condomini non ha concesso nessuna attenuante e senza aspettare i tempi della giustizia è già stata emessa una sentenza di Sfratto per le ragazze di via Olgettina 65, coinvolte nel caso Ruby. Ieri pomeriggio hanno ricevuto una lettera con cui vengono invitate ad andarsene dai loro appartamenti. Motivo: rappresentano un danno al decoro del condominio.

Dovrebbero lasciare la loro ‘casa delle bambole’, come è stato ribattezzato dai giornali il complesso vicino all’ospedale San Raffaele a Milano 2, le giovani donne che partecipavano alle feste di Arcore. Tra loro volti noti, come la valletta di Colorado Cafè, Marysthelle Garcia o aspiranti starlette. Il clamore suscitato dallo scandalo Ruby, l’assalto dei cronisti non sono piaciuti agli altri inquilini e così l’amministratore è intervenuto.

“Non è giusto, anche noi siamo delle vittime, io avevo anche tolto il mio nome dal citofono perché mi insultavano giorno e notte”, dice all’Ansa Marysthelle, che come le altre ha ricevuto la lettera. “Ero a Firenze per lavoro – racconta – ma mi hanno telefonato le altre ragazze per dire che era arrivata questa lettera. Ho fatto controllare a casa mia e l’avevo ricevuto anch’io: è una lettera uguale per tutte, firmata dall’amministratore del condominio che ci dice che dobbiamo lasciare l’appartamento entro otto giorni altrimenti farà intervenire la forza pubblica”.

Marysthelle è madre di una bimba e quando è scoppiato lo scandalo Ruby nei giorni scorsi ha ammesso di aver ricevuto dei soldi dal presidente del Consiglio Berlusconi “da usare per la sua bambina. L’appartamento è intestato a me – spiega ancora Marysthelle – ci abito con la mia Picccola, non so proprio dove dovrei andare adesso e dove potrei portare lei”.

Dei sette appartamenti, in totale, che gli inquirenti hanno individuato nel residence Olgettina, due sarebbero intestati a Marysthelle Polanco e uno a Barbara Guerra. Altri quattro appartamenti, invece, sarebbero stati intestati a Nicole Minetti, consigliere regionale indagata nel caso Ruby per induzione e favoreggiamento della prostituzione, “per conto delle ragazze che non avevano le condizioni richieste per l’intestazione, quali un idoneo contratto di lavoro”: lo scrivono i pm di Milano negli atti dell’inchiesta sul caso Ruby trasmessi alla Camera. Si tratterebbe delle showgirls Iris Berardi, Arisleida Espinosa, Annina Visan ed Elisa Toti.

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